Tancredi
Gioacchino Rossini
Premiéra opery se konala 6.2.1813 v benátském divadle Teatro La Fenice v následujícím obsazení:Argirio, vůdce(tenor): Pietro Todràn
Tancredi, Amenaidin milenec (kontralt): Adelaide Malanotte Montresor
Orbazzano, vůdce (bas): Luciano Bianchi
Amenaide, dcera Argiria (soprán): Elisabetta Manfredini Guarmani
Isaura, Amenaudina přítelkyně (mezzosoprán): Teresa Marchesi
Roggiero, Tancrediho důvěrník (mezzosoprán): Carolina Sivelli
Tancredi, Amenaidin milenec (kontralt): Adelaide Malanotte Montresor
Orbazzano, vůdce (bas): Luciano Bianchi
Amenaide, dcera Argiria (soprán): Elisabetta Manfredini Guarmani
Isaura, Amenaudina přítelkyně (mezzosoprán): Teresa Marchesi
Roggiero, Tancrediho důvěrník (mezzosoprán): Carolina Sivelli
Obtížnou titulní roli zpívala tedy v premiéře Adelaide Malanotte-Montresor, která se však při druhém představení "ukřikla"a dílo bylo považována za nehratelné. Naštěstí po šesti dnech převzala tuto vražednou partii mladá Giuditta Pasta, pozdější Belliniho Norma, a zaručila dílu nehynoucí úspěch.
Libreto napsal Gaetano Rossi podle děl Torquata Tassa Gerusalemme liberata a Voltaira Tancrède.
Děj opery se odehrává v 11. století, kdy o ovládnutí Sicílie usilovali Normané, Arabové i představitelé Byzantské říše.Na pozadí politických bojů se odehrává milostný příběh křesťanského rytíře Tankréda (kalhotková role pro altistku) a syrakuské dívky Amenaidy. Jejich lásce však není přáno, Amenaida má přistoupit dle otcova rozhodnutí na sňatek z rozumu a navíc se zaplete do politických intrik, prostřednictvím neadresovaného dopisu, který byl určen nežádoucímu Tankrédovi. Je podezírána z vlastizrady a křivě obviněna ze spolčování s nepřátelským saracénským vůdcem. To vše se děje v předvečer bitvy, v níž se má rozhodnout, komu připadne přístav Syrakusy.
Větší část opery se rozvíjí jako prokazování Amenaidiny neviny a o dívčinu čest se bije rytíř Tankréd, ačkoliv není zcela přesvědčen o jejích čistý úmyslech. Neposkvrněný dívčin štít je očištěn až v závěru tragického příběhu, kdy zraněný Tankréd po vítězné bitvě nad Saracény umírá v Amenaidině náruči.
LIBRETO
Atto primo
Galleria nel palazzo d’Argirio.
Scena prima
Cavalieri sparsi per la scena, altri che arrivano introdotti da scudieri, che restano poi alle porte. Isaura e varie damigelle seco; due scudieri portano due bacili d’argento, su’ quali molte sciarpe bianche; i cavalieri s’abbracciano, slacciano le loro sciarpe, alcune bleu, altre rosse, che distinguevano i vari partiti.
Cavalieri sparsi per la scena, altri che arrivano introdotti da scudieri, che restano poi alle porte. Isaura e varie damigelle seco; due scudieri portano due bacili d’argento, su’ quali molte sciarpe bianche; i cavalieri s’abbracciano, slacciano le loro sciarpe, alcune bleu, altre rosse, che distinguevano i vari partiti.
Coro
Pace - onore - fede - amore
regni - splenda - ogn’alma accenda -
spento il rio civil furore
Siracusa esulterà.
Isaura
(cingendo ai cavalieri le sciarpe bianche)
Sia tra voi concordia eguale
delle insegne al bel candore:
stringa eterna il vostro core
la più tenera amistà.
(cingendo ai cavalieri le sciarpe bianche)
Sia tra voi concordia eguale
delle insegne al bel candore:
stringa eterna il vostro core
la più tenera amistà.
Coro
Serberà costante il core
la più tenera amistà.
Serberà costante il core
la più tenera amistà.
Scena seconda
Argirio, a mano con Orbazzano, Cavalieri con sciarpa bianca, scudieri
Argirio, a mano con Orbazzano, Cavalieri con sciarpa bianca, scudieri
Argirio
Se amistà verace e pura
serberete ognor nel petto;
se di patria il vivo affetto
l’alme vostre accenderà,
sì felice, vincitrice
Siracusa ognor sarà.
Se amistà verace e pura
serberete ognor nel petto;
se di patria il vivo affetto
l’alme vostre accenderà,
sì felice, vincitrice
Siracusa ognor sarà.
Orbazzano
Rea discordia invan fra noi
scuoterà la nera face.
Alla patria in guerra, in pace
giuriam tutti fedeltà.
Rea discordia invan fra noi
scuoterà la nera face.
Alla patria in guerra, in pace
giuriam tutti fedeltà.
Coro
Sì, giuriam.
Sì, giuriam.
Argirio
Respiro omai.
Respiro omai.
Coro
Fede, o morte.
Fede, o morte.
ArgirioOr vissi assai:
e contento in tal momento
altri voti il cor non ha.
e contento in tal momento
altri voti il cor non ha.
Orbazzano e Coro
Sempre illesa in guerra, in pace
sia la nostra libertà.
Sempre illesa in guerra, in pace
sia la nostra libertà.
Argirio e poi Coro
Di noi/voi tremi il Moro audace,
vinto alfin da noi/voi cadrà.
Di noi/voi tremi il Moro audace,
vinto alfin da noi/voi cadrà.
Argirio
Ed ecco, o prodi Cavalier, l’eroe,
che alla sublime, e di voi degna impresa
vi guiderà in mia vece. Ogni contesa
fra gli Orbazzani, e fra gli Argiri omai
cessa in tal dì. Pianse la Patria assai
nelle nostre discordie; oggi respira,
che intorno a sé rimira,
da gloria mosso, nel comun periglio,
un sol voto, un sol cor, ogni suo figlio.
Ed ecco, o prodi Cavalier, l’eroe,
che alla sublime, e di voi degna impresa
vi guiderà in mia vece. Ogni contesa
fra gli Orbazzani, e fra gli Argiri omai
cessa in tal dì. Pianse la Patria assai
nelle nostre discordie; oggi respira,
che intorno a sé rimira,
da gloria mosso, nel comun periglio,
un sol voto, un sol cor, ogni suo figlio.
Orbazzano
Sì, per la patria, per la fede il sangue
verserem tutti nel più fier cimento;
ma contro vile, occulto tradimento
noi chi difenderà?
Sì, per la patria, per la fede il sangue
verserem tutti nel più fier cimento;
ma contro vile, occulto tradimento
noi chi difenderà?
Argirio
L’antica legge
che all’infamia condanna, ed alla morte
ogni fellon, d’età qualunque e sesso,
che empio mantenga della patria a danno,
commercio reo col Saracen tiranno.
L’antica legge
che all’infamia condanna, ed alla morte
ogni fellon, d’età qualunque e sesso,
che empio mantenga della patria a danno,
commercio reo col Saracen tiranno.
Orbazzano
(marcato)
E con altro nemico,
di Solamir più da temersi ancora.
Avvi fra noi chi onora, esulta al nome
dell’esule Tancredi.
(marcato)
E con altro nemico,
di Solamir più da temersi ancora.
Avvi fra noi chi onora, esulta al nome
dell’esule Tancredi.
Isaura
(turbandosi)
(Oh cielo!) e come?
E che può mai la patria
da lui temer?
(turbandosi)
(Oh cielo!) e come?
E che può mai la patria
da lui temer?
Orbazzano
Qui nato
da un sangue che regnava, discacciato
fin da prim’anni suoi,
odio e vendetta ei de’ nudrir per noi.
Qui nato
da un sangue che regnava, discacciato
fin da prim’anni suoi,
odio e vendetta ei de’ nudrir per noi.
Argirio
(a due Scudieri)
Qui Amenaide.
Dopo tante vicende il ciel pietoso
serbar mi volle ad un felice evento.
(a due Scudieri)
Qui Amenaide.
Dopo tante vicende il ciel pietoso
serbar mi volle ad un felice evento.
Isaura
(Misera amica!)
(Misera amica!)
Orbazzano
Sarò alfin contento!
Sarò alfin contento!
Scena terza
Amenaide, a suo tempo, preceduta da’ scudieri, accompagnata da damigelle
Amenaide, a suo tempo, preceduta da’ scudieri, accompagnata da damigelle
Coro
Più dolci e placcide
spirano l’aure
in sì bel giorno.
Fra tanta gioia,
sembra che s’animi
tutto d’intorno,
or che trionfano
concordia e amor.
(Comparisce Amenaide.)
Vezzosa vergine,
il nostro giubilo
con noi dividi,
e della patria
a’ voti fervidi
lieta sorridi:
compi la speme
del genitor.
il nostro giubilo
con noi dividi,
e della patria
a’ voti fervidi
lieta sorridi:
compi la speme
del genitor.
Amenaide
Come dolce all’alma mia
scende il suon de’ vostri accenti!
Come a’ vostri, a’ suoi contenti
va esultando questo cor!
(E tu quando tornerai
al tuo ben, mio dolce amor!)
Come dolce all’alma mia
scende il suon de’ vostri accenti!
Come a’ vostri, a’ suoi contenti
va esultando questo cor!
(E tu quando tornerai
al tuo ben, mio dolce amor!)
