La cambiale di matrimonio (Manželství na směnku)

Premiéra opery
La cambiale di matrimonio (Manželství na směnku) se konala 3.11.1810 v Teatro San Moisè v Benátkách. Opera byla tak úspěšná, že následovalo mnoho objednávek na opery pro divadla v Benátkách, Ferraře a Miláně.
Libreto napsal Gaetano Rossi podle hry Camillo Federiciho a libreta Giuseppe Checcheriniho.
Osoby a obsazení při premiéře:
Tobia Mill (bas),obchodník - Luigi Raffanelli
Fanni (soprán), jeho dcera - Rosa Morandi
Edorado Milfort (tenor) - Tommaso Ricci
Slook (bas), obchodník z Ameriky - Nicola de Grecis
Norton (bas), Millův pokladník - Domenico Remolini
Clarina (mezzosoprán), komorná Fanni - Clementina Lanari
obchodníci a další Millovi sloužící
LIBRETO
ATTO UNICO
Scena Prima
(Sala nella casa di Tobia Mill,
semplicemente elegante, che comunica
a vari appartamenti. Un tavolino con
occorrente per scrivere, sedie. Norton
dalla porta di mezzo. Clarina, che
traversa la scena)
NORTON
Non c'è il vecchio sussurrone:
resta meco un po', Clarina.
CLARINA
Poco ancor la padroncina
a chiamar non può tardar.
NORTON
Ma frattanto qui tra noi...
CLARINA
Dimmi presto ciò che vuoi.
NORTON
Quando miss si farà sposa?
CLARINA
È lontana ancor la cosa.
NORTON
(con mistero)
Non sai tutto!
CLARINA
(curiosa)
E tu che sai?
NORTON
Nuove grandi!
CLARINA
E cos'è mai?
NORTON
Sappi...
CLARINA
Ebben!...Ohimè!
Il padrone già si sente a sussurrar.
Vieni presto a dirmi il resto,
devi tutto a me spiegar.
NORTON
Verrò presto a dirti il resto,
non mi posso or più spiegar.
(Si dividono ed escono)
Scena Seconda
(Tobia Mill in veste da camera, berretto
da notte, che porta con una mano un
mappamondo e nell'altra tiene una
bussola, esaminandoli)
TOBIA
Chi mai trova il dritto, il fondo
a cotesto mappamondo?
Chi m'insegna il come, il quando
di piantar la calamita,
e la bussola adoprando.
Chi m'insegna a navigar?
(siede e legge un libro, poi confronta
con la bussola il mappamondo)
Cento gradi in latitudine...
Cento e venti in longitudine...
Dal Nord-Est, al Sud-Ovest,
poi l'elevazion del polo...
Qui la linea, e le terziere...
L'equatore colle sfere.
Dall'America in Europa
vo' ben bene calcolar.
(s'impazienta calcolando, e s'alza)
Ah, non combinasi la longitudine...
Mi vado a perdere in latitudine...
Il polo abbassasi, manca la linea...
La calamita perde il magnetice...
Oh, mi confondo col mappamondo,
e della bussola non so che far.
(Norton e Clarina rientrano)
NORTON
Ecco una lettera per voi, signore.
TOBIA
Mi rompe i calcoli, gran seccatore!
CLARINA
Serva umilissima, signor padrone
TOBIA
Tu mi fai crescere la confusione.
NORTON
Avrei da dirvi...
CLARINA
Vorrei parlarvi...
TOBIA
Deh, non mi state più a tormentar
(s'alza arrabbiato)
CLARINA, NORTON
Ma riflettete... considerate
Saper dovete... non v'alterate:
quella è la lettera del nuovo mondo.
No, non vi state ad inquietar.
CLARINA
(fra sè)
Che uom collerico!
Che s'ha da far?
TOBIA
Ma via, tacete... oh, mi seccate!
M'interrompete... se seguitate!
Questi... la lettera... il mappamondo...
Non ho più cerebro...
vo ad impazzar
andate al diavolo... non vo' ascoltar.
Recitativo
NORTON
Ma, signor, questa lettera
la portò un marinaio
che vien dalle Colonie.
TOBIA
Ed io sto appunto
esaminando quanta è la distanza
dalle Colonie a noi. Vediamo...
(prende la lettera e, riconoscendo
il carattere, con allegria:)
Ah! È sua...
Del mio corrispondente coloniale.
(l'apre e legge)
NORTON
(fra sè)
Quale altra commissione originale.
Se sapessi, Clarina!...
TOBIA
(allegrissimo)
Come! Come!
Egli stesso in persona!...
Oh che fortuna!...
Presto... l'affar è fatto.
NORTON
(fra sè)
Quasi indovino
CLARINA
(fra sè)
E che? Diventa matto?
TOBIA
Norton, l'amico è qui:
sbarca a momenti:
mi scrive dal vascello...
egli in persona
vuol trattare il negozio,
veder la mercanzia.
NORTON
Ma proprio...
TOBIA
Presto, Clarina,
va ad aprir l'appartamento,
che guarda sul giardin, tutto sia lesto.
Senti, di' alla mia figlia che si metta
un abito da festa,... va.
(Clarina parte. Tobia chiama
uno dopo l'altro i servi)
Isacchetto!
La mia carrozza bella... Salomone!
L'abito mio da viste... Lorenzo!
Per uno, o due di più. Cresci tre piatti.
Bisogna farsi onore con un uomo
così particolar, grande, leale:
Norton è ver?
NORTON
(seccamente)
Sì, un vero originale
TOBIA
E la lettera avuta l'altro giorno!
Eh! Che ingenuità!
Che sentimenti!
Che buona fede! È un vero e raro tratto
della semplicità del secol d'oro,
che in questa età di ferro più sorprende,
nè più si trova.
NORTON
È come la s'intende
TOBIA
Par che ne dubitate: ma sentite:
(cava la lettera)
L'ho letta mille volte,
e la ritrovo sempre d'uno stil raro,
affatto nuovo.
(legge)
"Signore et caetera.
Ho risoluto di formare
una compagnia matrimoniale:
qui non c'è ditta che mi convenga,
perciò sul primo vascello che partirà per
queste Colonie speditemi una moglie
delle seguenti forme e qualità."
Ah! Che intavolamento!
NORTON
(ironico)
Sorprendente!
TOBIA
E questo è ancora niente.