La Sonnambula (Náměsíčná)

Vincenzo Bellini

Úspěšná premiéra dvouaktového melodramatu La Sonnambula se konala 6.3.1831 v milánském Teatro Carcano v následujícím obsazení:
hrabě Rodolfo, vesnický feudální pán (bas) -  Luciano Mariani
Teresa, mlynářka (mezzosoprán) - Felicita Baillou-Hillaret
Amina, Teresina schovanka, Elvinova milá (soprán) - Giuditta Pasta
Elvino, bohatý statkář (tenor) - Giovanni Battista Rubini
Lisa, hostinská, zamilovaná do Elvina (alt) - Elisa Taccani
Alessio, sedlák (bas) - Lorenzo Biondi
notář (tenor) - Antonio Crippa

Libreto napsal Felice Romani podle baletní pantomimy Eugèna Scribeho a Jean-Pierra Aumerse.
La Sonnambula, vpravdě melodický vesnický příběh o náměsíčné dívce Amině, je lyrický příběh plný vroucího citu. Bellini se pro něj rozhodl i proto, aby se vyhnul srovnání s Donizettiho dramatickou Annou Bolenou. Úspěch opery byl tak velký, že se představitelka hlavní role Giuditta Pasta rozhodla požádat Belliniho o operu, která by byla psána pro ni. Tak došlo ke kompozici Normy.







 
Děj se odehrává ve švýcarské vesnici v 19.století.
1. dějství: Švýcarská vesnice. Krásná, mladá Amina se má provdat za bohatého Elvina. Celá ves jí blahopřeje kromě Lisy, která v ní vidí svou soupeřku. Tu se neočekávaně vrací hrabě Rodolfo, který v dětství prchl z rodného zámku, a dvoří se, nepoznán, Elvinově nevěstě.
Rodolfova ložnice. Jediná Lisa poznala hraběte a laškuje s ním. Tu vstupuje oknem do pokoje s hořící svící v ruce náměsíčná Amina a hledá Elvina. Lisa utekla, ale zapomněla v Rodolfově pokoji kapesník. Rodolfo, který rozpoznal Aminin stav, opustil pokoj a Amina, která neví, co činí, uléhá do jeho lože. Lisa přivedla mezitím vesničany a Elvina. Amina, přes Rodolfovy i svoje důkazy neviny, je považována za jeho milenku. Elvino ji stahuje uraženě prsten z ruky a slibuje manžeství Lise.
2. dějství: Mlýn paní Teresy. Elvino slaví svatbu s Lisou, která se pro něho rozešla se svým ženichem Alessiem. Rodolfo znovu hájí Aminu a dokazuje její nevinu, ale nikdo mu nevěří, že existují náměsíční lidé. Teresa ukazuje Lisin kapesník, který našla v pokoji hraběte a který svědčí proti ní. Elvino neví, komu má věřit. V tom vystupuje Amina znovu ve spánku z okna. Zoufale a toužebně volá snoubence, přesvědčuje tak jeho i ostatní o své nevině. Elvino ji znovu navléká prsten na prst a Amina šťastně procitá.
 
 
 

Libreto


ATTO PRIMO



(La scena è in un villaggio della Svizzera.)


Scena Prima.


(In fondo al teatro si scorge il mulino di

Teresa: un torrente ne fa girare la ruota.

A sinistra l'osteria. Una banda in lontananza

e voci degli abitanti del villaggio, che vengono

a festeggiare gli sponsali dell'Amina)
.


CONTADINI

(interno)

Viva! Viva! Viva! viva Amina!

La la la... ecc

Evviva, evviva Amina!

Evviva, evviva Amina, evviva ancor!


(Esce Lisa dall'Osteria, indi Alessio dai colli.)


LISA

Tutto è gioia, tutto è festa...

Sol per me non v'ha contento,

E per colmo di tormento

Son costretta a simular.

O beltade a me funesta,

Che m'involi il mio tesoro,

Mentre io soffro, mentre moro,

Pur ti deggio accarezzar!


CONTADINI

Viva Amina!

Viva ancor!


LISA

Tutto è festa...

Sol per me ah! non v'ha...

Tutto è gioia, tutto è festa,  ecc.


(Scendono dalle colline Villani e Villanelle

tutti vestiti da festa, con strumenti villerecci

e canestri di fiori. Con essi

scende Alessio)


CONTADINI

Viva Amina!...

La la la... ecc.


ALESSIO

Lisa! Lisa!...


LISA

(per partire)

Oh l'importuno!


ALESSIO

Ah! tu mi fuggi!...


LISA

Fuggo ognuno.


ALESSIO

Ah! non sempre, o bricconcella...


LISA

Oh l'importuno!


ALESSIO

Ah! non sempre, o bricconcella,

Fuggirai da me così.

Per te pure, o Lisa bella,

Giungerà di nozze il dì.


(collegando la sua voce a a quella dei contadini.)


Viva Amina! viva ancor!


LISA

(contrariata vedendo che Alessio è collegato

ai acclamazioni. Fra sè
)

Anch'esso! Oh dispetto!


ALESSIO, CONTADINI

Sì, viva ancor!

Sì, viva ancor!


LISA

(fra sè)

Oh dispetto!


ALESSIO

(allineando ai villageois dinanzi al mulino)

Qui schierati... più d'appresso...


LISA

(A parte)

Ah! la rabbia mi divora!...


CONTADINI

La canzone preparata

Intonar di qui si può.


LISA

(A parte)

Ogni speme è a me troncata:

La rivale trionfò.


CONTADINI

In Elvezia non v'ha rosa

Fresca e cara al par d'Amina:

È una stella mattutina,

Tutta luce, tutta amor.

Ma pudica, ma ritrosa,

Quanto è vaga, quanto è bella:

È innocente tortorella,

È l'emblema del candor.