Coro
In tal dì, respira omai,
sì, godrai felicità.
In tal dì, respira omai,
sì, godrai felicità.
Amenaide
Voglia il ciel che brilli omai
per me pur felicità!
(Se il mio bene a me non viene,
pace il cor sperar non sa.)
Voglia il ciel che brilli omai
per me pur felicità!
(Se il mio bene a me non viene,
pace il cor sperar non sa.)
Argirio
E’ già deciso, o figlia;
ed obbedendo ai cenni
del genitor, che amico ti consiglia,
della patria che attende questo nodo,
sì necessario al comun ben, felici
renderai tutti in questo dì.
E’ già deciso, o figlia;
ed obbedendo ai cenni
del genitor, che amico ti consiglia,
della patria che attende questo nodo,
sì necessario al comun ben, felici
renderai tutti in questo dì.
Amenaide
(sorpresa)
Che dici?
(sorpresa)
Che dici?
Argirio
La tua fe’, la tua mano
ad Orbazzan concessi.
La tua fe’, la tua mano
ad Orbazzan concessi.
Amenaide
(colpita)
Ad Orbazzano!
(Oh Isaura!)
(colpita)
Ad Orbazzano!
(Oh Isaura!)
Isaura
(Non tradirti.)
(Non tradirti.)
Amenaide
(E il foglio!...)
(E il foglio!...)
Isaura
Ver Tancredi
già partito è lo schiavo)
Ver Tancredi
già partito è lo schiavo)
Orbazzano
Amenaide,
d’immenso amore io t’amo. Di mia sorte
superbo oggi mi rende
il tuo gran genitor, che a me concede
la tua man, la tua fede; e fra’ mortali
io sarò il più felice
se pari amor da te sperar mi lice.
Amenaide,
d’immenso amore io t’amo. Di mia sorte
superbo oggi mi rende
il tuo gran genitor, che a me concede
la tua man, la tua fede; e fra’ mortali
io sarò il più felice
se pari amor da te sperar mi lice.
Amenaide
(Che far? oh me perduta!)
(Che far? oh me perduta!)
Argirio
Il suo valore,
il sangue, il grado, la fortuna, tutto
degno di te lo rende.
Il suo valore,
il sangue, il grado, la fortuna, tutto
degno di te lo rende.
Amenaide
Oh padre!
Tu conosci il mio cor.
Oh padre!
Tu conosci il mio cor.
Argirio
So che mia figlia
gli affetti suoi col suo dover consiglia.
So che mia figlia
gli affetti suoi col suo dover consiglia.
Amenaide
Ma...
Ma...
Orbazzano
E dunque?...
E dunque?...
Argirio
(deciso)
Amenaide
a te la destra porgerà.
(deciso)
Amenaide
a te la destra porgerà.
Orbazzano
S’affretti
il sacro rito.
S’affretti
il sacro rito.
Amenaide
Al giorno nuovo almeno
vi piaccia differir.
Al giorno nuovo almeno
vi piaccia differir.
Argirio
(severo)
Figlia?...
(severo)
Figlia?...
Orbazzano
E tu vuoi!...
E tu vuoi!...
Amenaide
L’alma acchetar, parlarti, o padre!
L’alma acchetar, parlarti, o padre!
Argirio
E poi?
E poi?
Orbazzano
(con qualche fierezza)
Temer forse degg’io?
(con qualche fierezza)
Temer forse degg’io?
Amenaide
(marcato)
Compirò, non temete, il dover mio.
(marcato)
Compirò, non temete, il dover mio.
Scena quarta
Isaura
Isaura
Isaura
Amenaide sventurata! oh quale
Angoscioso per lei giorno fatale!
E come ad Orbazzano
Potrà porger la mano ella, che il core
Del più violento amore
Entro Bisanzio per Tancredi accesa
A lui giurò fé! - Quale d’affanni
E di sciagure negro nembo intorno
Veggo addendarsi in così infausto giorno!
(parte)
Amenaide sventurata! oh quale
Angoscioso per lei giorno fatale!
E come ad Orbazzano
Potrà porger la mano ella, che il core
Del più violento amore
Entro Bisanzio per Tancredi accesa
A lui giurò fé! - Quale d’affanni
E di sciagure negro nembo intorno
Veggo addendarsi in così infausto giorno!
(parte)
Parco delizioso nel palazzo d’Argirio, di cui si vede magnifica parte: nel prospetto una fiorita spiaggia d’un seno di mare,
che lambe le mura del palazzo. Viali, statue, cancelli ecc.
che lambe le mura del palazzo. Viali, statue, cancelli ecc.
Scena quinta
Approda uno schiffo: ne scende Roggiero, che esplora, e poi Tancredi; quattro scudieri portano le insegne di Tancredi, la lancia, lo scudo,
su cui si vedono scritte le parole FEDE, ONORE. Gli scudieri restano in disparte.
Approda uno schiffo: ne scende Roggiero, che esplora, e poi Tancredi; quattro scudieri portano le insegne di Tancredi, la lancia, lo scudo,
su cui si vedono scritte le parole FEDE, ONORE. Gli scudieri restano in disparte.
Tancredi
Oh patria! dolce e ingrata patria, alfine
a te ritorno! Io ti saluto! o cara
terra degli avi miei: ti bacio. E’ questo
per me giorno sereno.
Comincia il cor a respirarmi in seno.
Amenaide! o mio pensier soave,
solo de’ miei sospir, de’ voti miei
celeste oggetto, io venni alfin;
io voglio, sfidando il mio destino, qualunque sia,
meritarti o perir, anima mia.
Oh patria! dolce e ingrata patria, alfine
a te ritorno! Io ti saluto! o cara
terra degli avi miei: ti bacio. E’ questo
per me giorno sereno.
Comincia il cor a respirarmi in seno.
Amenaide! o mio pensier soave,
solo de’ miei sospir, de’ voti miei
celeste oggetto, io venni alfin;
io voglio, sfidando il mio destino, qualunque sia,
meritarti o perir, anima mia.
Tu che accendi questo core,
tu che desti il valor mio,
alma gloria, dolce amore,
secondate il bel desio,
cada un empio traditore,
coronate la mia fe’.
tu che desti il valor mio,
alma gloria, dolce amore,
secondate il bel desio,
cada un empio traditore,
coronate la mia fe’.
Di tanti palpiti,
di tante pene,
da te mio bene,
spero mercè.
Mi rivedrai,
ti rivedrò.
Ne’ tuoi bei rai
mi pascerò.
Deliri - sospiri...
accenti - contenti!
Sarà felice - il cor mel dice,
il mio destino - vicino a te.
di tante pene,
da te mio bene,
spero mercè.
Mi rivedrai,
ti rivedrò.
Ne’ tuoi bei rai
mi pascerò.
Deliri - sospiri...
accenti - contenti!
Sarà felice - il cor mel dice,
il mio destino - vicino a te.
Tancredi
D’Amenaide ecco il soggiorno..-Or vanne,
fido Roggiero, di lei cerca, e dille,
che uno straniero Cavalier desia
occultamente favellarle. Esplora
i moti suoi!...se mai speranza in lei
del mio venir...se mai di me ti chiede...
Roggiero
Deggio svelar...?
Deggio svelar...?
Tancredi
No, no. Tutto voglio
il giubilo goder di sua sorpresa.
Va, t’affretta, ritorna,
e consola quest’anima ansiosa.
No, no. Tutto voglio
il giubilo goder di sua sorpresa.
Va, t’affretta, ritorna,
e consola quest’anima ansiosa.
Roggiero
Lo possa io pur! Sulla mia fe riposa.
(parte pel palazzo)
Lo possa io pur! Sulla mia fe riposa.
(parte pel palazzo)
Scena sesta
Tancredi, gli scudieri
Tancredi, gli scudieri
Tancredi
(agli scudieri)
E voi, nella gran piazza
le sconosciute insegne mie recate,
e l’armi formidabili. Annunziate
che un ignoto guerrier s’offre compagno
di Siracusa ai difensor.
(partono gli scudieri)
Ma gente qui s’avanza!
(agli scudieri)
E voi, nella gran piazza
le sconosciute insegne mie recate,
e l’armi formidabili. Annunziate
che un ignoto guerrier s’offre compagno
di Siracusa ai difensor.
(partono gli scudieri)
Ma gente qui s’avanza!
Scena settima
Argirio, Amenaide, scudieri d’Argirio; Tancredi, che tratto tratto comparirà guardingo
Argirio, Amenaide, scudieri d’Argirio; Tancredi, che tratto tratto comparirà guardingo
Argirio
(a’ scudieri)
Andate,
al gran tempio inviate
gli amici, i cavalier pel sacro rito.
Fia al meriggio compito
(Partono.)
(a’ scudieri)
Andate,
al gran tempio inviate
gli amici, i cavalier pel sacro rito.
Fia al meriggio compito
(Partono.)
Tancredi
Amenaide! è dessa.
(si ritira)
Amenaide! è dessa.
(si ritira)
Amenaide
Oh padre!
Oh padre!
Argirio
Taci:
vano è il dir, il pregar.
Taci:
vano è il dir, il pregar.
Amenaide
Al nuovo giorno
promesso avevi pur!..
Al nuovo giorno
promesso avevi pur!..
Argirio
Nuovi perigli
esigono da noi nuovi consigli.
L’altero Solamir, quel Moro audace,
che di non chiesta pace in pegno un giorno
tua destra domandò, stringe d’intorno
con nuove forze la città.Tancredi
giunto è in Messina.
Nuovi perigli
esigono da noi nuovi consigli.
L’altero Solamir, quel Moro audace,
che di non chiesta pace in pegno un giorno
tua destra domandò, stringe d’intorno
con nuove forze la città.Tancredi
giunto è in Messina.
Amenaide
(Oh Dio!
come lo sa. Tancredi!)
(Oh Dio!
come lo sa. Tancredi!)
Tancredi
(Il nome mio!)
(si ritira affatto)
(Il nome mio!)
(si ritira affatto)
Amenaide
(agitata)
E forse ch’egli viene...
(agitata)
E forse ch’egli viene...
Argirio
Da vendetta guidato a queste arene.
Da vendetta guidato a queste arene.
Amenaide
Tancredi!
Tancredi!
Argirio
Ma non osi,
pe’ suoi disegni ascosi, il piè ribelle
fra noi portar: vi troverà la morte.
Ma non osi,
pe’ suoi disegni ascosi, il piè ribelle
fra noi portar: vi troverà la morte.
Amenaide
(colpita)
La morte!
(colpita)
La morte!
Argirio
Della patria ogni nemico
danna a morte il Senato. Al nuovo giorno
si dee pugnar, ed Orbazzan dall’ara,
ove il nodo bramato or si prepara,
al campo volerà.Dal suo valore
tutto attende la patria, e un fido amore
ei da te spera. E trovar spero anch’io
mia figlia in te. Non più; m’intendi. Addio.
Della patria ogni nemico
danna a morte il Senato. Al nuovo giorno
si dee pugnar, ed Orbazzan dall’ara,
ove il nodo bramato or si prepara,
al campo volerà.Dal suo valore
tutto attende la patria, e un fido amore
ei da te spera. E trovar spero anch’io
mia figlia in te. Non più; m’intendi. Addio.
Pensa che sei mia figlia.
Il dover tuo rammenta,
e d’irritar paventa
la patria e il genitor.
Serba all’amato sposo
i dolci affetti tuoi;
per te dal campo a noi
ritorni vincitor.
Se poi... ma il dubbio è vano:
quel cor... tremar dovrai...
Ma tu seguir saprai
la voce dell’onor,
e d’irritar paventa
la patria,il genitor.
(parte)
Il dover tuo rammenta,
e d’irritar paventa
la patria e il genitor.
Serba all’amato sposo
i dolci affetti tuoi;
per te dal campo a noi
ritorni vincitor.
Se poi... ma il dubbio è vano:
quel cor... tremar dovrai...
Ma tu seguir saprai
la voce dell’onor,
e d’irritar paventa
la patria,il genitor.
(parte)
Scena ottava
Amenaide, indi Tancredi
Amenaide, indi Tancredi
Amenaide
Che feci! Incauta! ed or che far? Se mai
quel foglio che inviai
per lo schiavo a Tancredi?... e s’egli viene, quale periglio!
Che feci! Incauta! ed or che far? Se mai
quel foglio che inviai
per lo schiavo a Tancredi?... e s’egli viene, quale periglio!
Tancredi
(avanzando)
E’ sola.
(avanzando)
E’ sola.
Amenaide
Ah cielo! tu lo salva, tu l’invola
de’ suoi nemici all’ira. Io ti pregavo
pel suo ritorno; adesso,
che patria ingrata al suo venir l’uccide,
da me tu l’allontana.
Ah cielo! tu lo salva, tu l’invola
de’ suoi nemici all’ira. Io ti pregavo
pel suo ritorno; adesso,
che patria ingrata al suo venir l’uccide,
da me tu l’allontana.
Tancredi
(vicino)
Amenaide!
(vicino)
Amenaide!
Amenaide
(colpita)
Ah, che veggo! Tancre...
(colpita)
Ah, che veggo! Tancre...
Tancredi
Sì, il tuo Tancredi.
Sì, il tuo Tancredi.
Amenaide
(come atterrita)
Taci, deh taci, misero! a che vieni?
In questo infausto asilo, dì, che vuoi?
(come atterrita)
Taci, deh taci, misero! a che vieni?
In questo infausto asilo, dì, che vuoi?
Tancredi
(sorpreso)
Che voglio? e a me tu domandar lo puoi!
Amenaide, o morte.
(sorpreso)
Che voglio? e a me tu domandar lo puoi!
Amenaide, o morte.
Amenaide
Oh qual scegliesti
terribil ora! Sventurato, e dove
fier destino ti guida?
Oh qual scegliesti
terribil ora! Sventurato, e dove
fier destino ti guida?
Tancredi
Qual terrore?
Qual terrore?
Amenaide
E’ troppo giusto. I vili tuoi nemici...
E’ troppo giusto. I vili tuoi nemici...
Tancredi
(deciso)
Li sfido.
(deciso)
Li sfido.
Amenaide
Fuggi, salvati.
Fuggi, salvati.
Tancredi
Che dici?
Che dici?
Amenaide
Trema.
Trema.
Tancredi
(fiero)
Tremar Tancredi?
(fiero)
Tremar Tancredi?
Amenaide
Oddio!... che questo nome!
Oddio!... che questo nome!
Tancredi
Un dì t’era pur caro!
Un dì t’era pur caro!
Amenaide
Ah que’ tempi cangiaro!
Ah que’ tempi cangiaro!
Tancredi
(subito e vivamente)
Anche il tuo core!...
(subito e vivamente)
Anche il tuo core!...
Amenaide
Compiangilo: non sai!
Giorno è questo d’orror.
Compiangilo: non sai!
Giorno è questo d’orror.
Tancredi
Fremer mi fai...
Fremer mi fai...
Amenaide
(con passione e terrore)
L’aura che intorno spiri,
aura è feral di morte.
Fuggi terribil sorte,
t’invola ai traditor.
(con passione e terrore)
L’aura che intorno spiri,
aura è feral di morte.
Fuggi terribil sorte,
t’invola ai traditor.
Tancredi
(con sicurezza e tenerissimo)
Dimmi che a te son caro,
che a me sarai fedele;
contro il destin crudele
trionferà l’amor.
(con sicurezza e tenerissimo)
Dimmi che a te son caro,
che a me sarai fedele;
contro il destin crudele
trionferà l’amor.
Amenaide
(agitata)
Ma il padre... il dover mio!
(agitata)
Ma il padre... il dover mio!
Tancredi
(turbandosi)
E che!... ti spiega.
(turbandosi)
E che!... ti spiega.
Amenaide
Oh Dio!
Oh Dio!
Tancredi
(con tenerezza)
Pel nostro dolce affetto...
(con tenerezza)
Pel nostro dolce affetto...
Amenaide
(vorrebbe parlare)
Ah! Ti trafiggo il cor...
(vorrebbe parlare)
Ah! Ti trafiggo il cor...
Quale per me funesto,
tremendo arcano/giorno è questo!
E dovrò sempre vivere
nel pianto e nel dolor!
tremendo arcano/giorno è questo!
E dovrò sempre vivere
nel pianto e nel dolor!
Tancredi
Parla omai.
Parla omai.
Amenaide
Mi lascia, e parti.
Parti omai, tremar mi fai!
Mi lascia, e parti.
Parti omai, tremar mi fai!
Tancredi
E dovrei così lasciarti!
Parla omai, penar mi fai!
E dovrei così lasciarti!
Parla omai, penar mi fai!
Quando, oh ciel, quest’alma amante
pace alfin sperar potrà?
Questo è dunque il lieto istante
che vicino a te/lui sperai?(partono)
pace alfin sperar potrà?
Questo è dunque il lieto istante
che vicino a te/lui sperai?(partono)
Scena nona
Roggiero
Roggiero
Roggiero
Che intesi! oh tradimento! -
Infelice Tancredi! - io mi figuro
La sua pena, il furor: - egli sicuro
Vivea del cor d’Amenaide, e intanto
Orbazzano gl’invola e ben, e sposa,
La patria a morte lo condanna. - Ah, lunge
Da questi ingrati lidi
A respirar, se lo potrà, si guidi.
(parte)
Luogo pubblico, in vicinanza alle mura, che corrisponde a piazzale di magnifico gotico tempio; monumenti antichi
Scena decima
Popolo che accorre alla festa nuziale. Nobili che s’uniscono. Damigelle.
Popolo che accorre alla festa nuziale. Nobili che s’uniscono. Damigelle.
Coro di nobili
Amori scendete,
scendete o piaceri
soavi e sinceri.
Due cori stringete
con nodo costante
di pace e di fe’.
(Marcia di guerrieri e cavalieri, che sfilano e si dispongono poi nel prospetto.)
Amori scendete,
scendete o piaceri
soavi e sinceri.
Due cori stringete
con nodo costante
di pace e di fe’.
(Marcia di guerrieri e cavalieri, che sfilano e si dispongono poi nel prospetto.)
Coro di guerrieri
Alla gloria, al trionfo, agli allori.
Avvampante di bellici ardori,
là sul campo Orbazzano ci guidi,
degli infidi nemici terror.
Alla gloria, al trionfo, agli allori.
Avvampante di bellici ardori,
là sul campo Orbazzano ci guidi,
degli infidi nemici terror.
Coro generale
Eppoi vincitore,
felice riposi
su mirti amorosi;
fra dolci diletti,
fra teneri affetti,
respiri il tuo cor.
Eppoi vincitore,
felice riposi
su mirti amorosi;
fra dolci diletti,
fra teneri affetti,
respiri il tuo cor.
Scena undicesima
Tancredi che avrà udita parte del coro, fremente, desolato; Roggiero, che lo segue.
Tancredi che avrà udita parte del coro, fremente, desolato; Roggiero, che lo segue.
Tancredi
Oh canti! - oh voti! - oh festa
D'angoscia, di rossor, di rabbia a questa
Lacerata alma mia! -
(con trasporto)
Iniqui! no, non compirassi, e pria...
Roggiero
Che fai, signor? ti frena
Fra' nemici qui sei: - pensa che pena
Corri di morte, se scoperto.
Tancredi
Ancora compito un lustro io non avevo allora,
Ch'esule il padre mio seco mi trasse
Da questa infame terra; il quinto or volge;
Chi scoprir mi potrebbe?
Che fai, signor? ti frena
Fra' nemici qui sei: - pensa che pena
Corri di morte, se scoperto.
Tancredi
Ancora compito un lustro io non avevo allora,
Ch'esule il padre mio seco mi trasse
Da questa infame terra; il quinto or volge;
Chi scoprir mi potrebbe?
Roggiero
Il tuo gran core
E que' trasporti tuoi...
Tancredi
(fremente)
Del suo terrore,
Di sue smanie segrete ecco l'oggetto!
L'opprimeva l'aspetto
Dell'amante tradito.
Roggiero
Ebben, oblia, fuggi, sprezza l'infida.
Tancredi
Invendicato! - E il perfido Orbazzano! - il fier nemico
Di mia famiglia, or io rival! - vendetta,
Terribile vendetta.
Roggiero
(cerca di trarlo altrove)
Vieni: appressa
La nuzial pompa.
Tancredi
(osservando)
Ed ella, ed ella istessa?
Spergiura!
Il tuo gran core
E que' trasporti tuoi...
Tancredi
(fremente)
Del suo terrore,
Di sue smanie segrete ecco l'oggetto!
L'opprimeva l'aspetto
Dell'amante tradito.
Roggiero
Ebben, oblia, fuggi, sprezza l'infida.
Tancredi
Invendicato! - E il perfido Orbazzano! - il fier nemico
Di mia famiglia, or io rival! - vendetta,
Terribile vendetta.
Roggiero
(cerca di trarlo altrove)
Vieni: appressa
La nuzial pompa.
Tancredi
(osservando)
Ed ella, ed ella istessa?
Spergiura!
Roggiero lo guida a forza verso il fondo.
Scena dodicesima
Scudieri, che precedono; paggi, damigelle, nobili, cavalieri. In mezzo a questi Argirio, Amenaide, Isaura. Tancredi e Roggiero, in disparte
Scudieri, che precedono; paggi, damigelle, nobili, cavalieri. In mezzo a questi Argirio, Amenaide, Isaura. Tancredi e Roggiero, in disparte
Argirio
Amici, cavalieri, al tempio.
Sacro nodo solenne ivi assicuri,
d’amor, di fé tra i venerandi giuri,
concordia eterna a Siracusa, e assodi
la patria libertade, or che sì prodi
campion per lei vanno a pugnar.
Amici, cavalieri, al tempio.
Sacro nodo solenne ivi assicuri,
d’amor, di fé tra i venerandi giuri,
concordia eterna a Siracusa, e assodi
la patria libertade, or che sì prodi
campion per lei vanno a pugnar.
Roggiero
(Ti perdi...)
(Ti perdi...)
Tancredi
(Eh, lasciami.)
(si presenta ad Argirio)
Concedi, tu che primier nel gran Senato siedi,
che anch’io possa pugnar guerriero ignoto.
(Eh, lasciami.)
(si presenta ad Argirio)
Concedi, tu che primier nel gran Senato siedi,
che anch’io possa pugnar guerriero ignoto.
Amenaide
(Oh Dio! Eccolo, Isaura!)
(Oh Dio! Eccolo, Isaura!)
Isaura
(Incauto!)
(Incauto!)
Amenaide
(L’ora è decisa del mio destin.)
(L’ora è decisa del mio destin.)
Argirio
La generosa offerta
accetto, o cavalier. Di fede or segno
dammi la destra, e questo amplesso è il pegno
di mia fiducia in te.
La generosa offerta
accetto, o cavalier. Di fede or segno
dammi la destra, e questo amplesso è il pegno
di mia fiducia in te.
Tancredi
Fede ed onore
io porto per divisa impressi in core,
(marcato e dando fiera occhiata ad Amenaide)
e so morir pria di mancarvi.
Fede ed onore
io porto per divisa impressi in core,
(marcato e dando fiera occhiata ad Amenaide)
e so morir pria di mancarvi.
Amenaide
(Oh accenti!
Intendi, Isaura; egli infedel mi crede!)
(Oh accenti!
Intendi, Isaura; egli infedel mi crede!)
Argirio
E’ questa
l’ora felice: andiam!
(prende per mano Amenaide)
E’ questa
l’ora felice: andiam!
(prende per mano Amenaide)
Amenaide
T’arresta.
Perdono, o padre, ma in quel tempio, all’ara
tu mi guidi di morte. Ah se t’è cara
ancor la figlia tua, cessa, deh cessa
di volerla infelice.
Tu a me scegliesti
sposo che amar non posso, ed io spergiura
mai diverrò.
Oh padre, cavalieri: d’Orbazzano,
di morte a costo, io non sarò giammai.
T’arresta.
Perdono, o padre, ma in quel tempio, all’ara
tu mi guidi di morte. Ah se t’è cara
ancor la figlia tua, cessa, deh cessa
di volerla infelice.
Tu a me scegliesti
sposo che amar non posso, ed io spergiura
mai diverrò.
Oh padre, cavalieri: d’Orbazzano,
di morte a costo, io non sarò giammai.
Scena tredicesima
Orbazzano che viene dal fondo e l’udì, avanza fiero, e con tutto furore
Orbazzano che viene dal fondo e l’udì, avanza fiero, e con tutto furore
Orbazzano
E morte infame, o traditrice, avrai.
(Sorpresa generale)
E morte infame, o traditrice, avrai.
(Sorpresa generale)
Tancredi
Da chi? perchè.
Da chi? perchè.
Amenaide
Orbazzan!
Orbazzan!
Argirio
Gran Dio!
Gran Dio!
Isaura
Che avvenne?
Che avvenne?
Orbazzano
(mostrando un foglio)
Il suo infernal delitto,
qui di sua mano è scritto. Al vile oggetto
del suo nascoso ed esecrando affetto,
all’empio Solamir, nel proprio campo,
un di lei fido schiavo or lo recava;
dai miei sorpreso ebbe la morte. Leggi,
misero padre, e reggi
a tanto orror, se il puoi.
(mostrando un foglio)
Il suo infernal delitto,
qui di sua mano è scritto. Al vile oggetto
del suo nascoso ed esecrando affetto,
all’empio Solamir, nel proprio campo,
un di lei fido schiavo or lo recava;
dai miei sorpreso ebbe la morte. Leggi,
misero padre, e reggi
a tanto orror, se il puoi.
Argirio
Mia figlia! Io tremo!
Mia figlia! Io tremo!
Amenaide
(Ah son perduta!)
(Ah son perduta!)
Tancredi
(A Solamiro! Io fremo!)
(A Solamiro! Io fremo!)
Argirio
(legge)
«T’affretta. In Siracusa atteso sei:
«gloria ed amor t’invitano. Trionfa
«degli inimici tuoi.
«Vieni a regnar su questo cor, su noi.»
(legge)
«T’affretta. In Siracusa atteso sei:
«gloria ed amor t’invitano. Trionfa
«degli inimici tuoi.
«Vieni a regnar su questo cor, su noi.»
(sorpresa, fremito, affanno, sdegno, relativo
a’ personaggi: quadro)
a’ personaggi: quadro)
Argirio-Orbazzano-Tancredi-Isaura-Roggiero
Ciel che lessi/intesi/fece! oh tradimento!
Figlia indegna/infedele/infelice! quale orrore!
Di terrore/furore ingombro il core
geme/freme in sen, più fren non ha.
Amenaide
(Ciel, che feci!, fier cimento!
Me infelice! Quale orrore!
Di terrore ho ingombro il core;
Ah di me che mai sarà?)
Ciel che lessi/intesi/fece! oh tradimento!
Figlia indegna/infedele/infelice! quale orrore!
Di terrore/furore ingombro il core
geme/freme in sen, più fren non ha.
Amenaide
(Ciel, che feci!, fier cimento!
Me infelice! Quale orrore!
Di terrore ho ingombro il core;
Ah di me che mai sarà?)
Amenaide
Padre amato...
Padre amato...
Argirio
Ed osi ancora
di fissar su mele ciglia!
Una rea non è mia figlia,
non ti son più genitor.
Ed osi ancora
di fissar su mele ciglia!
Una rea non è mia figlia,
non ti son più genitor.
Amenaide
(a Tancredi)
Ma! tu almen...
(a Tancredi)
Ma! tu almen...
Tancredi
La fé, l’onore
tu così tradir potesti!
Ah nel seno orror mi desti;
mori, indegna, di rossor.
La fé, l’onore
tu così tradir potesti!
Ah nel seno orror mi desti;
mori, indegna, di rossor.
Amenaide
(ad Orbazzano)
Empio, esulta...
(ad Orbazzano)
Empio, esulta...
Orbazzano
E tanto altera
in tua colpa ancor sarai?
Ma tremare alfin dovrai
là di morte fra l’orror.
E tanto altera
in tua colpa ancor sarai?
Ma tremare alfin dovrai
là di morte fra l’orror.
Amenaide
Quanto fiero è il mio destino!
Quanto barbari voi siete!
Tutti rea mi credete,
e innocente è questo cor.
Quanto fiero è il mio destino!
Quanto barbari voi siete!
Tutti rea mi credete,
e innocente è questo cor.
Coro
E innocente ancor ti vanti?
Morte avrai, ci desti orror.
E innocente ancor ti vanti?
Morte avrai, ci desti orror.
Agirio, Orbazzano, Tancredi
Gli infelici affetti miei
a chi mai serbai finor!
Amenaide
Ah, se giusto, o ciel, tu sei,
mi difenda il tuo favor.
Gli infelici affetti miei
a chi mai serbai finor!
Amenaide
Ah, se giusto, o ciel, tu sei,
mi difenda il tuo favor.
Coro
Vendetta! rigore
il core n’accenda,
tremenda discenda,
non s’oda pietà.
Vendetta! rigore
il core n’accenda,
tremenda discenda,
non s’oda pietà.
Amenaide
Tutti m’odiate?
M’abbandonate!
Pietà nemmeno
sperar potrò?
Tutti m’odiate?
M’abbandonate!
Pietà nemmeno
sperar potrò?
Coro
No.
No.
Amenaide
Ah padre...
Ah padre...
Argirio
T’invola!
T’invola!
Amenaide
(a Tancredi)
Saprai...
(a Tancredi)
Saprai...
Tancredi
Seppi assai.
Seppi assai.
Amenaide
(ad Orbazzano)
Tiranno!
(ad Orbazzano)
Tiranno!
Orbazzano
Morrai!
Morrai!
Amenaide
(ad Isaura)
Amica!
(ad Isaura)
Amica!
Isaura
Fedele,
d’un fato crudele
fra l’aspre vicende,
ognor ti sarò.
Fedele,
d’un fato crudele
fra l’aspre vicende,
ognor ti sarò.
Orbazzano e Coro
S’arresti.
S’arresti.
Amenaide
Venite.
Venite.
Orbazzano e Coro
Punirla.
Punirla.
Amenaide
Ferite.
Qual vissi, innocente
morire saprò.
Ferite.
Qual vissi, innocente
morire saprò.
Amenaide e Tancredi
Chi duol si orribile
provò sin’ora?
Come quest’anima
chi mai penò?
Chi duol si orribile
provò sin’ora?
Come quest’anima
chi mai penò?
Argirio e Orbazzano
Padre più misero
vedeste ancora?
Figlia sì misera/perfida
salvar/amar si può?
Padre più misero
vedeste ancora?
Figlia sì misera/perfida
salvar/amar si può?
Coro
No.
No.
Tutti
Quale infausta orrendo giorno
di sciagure e di terrore!
Cupa voce suona intorno,
suon di morte gela il core.
Fremo, smanio, avvampo, tremo...
Ah qual fin tal giorno avrà?
(quadro relativo)
Quale infausta orrendo giorno
di sciagure e di terrore!
Cupa voce suona intorno,
suon di morte gela il core.
Fremo, smanio, avvampo, tremo...
Ah qual fin tal giorno avrà?
(quadro relativo)
Atto secondo
Galleria nel castello d’Argirio. Tavolino, sedia ricca.
Scena prima
Isaura dolentissima. Orbazzano fremente. Cavalieri in vari gruppi, di dolore e di sdegno.
Isaura dolentissima. Orbazzano fremente. Cavalieri in vari gruppi, di dolore e di sdegno.
Orbazzano
Vedesti? L’indegna!
E amante, e sposo, e difensor mi sdegna.
Oh tremi! Col disprezzo
vendicherò l’oltraggio, e coll’obblio.
Or trovi in me l’ingrata
solo un tremendo accusatore, un forte
sostenitor dell’aspra legge.
Vedesti? L’indegna!
E amante, e sposo, e difensor mi sdegna.
Oh tremi! Col disprezzo
vendicherò l’oltraggio, e coll’obblio.
Or trovi in me l’ingrata
solo un tremendo accusatore, un forte
sostenitor dell’aspra legge.
Isaura
E a morte
la guiderai tu stesso! E’ già fissato
il suo destin?
E a morte
la guiderai tu stesso! E’ già fissato
il suo destin?
Orbazzano
La condannò il Senato.
Ecco il decreto; il nome
sol d’Argirio vi manca.
La condannò il Senato.
Ecco il decreto; il nome
sol d’Argirio vi manca.
Isaura
Argirio istesso,
il proprio padre!
Argirio istesso,
il proprio padre!
Scena seconda
Argirio e detti
Argirio e detti
Argirio
Io padre più non sono.
Al suo giusto supplizio io l’abbandono.
Io padre più non sono.
Al suo giusto supplizio io l’abbandono.
Isaura
Tua figlia? e lo potresti!
Tua figlia? e lo potresti!
Argirio
Ella ricusa,
a prezzo di sua mano,
il brando d’Orbazzano. E perché mai?
per chi?
Ella ricusa,
a prezzo di sua mano,
il brando d’Orbazzano. E perché mai?
per chi?
Orbazzano
Taci: arrossir, fremer mi fai.
E la sua pena è ritardata ancora?
(presenta il foglio ad Argirio)
La morte segna della rea.
Taci: arrossir, fremer mi fai.
E la sua pena è ritardata ancora?
(presenta il foglio ad Argirio)
La morte segna della rea.
Argirio
Sì, mora!
(va a firmare ma si ferma)
Sì, mora!
(va a firmare ma si ferma)
Isaura
E’ tua figlia!
E’ tua figlia!
Argirio
Oh Dio! Crudel! qual nome
caro e fatal or mi rammenti! e come
tutto mi scosse il petto!
Ah non s’ascolti un vil debole affetto!
Sì, ma qual voce flebile e severa
nel profondo del cor, ferma (mi dice)
è tua figlia che danni... oh me infelice!
Ah segnar invano io tento
la sua cruda sorte estrema.
La mia man s’arresta e tremna,
di terror si gela il cor.
Sì, ti sento, al fier cimento
gemi in sen, paterno amor.
Oh Dio! Crudel! qual nome
caro e fatal or mi rammenti! e come
tutto mi scosse il petto!
Ah non s’ascolti un vil debole affetto!
Sì, ma qual voce flebile e severa
nel profondo del cor, ferma (mi dice)
è tua figlia che danni... oh me infelice!
Ah segnar invano io tento
la sua cruda sorte estrema.
La mia man s’arresta e tremna,
di terror si gela il cor.
Sì, ti sento, al fier cimento
gemi in sen, paterno amor.
Isaura e parte del Coro
O di natura che ti consiglia,
e per la figlia chiede pietà.
O di natura che ti consiglia,
e per la figlia chiede pietà.
Orbazzano e parte del Coro
Servi alla patria, cedi alla legge,
chi il fren ne regge figli non ha.
Servi alla patria, cedi alla legge,
chi il fren ne regge figli non ha.
Argirio (risoluto)
Sì, virtù trionfi omai.
Paga, o patria, al fin sarai.
(va al tavolino e firma il foglio)
Peran tutti della patria
colla figlia i traditor.
Sì, virtù trionfi omai.
Paga, o patria, al fin sarai.
(va al tavolino e firma il foglio)
Peran tutti della patria
colla figlia i traditor.
Coro
Trova ognora in te la patria
il suo padre, il suo splendor.
Trova ognora in te la patria
il suo padre, il suo splendor.
Argirio
Ma, la figlia!... oh Dio! frattanto
va alla morte, quale orror!
Perdonate questo pianto
a un oppresso genitor.
Ma, la figlia!... oh Dio! frattanto
va alla morte, quale orror!
Perdonate questo pianto
a un oppresso genitor.
Coro
Di virtù, di gloria il vanto
sia compenso al tuo dolor.
(parte Argirio col Coro)
Di virtù, di gloria il vanto
sia compenso al tuo dolor.
(parte Argirio col Coro)
Scena terza
Isaura, Orbazzano
Isaura, Orbazzano
Isaura
Trionfa, esulta, barbaro!
A pascer corri l’avido tuo sguardo
sulla vittima tua. Pago non eri
d’odiarla tu, volesti il tuo furore
fin nel padre versar. Va, desti orrore.
Orbazzano
Orrore destino i perfidi suoi pari,
chi li compiange è forse
complice vil... ma tremi: il giorno è questo
che a tutti i traditor sarà funesto.
(parte)
Orrore destino i perfidi suoi pari,
chi li compiange è forse
complice vil... ma tremi: il giorno è questo
che a tutti i traditor sarà funesto.
(parte)
Isaura
Esser lo possa per te sol, che a tutti
questo giorno rendesti infausto e nero.
Ma in ciel v’è un Nume,
e in lui, s’è giusto, io spero.
Esser lo possa per te sol, che a tutti
questo giorno rendesti infausto e nero.
Ma in ciel v’è un Nume,
e in lui, s’è giusto, io spero.
Tu che i miseri conforti,
cara, amabile speranza,
deh! tu porgi a lei costanza,
nel suo barbaro dolor.
Un raggio sereno
di placida calma,
ah brilli in quel seno,
consoli quell’alma,
fra dolci diletti
respiri il suo cor
(parte)
cara, amabile speranza,
deh! tu porgi a lei costanza,
nel suo barbaro dolor.
Un raggio sereno
di placida calma,
ah brilli in quel seno,
consoli quell’alma,
fra dolci diletti
respiri il suo cor
(parte)
Carceri.
Scena quarta
Custodi fra i cancelli. Amenaide incatenata
Amenaide
Di mia vita infelice
eccomi dunque al fin! moro, Tancredi,
io per te moro, e tu infedel mi credi!
Di mie sventure, di mie pene è questa
la più amara e funesta; e il padre, Oh Dio!
povero padre... perfida figlia!
Mi chiamavi, piangendo; ah rea non sono.
Ma pur de’ rei questo è il feral soggiorno;
e della colpa, e dell’infamia intorno
tutto spira l’orror. Di ceppi avvinta,
circondata di mostri... orribil morte...
E agl’innocenti serbi, oh ciel, tal sorte!
No, che il morir non è
sì barbaro per me,
se moro per amor,
se moro pel mio ben.
Un dì conoscerà
la fe’ di questo cor;
forse pentito allor,
col pianto verserà
qualche sospir dal sen.
(s’abbandona su d’un sasso)
Scena quinta
Orbazzano, Guardie, Cavalieri, Argirio e detta
Orbazzano, Guardie, Cavalieri, Argirio e detta
Orbazzano
Di già l’ora è trascorsa. Della rea non avvi
un Cavalier che la difesa imprenda,
e meco osi pugnar. Colei guidate
al suo destin.
Amenaide
(Nol vedrò più!)
(Nol vedrò più!)
Scena sesta
Tancredi da’ cancelli, e detti.
Tancredi da’ cancelli, e detti.
Tancredi
Fermate!
Io l’accusata donna
difendo, o Cavalieri.
(ad Orbazzano)
Or tu, superbo
usurpator de’ beni altrui, tiranno
entro libera terra, ecco, se hai core,
l’usato pegno accetta
della mia sfida, e della mia vendetta.
(gli getta un guanto a’ piedi)
Fermate!
Io l’accusata donna
difendo, o Cavalieri.
(ad Orbazzano)
Or tu, superbo
usurpator de’ beni altrui, tiranno
entro libera terra, ecco, se hai core,
l’usato pegno accetta
della mia sfida, e della mia vendetta.
(gli getta un guanto a’ piedi)
Orbazzano
E chi sei tu?
E chi sei tu?
Tancredi
L’emulo tuo son’io,
il difensor di questa donna.
L’emulo tuo son’io,
il difensor di questa donna.
Orbazzano
E quale
il tuo grado, il tuo nome?
(ironico)
Il liscio scudo
le tue glorie nasconde.
E quale
il tuo grado, il tuo nome?
(ironico)
Il liscio scudo
le tue glorie nasconde.
Tancredi
Le saprai,
conoscerai chi son quando cadrai.
Le saprai,
conoscerai chi son quando cadrai.
Orbazzano
(raccogliendo il guanto)
Audace! io domerò l’orgoglio insano.
Aprasi lo steccato. Della rea
sciolgansi le catene.
(Le guardie eseguiscono.)
(raccogliendo il guanto)
Audace! io domerò l’orgoglio insano.
Aprasi lo steccato. Della rea
sciolgansi le catene.
(Le guardie eseguiscono.)
Amenaide
(a Tancredi)
Va: trionfa.
Sarà tua la vittoria, o mio... guerriero.
L’innocenza difendi...
(a Tancredi)
Va: trionfa.
Sarà tua la vittoria, o mio... guerriero.
L’innocenza difendi...
Tancredi
(Ah! non è vero.)
(Ah! non è vero.)
Orbazzano
Tremendo pugnerà il braccio mio.
(a Tancredi e parte)
Vieni a perir.
Tremendo pugnerà il braccio mio.
(a Tancredi e parte)
Vieni a perir.
Scena settima
[Manca nel libretto originale]
[Manca nel libretto originale]
Scena ottava
Tancredi, Argirio
Tancredi, Argirio
Tancredi
Vengo a punirti...
(a Amenaide, che parte fra le guardie)
Addio.
Vengo a punirti...
(a Amenaide, che parte fra le guardie)
Addio.
Tancredi
M’abbracia, Argirio.
Argirio
Ah sì! pace, contento
sparir per sempre dal mio cor. Pur sento
che a’ dolci amplessi il mio penar vien meno.
(abbracciandosi)
Ah sì! pace, contento
sparir per sempre dal mio cor. Pur sento
che a’ dolci amplessi il mio penar vien meno.
(abbracciandosi)
Tancredi
(Se tu sapessi chi ti stringi al seno!)
(Se tu sapessi chi ti stringi al seno!)
Argirio
Ah se de’ mali miei
tanta hai pietà nel cor,
palesa almen chi sei,
conforta il mio dolor.
Ah se de’ mali miei
tanta hai pietà nel cor,
palesa almen chi sei,
conforta il mio dolor.
Tancredi
Nemico il ciel provai
fin da prim’anni ognor.
Chi sono un dì saprai,
ma non odiarmi allor.
Nemico il ciel provai
fin da prim’anni ognor.
Chi sono un dì saprai,
ma non odiarmi allor.
Argirio
Odiarti!
Odiarti!
Tancredi
Ah, son sì misero!
Ah, son sì misero!
Argirio
E la mia figlia?
E la mia figlia?
Tancredi
Oh perfida!
Oh perfida!
Argirio
Ma pugnerai per lei?
Ma pugnerai per lei?
Tancredi
Sì. Morte affronterò.
Sì. Morte affronterò.
Tancredi/Argirio
L’indegna/ingrataodiardovrei/vorrei;
ma odiarla, oh ciel! non so.
L’indegna/ingrataodiardovrei/vorrei;
ma odiarla, oh ciel! non so.
(Trombe di dentro.)
Ecco le trombe: Al campo, al campo.
Di gloria avvampo e di furor.
Il vivo lampo diquella/questaspada
splenda terribile sul traditor.
Se il cielti/miguida, fausto ti/mi arrida,
renda invincibile iltuo/mio valor.
(partono)
Di gloria avvampo e di furor.
Il vivo lampo diquella/questaspada
splenda terribile sul traditor.
Se il cielti/miguida, fausto ti/mi arrida,
renda invincibile iltuo/mio valor.
(partono)
Scena nona
Isaura, indi Amenaide
Isaura, indi Amenaide
Isaura
(di dentro)
Ov'è?.. dov'è? lasciatemi. -
(esce) L'amica,
La cara amica io veder voglio. -In questi
Momenti estremi...
Amenaide
(escendo) Isaura! - ah! lo vedesti?
Ei, mio campione...
Isaura
Ei che infedel ti crede?
Amenaide
Ingrato! ei conosca
D'Amenaide il cor, ei non dovea
Di me temer, no, mai.
Isaura
Foglio fatale! -
Ma tuo guerrier ei pugna intanto!
Amenaide
E quale fia il destin di tal pugna! -
(verso Argirio che comparisce)
Ah! che ne sai, favella, o padre.
(di dentro)
Ov'è?.. dov'è? lasciatemi. -
(esce) L'amica,
La cara amica io veder voglio. -In questi
Momenti estremi...
Amenaide
(escendo) Isaura! - ah! lo vedesti?
Ei, mio campione...
Isaura
Ei che infedel ti crede?
Amenaide
Ingrato! ei conosca
D'Amenaide il cor, ei non dovea
Di me temer, no, mai.
Isaura
Foglio fatale! -
Ma tuo guerrier ei pugna intanto!
Amenaide
E quale fia il destin di tal pugna! -
(verso Argirio che comparisce)
Ah! che ne sai, favella, o padre.
Scena decima
Argirio e detti. Coro a suo tempo
Amenaide
Gran Dio!
deh, tu proteggi il mio
prode campion, guida il suo braccio. Il velo
squarcia di vil calunnia, oppresso cada
l’iniquo accusator... No, non piangete:
trionfar mi vedrete. Erro di morte
in riva ancor; ma non per me pavento.
Ciel! tu sai per chi tremo in tal momento.
Giusto Dio che umile adoro,
tu che leggi nel cuor mio,
tu lo sai se rea son io,
per chi imploro il tuo favor.
Vincitore a me sen rieda,
me innocente e fida ei creda,
poi si mora...
Gran Dio!
deh, tu proteggi il mio
prode campion, guida il suo braccio. Il velo
squarcia di vil calunnia, oppresso cada
l’iniquo accusator... No, non piangete:
trionfar mi vedrete. Erro di morte
in riva ancor; ma non per me pavento.
Ciel! tu sai per chi tremo in tal momento.
Giusto Dio che umile adoro,
tu che leggi nel cuor mio,
tu lo sai se rea son io,
per chi imploro il tuo favor.
Vincitore a me sen rieda,
me innocente e fida ei creda,
poi si mora...
(Colpo lontano. Musica giuliva in lontananza, che viene avanzandosi.)
Qual fragore!
Il mio fato è già deciso.
Il mio fato è già deciso.
Coro
L’eroe viva!
L’eroe viva!
Amenaide
Ah! chi è l’ucciso?
Ah! chi è l’ucciso?
Coro
Viva il prode vincitore!
Viva il prode vincitore!
Amenaide
Che sperar, temer degg’io?
Come in sen mi balza il cor!
Che sperar, temer degg’io?
Come in sen mi balza il cor!
Coro
Donna, esulta.
Donna, esulta.
Amenaide
Il mio campione!...
Il mio campione!...
Coro
Trionfò.
Trionfò.
Amenaide
Orbazzano?
Orbazzano?
Coro
Estinto.
Dell’eroe che per te ha vinto
vien la gloria a coronar.
Estinto.
Dell’eroe che per te ha vinto
vien la gloria a coronar.
Amenaide
Egli? oh padre! amici! oddio!
Il cor mio!... qui non vedete.
(Ah d’amore in tal momento
sol lo sento palpitar)
All’eccesso non potete
di mia gioia imaginar.
Egli? oh padre! amici! oddio!
Il cor mio!... qui non vedete.
(Ah d’amore in tal momento
sol lo sento palpitar)
All’eccesso non potete
di mia gioia imaginar.
Coro
Torni il core in tal momento
di contento a palpitar. (parte con tutti)
Torni il core in tal momento
di contento a palpitar. (parte con tutti)
Scena undicesima
Isaura
Isaura
Isaura
Quante vicende omai
Capricciosa fortuna
Funeste e liete in un sol giorno aduna!
Quante vicende omai
Capricciosa fortuna
Funeste e liete in un sol giorno aduna!
Gran piazza di Siracusa.
Scena dodicesima
Popolo accorso. Nobili disposti.
Marcia; soldati, scudieri, cavalieri che precedono il carro trionfale su cui comparisce Tancredi. L’armatura d’Orbazzano n’è trofeo.
Gli scudieri di Tancredi portano ai lati del carro le di lui insegne. Roggiero collo scudo.
Popolo accorso. Nobili disposti.
Marcia; soldati, scudieri, cavalieri che precedono il carro trionfale su cui comparisce Tancredi. L’armatura d’Orbazzano n’è trofeo.
Gli scudieri di Tancredi portano ai lati del carro le di lui insegne. Roggiero collo scudo.
Coro
Plaudite o popoli, al vincitore.
I canti esaltino il suo valore.
L’Eroe si celebri di nostra età.
Plaudite o popoli, al vincitore.
I canti esaltino il suo valore.
L’Eroe si celebri di nostra età.
Tancredi
Dolce è di gloria l’accento ognor.
Della vittoria caro è l’onor,
ma un cor ch’è misero calmar non sa.
Dolce è di gloria l’accento ognor.
Della vittoria caro è l’onor,
ma un cor ch’è misero calmar non sa.
Coro
Superbo ed ilare gloria ti renda;
al cor ti scenda felicità.
Recitativo dopo il coro
Superbo ed ilare gloria ti renda;
al cor ti scenda felicità.
Recitativo dopo il coro
Tancredi
Le insegne mie raccoglie,
fido Roggier. E voi mi precedete.
(a’ Scudieri)
Invano, o Cavalier, mi trattenete.
Noto un giorno vi sia che non indegno
ero del vostro amor. Caro, e a me sacro
è questo suolo, ma un destin crudele,
implacabile ognor mi guida altrove,
di qua mi scaccia... Andiam, Roggier.
Le insegne mie raccoglie,
fido Roggier. E voi mi precedete.
(a’ Scudieri)
Invano, o Cavalier, mi trattenete.
Noto un giorno vi sia che non indegno
ero del vostro amor. Caro, e a me sacro
è questo suolo, ma un destin crudele,
implacabile ognor mi guida altrove,
di qua mi scaccia... Andiam, Roggier.
Roggiero
Ma dove?
Ma dove?
Tancredi
Lunge a perir da questa
infausta terra.
Lunge a perir da questa
infausta terra.
Roggiero
Almen...
Almen...
Tancredi
Vieni.
Vieni.
Scena tredicesima
Amenaide e detti
Amenaide e detti
Amenaide
T’arresta.
T’arresta.
Tancredi
(Fiero incontro!)
E che vuoi?
(Fiero incontro!)
E che vuoi?
Amenaide
Tu a me la vita
generoso serbasti,
ma quel tuo cor?
Tu a me la vita
generoso serbasti,
ma quel tuo cor?
Tancredi
Salva ora sei. Ti basti.
Vivi dunque felice... se lo puoi,
infra i rimorsi tuoi. Vanne.
Salva ora sei. Ti basti.
Vivi dunque felice... se lo puoi,
infra i rimorsi tuoi. Vanne.
Amenaide
Crudele!
Tu mi credi infedele?
Crudele!
Tu mi credi infedele?
Tancredi
Io? ti difesi.
Io? ti difesi.
Amenaide
(con trasporto)
Ah no, credi, o mio Tan...
(con trasporto)
Ah no, credi, o mio Tan...
Tancredi
Fermati. In campo
per te morte sfidai.
Brami adesso la mia! paga sarai.
Lasciami, non t’ascolto,
sedurmi invan tu speri,
quei sguardi lusinghieri
serba al novello amor.
Fermati. In campo
per te morte sfidai.
Brami adesso la mia! paga sarai.
Lasciami, non t’ascolto,
sedurmi invan tu speri,
quei sguardi lusinghieri
serba al novello amor.
Amenaide
Odimi, e poi m’uccidi.
Sì, che innocente io sono.
Riprenditi il tuo dono,
se rea mi credi ancor.
Odimi, e poi m’uccidi.
Sì, che innocente io sono.
Riprenditi il tuo dono,
se rea mi credi ancor.
Tancredi
Ah come mai quell’anima
cangiò per me d’affetto!
Per chi sospiri in petto,
o debole mio cor?
Amenaide
Ah che fedel quest’anima
serbò il giurato affetto.
Fosti tu sol l’oggetto
del tenero mio cor.
Ah come mai quell’anima
cangiò per me d’affetto!
Per chi sospiri in petto,
o debole mio cor?
Amenaide
Ah che fedel quest’anima
serbò il giurato affetto.
Fosti tu sol l’oggetto
del tenero mio cor.
Amenaide
(tenerissima)
Dunque?
(tenerissima)
Dunque?
Tancredi
(risoluto)
Addio.
(risoluto)
Addio.
Amenaide
Lasciar mi puoi?
Lasciar mi puoi?
Tancredi
Che più vuoi?
Che più vuoi?
Amenaide
Seguirti
Seguirti
Tancredi
Trema.
Trema.
Amenaide
E qui sfoga il tuo furor.
(gli offre il petto)
E qui sfoga il tuo furor.
(gli offre il petto)
Ah sì mora e cessi omai
l’atro orror de’ mali miei.
Sì tu sol, crudel, tu sei
la cagion del mio dolor.
(partono)
l’atro orror de’ mali miei.
Sì tu sol, crudel, tu sei
la cagion del mio dolor.
(partono)
(Roggiero vuol seguir Tancredi che d’un cenno lo vieta.)
Scena quattordicesima
(Roggiero, indi Isaura)
(Roggiero, indi Isaura)
Roggiero
Infelice Tancredi!ah no, non fia
che, ad onta del suo cenno, io l’abbandoni
sì desolato in preda del suo fiero
troppo giusto furor.
Infelice Tancredi!ah no, non fia
che, ad onta del suo cenno, io l’abbandoni
sì desolato in preda del suo fiero
troppo giusto furor.
Scena quindicesima
Roggiero
Roggiero
Roggiero
E scoperta innocente Amenaide, tranquillo,
e pago il mio signore appieno
ritorni a respirar di pace in seno.
E scoperta innocente Amenaide, tranquillo,
e pago il mio signore appieno
ritorni a respirar di pace in seno.
Torni alfin ridente, e bella
a brillar d’amor la face;
e nel sen d’amica pace
dolce calma trovi il cor.
Se di tanti affanni e pianti
il contento sia mercede;
e coroni tanta fede
pura gioia, eterno amor.
a brillar d’amor la face;
e nel sen d’amica pace
dolce calma trovi il cor.
Se di tanti affanni e pianti
il contento sia mercede;
e coroni tanta fede
pura gioia, eterno amor.
Catena di montagne, burroni scoscesi, torrenti che precipitano e vanno aformare l’Aretusa. Selva che copre parte del piano e della montagna. L’Etna in lontananza. Il sole verso l’occidente, e riverbera sul mare alla parte opposta. Tende africane sparse sulle montagne. Qualche caverna.
Scena sedicesima
Durante il ritornello si vede Tancredi salire, indi scendere, concentrato cupamente; avanza sospiroso, s’arresta
Durante il ritornello si vede Tancredi salire, indi scendere, concentrato cupamente; avanza sospiroso, s’arresta
Tancredi
Dove son io? Fra quali orror mi guida
il tradito amor mio? Di que’ torrenti
il fragor; de’ venti il fremer cupo;
il triste abbandono di natura...
Ah! tutto accresce,
tutto pasce nel povero mio core
le tetre idee del mio tradito amore.
Ah che scordar non so
colei che mi tradì...
l’adoro ancor.
Dunque penar dovrò,
languire ognor così!
Povero cor!
(si abbandona su d’un sasso all’ingresso d’una caverna)
(Intanto da’ burroni, dalla selva compariscono gruppi di soldati saraceni, che s’avviano al campo.)
Coro
Regna il terror nella città;
Tancredi di dolor dunque morrà...
Ove sarà?
Egli col suo valor ci guiderà, trionferà.
Il Saraceno allor spento cadrà.
S’esulterà. (vanno disperdendosi)
Scena diciassettesima [quindicesima]
Amenaide e Argirio, con seguito di cavalieri e soldati
Amenaide e Argirio, con seguito di cavalieri e soldati
Amenaide
Ecco amici Tancredi.
Ecco amici Tancredi.
Argirio
Tancredi...
Tancredi...
Tancredi
Il nome mio...
Tu qui? perfida! e vai
di Solamiro al campo?
Il nome mio...
Tu qui? perfida! e vai
di Solamiro al campo?
Amenaide
Oh mio Tancredi
esci d’errore omai.
Oh mio Tancredi
esci d’errore omai.
Tancredi
Taci! è vano quel pianto, orror mi fai.
(ai Cavalieri)
Sì con voi pugnerò, con voi; la patria
salverò col mio sangue. Il mio destino
si compia allor; t’invola!
Penai, piansi per te, lo sai, lo vedi.
Vanne, infedel, morto è per te Tancredi.
Taci! è vano quel pianto, orror mi fai.
(ai Cavalieri)
Sì con voi pugnerò, con voi; la patria
salverò col mio sangue. Il mio destino
si compia allor; t’invola!
Penai, piansi per te, lo sai, lo vedi.
Vanne, infedel, morto è per te Tancredi.
Perché turbar la calma
di questo cor, perché?
Non sai che questa calma
è figlia del dolor!
Traditrice io t’abbandono
al rimorso, al tuo rossore;
vendicar saprà l’amore
la tua nera infedeltà.
Ma tu piangi... forse? oh Dio!
di questo cor, perché?
Non sai che questa calma
è figlia del dolor!
Traditrice io t’abbandono
al rimorso, al tuo rossore;
vendicar saprà l’amore
la tua nera infedeltà.
Ma tu piangi... forse? oh Dio!
Coro
Vieni al campo.
Vieni al campo.
Tancredi
Ove son io!
Ove son io!
Coro
Gloria, amore il cor t’accenda
or ci guida a trionfar.
Gloria, amore il cor t’accenda
or ci guida a trionfar.
Tancredi
Sì la patria si defenda
io vi guidoa trionfar.
Non sa comprendere il mio dolor
chi in petto accendersi
non sa d’amor.
Sì la patria si defenda
io vi guidoa trionfar.
Non sa comprendere il mio dolor
chi in petto accendersi
non sa d’amor.
Coro
Gloria, amore il cor t’accenda
Solamirvinto/alfincadrà.
Gloria, amore il cor t’accenda
Solamirvinto/alfincadrà.
Scena sedicesima
Amenaide, Argirio, Isaura, scudieri
Amenaide, Argirio, Isaura, scudieri
Amenaide
Ah ch’ei si perde! padre, Isaura, ei corre
nel suo furor a ricercar la morte.
Argirio
Infausto dì!
(a’ guerrieri)
Voi mi seguite,
(ad altri, e scudieri)
e voi su lor vegliate.
Infausto dì!
(a’ guerrieri)
Voi mi seguite,
(ad altri, e scudieri)
e voi su lor vegliate.
Amenaide
Anch’io
(per seguirlo)
Anch’io
(per seguirlo)
Argirio
Rimanti; al braccio mio
accordi il cielo, il prisco suo vigore.
Di gloria in sen m’avvampa ancor l’ardore.
(parte)
Rimanti; al braccio mio
accordi il cielo, il prisco suo vigore.
Di gloria in sen m’avvampa ancor l’ardore.
(parte)
Scena diciassettesima
Amenaide, Isaura, scudieri, guardie
Amenaide, Isaura, scudieri, guardie
Amenaide
Quanti tormenti in un sol giorno!.. Ah senti! Ferve la pugna, d’armi, di guerrieri
odi il fragor, le grida...
Quanti tormenti in un sol giorno!.. Ah senti! Ferve la pugna, d’armi, di guerrieri
odi il fragor, le grida...
Isaura
Oh quale orrore spargesi intorno!
Oh quale orrore spargesi intorno!
Amenaide
Come trema il core!
Che palpito affannoso? Quai funeste
immagini tremende? Forse adesso
il genitor, l’amante, esangue... oppresso...
Oh Isaura! io più, no, non resisto.
Come trema il core!
Che palpito affannoso? Quai funeste
immagini tremende? Forse adesso
il genitor, l’amante, esangue... oppresso...
Oh Isaura! io più, no, non resisto.
Isaura
Ascolta.
Cessò il tumulto.
Ascolta.
Cessò il tumulto.
Amenaide
Ah forse!
Ah forse!
Isaura
A questa volta
stuol d’armati...
A questa volta
stuol d’armati...
Scena ultima
Argirio, alcuni cavalieri con Tancredi e detti
Argirio, alcuni cavalieri con Tancredi e detti
Amenaide
Gran Dio! qual suon, quai grida!
Gran Dio! qual suon, quai grida!
Argirio
Figlia...
Figlia...
Amenaide
E Tancredi? il mio Tancredi?
E Tancredi? il mio Tancredi?
Argirio
Piena vittoria egli ebbe sul nemico, oh Dio!
ma funesta vittoria... ei la sua patria
salvò col proprio sangue...
Piena vittoria egli ebbe sul nemico, oh Dio!
ma funesta vittoria... ei la sua patria
salvò col proprio sangue...
Amenaide
E’ morto?
E’ morto?
Argirio
Appena
regge il fianco trafitto.
Nelle angoscie di morte il nome tuo
sospirando ripete.
Appena
regge il fianco trafitto.
Nelle angoscie di morte il nome tuo
sospirando ripete.
Amenaide
Oh mio Tancredi!
Oh mio Tancredi!
Coro
Muore il prode
il vincitor;
Ah qual sangue!
Quale orror!
Recitativo dopo il Coro
Amenaide
Barbari! è vano ogni rimorso... oh Dio!
Tancredi! Sventurato...
e puoi udirmi ancora... e puoi tu ancora
su me fissar le moribonde luci?
Conoscimi, Tancredi,
il mio dolor conosci...la tua sposa -
Dunque l’ultimo sguardo or su me volgi?
M’odi ancor! Rea mi credi?
Barbari! è vano ogni rimorso... oh Dio!
Tancredi! Sventurato...
e puoi udirmi ancora... e puoi tu ancora
su me fissar le moribonde luci?
Conoscimi, Tancredi,
il mio dolor conosci...la tua sposa -
Dunque l’ultimo sguardo or su me volgi?
M’odi ancor! Rea mi credi?
Tancredi
(sollevandosi)
Ah m’hai tradito!
(sollevandosi)
Ah m’hai tradito!
Amenaide
Io!...
Io!...
Argirio
Sventurata figlia! essa t’amava, e fu l’amarti il suo delitto. Ingiuste
fur le leggi, il Senato. A te fu scritto
quel foglio, a te.
Sventurata figlia! essa t’amava, e fu l’amarti il suo delitto. Ingiuste
fur le leggi, il Senato. A te fu scritto
quel foglio, a te.
Tancredi
M’inganno! Amenaide,
ed ami il tuo Tancredi?
M’inganno! Amenaide,
ed ami il tuo Tancredi?
Amenaide
Io mille morti
avrei mertate in non amarti; pensa
se rea...
Io mille morti
avrei mertate in non amarti; pensa
se rea...
Tancredi
Tu m’ami? A questi detti io sento
che m’è grave il morir.
Tu m’ami? A questi detti io sento
che m’è grave il morir.
Amenaide
Dunque, gran Dio,
così mia fe’...
Dunque, gran Dio,
così mia fe’...
Tancredi
Quel pianto
mi scende al cor.
Quel pianto
mi scende al cor.
Oh dio, lasciarti io deggio.
Già la morte s’appressa, io già la sento.
Argirio, ascolta, ecco de’ voti miei,
di mia fede l’oggetto. A quella mano
or la mia destra insanguinata unisci;
di sposo il nome io porterò alla tomba...
E tu sarai mio padre? -A vendicare
la mia patria, la mia sposa...
Vissi degno d’entrambe... amato, io spiro
ora d’entrambe in seno.
Ogni mio voto è già compito appieno,
Amenaide, serbami
tua fe’... quel cor ch’è mio.
Ti lascio...ah tu dei vivere.
Giurami... sposa... addio.
Già la morte s’appressa, io già la sento.
Argirio, ascolta, ecco de’ voti miei,
di mia fede l’oggetto. A quella mano
or la mia destra insanguinata unisci;
di sposo il nome io porterò alla tomba...
E tu sarai mio padre? -A vendicare
la mia patria, la mia sposa...
Vissi degno d’entrambe... amato, io spiro
ora d’entrambe in seno.
Ogni mio voto è già compito appieno,
Amenaide, serbami
tua fe’... quel cor ch’è mio.
Ti lascio...ah tu dei vivere.
Giurami... sposa... addio.
Amenaide
Tra quei soavi palpiti
brillar mi sento il core!
Un delizioso ardore
gioir, languir mi fa.
No, non vi posso esprimere
la mia felicità.
Tra quei soavi palpiti
brillar mi sento il core!
Un delizioso ardore
gioir, languir mi fa.
No, non vi posso esprimere
la mia felicità.
Argirio
Ah del piacer quest’anima
respira omai nel seno.
Tra voi felice appieno,
figli, il mio cor sarà.
No, non vi posso esprimere
la mia felicità.
Ah del piacer quest’anima
respira omai nel seno.
Tra voi felice appieno,
figli, il mio cor sarà.
No, non vi posso esprimere
la mia felicità.
Tancredi
Sì grande è il mio contento,
sì dolce è tal momento,
che tanta gioia ancora
credere il cor non sa.
No, non vi posso esprimere
la mia felicità.
Sì grande è il mio contento,
sì dolce è tal momento,
che tanta gioia ancora
credere il cor non sa.
No, non vi posso esprimere
la mia felicità.
Tutti
Sì tutto spiri intorno
piacer felicità.
Trionfano in tal giorno
amore e fedeltà.
Sì tutto spiri intorno
piacer felicità.
Trionfano in tal giorno
amore e fedeltà.