Ah! Ah! ecc

È innocente tortorella, ecc.

Viva!


LISA

(A parte)

Ah! per me sì lieti canti

Destinati un dì credei:

Crudo amor, che sian per lei

Non ho cor di sopportar.


ALESSIO

(avvicinandosi a Lisa)

Lisa mia, sì lieti canti

Risuonar potran per noi,

Se pietosa alfin tu vuoi

Dare ascolto al mio pregar.


CONTADINI

Viva ancor! Viva ancor!

Ê innocente tortorella,

è l'emblema del candore

Ah!...

Te felice e avventurato

Più d'un prence e d'un sovrano,

Bel garzon, che la sua mano

Sei pur giunto a meritar.

Tal tesoro amor t'ha dato

Di bellezza e di virtude

Che quant'oro il mondo chiude,

Che niun re potria comprar.

Ah!.. È innocente ecc.

Viva!


(Amina esce dal mulino accompagnata da Teresa)


AMINA

Care compagne, e voi,

Teneri amici, che alla gioia mia

Tanta parte prendete, oh come dolci

Scendon d'Amina al core

I canti che v'inspira, ah! il vostro amore!


CONTADINI

Vivi felice! è questo il comun voto,

o Amina.


AMINA

(A Teresa)

A te, diletta, Tenera madre,

che a sì lieto giorno

Me orfanella serbasti,

a te favelli questo, dal cor

più che dal ciglio espresso,

Dolce pianto di gioia,

e quest'amplesso.


(con tenero accento, agli altri)


Compagne... teneri amici...

Ah! madre... ah! qual gioia!


Come per me sereno

Oggi rinacque il dì!

Come il terren fiorì

come fiori più bello

più bello e ameno!

Mai di più lieto aspetto

Natura non brillò:

Amor la colorò

amor del mio diletto,

amor, amor la colorò

amor,

ah sì, del mio diletto, amor.


CONTADINI

Sempre, o felice Amina,

Sempre per te così

Infiori il cielo i dì

Che ti destina.

Sì, sempre, o felice Amina,

ah! Sempre per te così.


AMINA

(abbraccia Teresa, e prendendole

una mano, se l'avvicina al core)


Sovra il sen la man mi posa,

Palpitar, balzar lo senti:

Egli è il cor che i suoi contenti

Non ha forza a sostener....


CONTADINI

Di tua sorte avventurosa ...


AMINA

... ah, non ha forza a sostener,

ah no, ah no, ah no, ah no...


CONTADINI

... teco esulta il cor materno:

il materno cor.


AMINA

... a sostener.

Sopra il sen la man mi posa, ecc.


CONTADINI

Di tua sorte avventurosa...


AMINA

Cari amici!

Amata madre!


CONTADINI

...teco esulta il cor materno:

Non potea favor superno

Riserbarlo a ugual piacer.

... no, no, nol potea a ugual piacer,

no!


AMINA

Ah!

Sopra il sen la man mi posa, ecc...


CONTADINI

Di tua sorte...


AMINA

... ah, non ha forza a sostener, ecc.



CONTADINI

... avventurosa, ecc.


AMINA

Sopra il sen, ecc.


CONTADINI

Di tua sorte avventurosa

teco esulta il cor materno, ecc.



ALESSIO

Io più di tutti, o Amina,

Teco mi rallegro. Io preparai la festa,

Io feci la canzone; io radunai

De' vicini villaggi i suonatori.


AMINA

E grata a' tuoi favori,

Buon Alessio, son io.

Fra poco io spero

Ricambiarteli tutti, allor che sposo

Tu di Lisa sarai, se, come è voce,

Essa a farti felice

ha il cor disposto.


ALESSIO

La senti, o Lisa?


LISA

No, non sarà sì tosto.


ALESSIO

Sei pur crudele!


TERESA

(A Lisa)

E perché mai?


LISA

L'ignori?

Schiva son io d'amori;

Mia libertà mi piace.


AMINA

Ah! tu non sai quanta felicità

riposta sia In un tenero amor.


LISA

Sovente amore ha soave principio

e fine amaro.


TERESA

Vedi l'ipocrisia!


CONTADINI

Viene il Notaro.


AMINA

Il Notaro?

Ed Elvino non è presente ancor?


NOTARO

(Entrando)

Di pochi passi io lo precedo;

in capo al bosco

Io lo mirai da lungi.


CONTADINI

Eccolo .


AMINA

(Correndo ad Elvino chi entra)

Caro Elvino! alfin tu giungi.


ELVINO

Perdona, o mia diletta, Il breve indugio.

In questo dì solenne

Ad implorar ne andai

sui nostri nodi d'un angelo il favor:

prostrato al marmo dell'estinta

dell'estinta mia madre!

oh! benedici La mia sposa! le dissi.

Ella possiede tutte le tue virtudi;

ella felice renda il tuo figlio

qual rendesti il padre.

Ah! lo spero, ben mio,

m'udì la madre.


AMINA

Oh! fausto augurio!


CONTADINI

È van esso non fia.


ELVINO

Siate voi tutti, o amici,

Al contratto presenti.


(Il Notaro si dispone a stendere

il contratto.)


NOTARO

Elvin, che rechi

Alla tua sposa in dono?


ELVINO

I miei poderi, la mia casa, il mio nome,

Ogni bene di cui son possessore.


NOTARO

E Amina?...


AMINA

Ho il cor soltanto.


ELVINO

Ah! tutto è il core!


(Mentre la madre sottoscrive, e con essa

i testimoni, Elvino presenta

l'anello ad Amina.)




Prendi: l'anel ti dono

Che un dì recava all'ara

L'alma beata e cara

Che arride al nostro amor.

Sacro ti sia tal dono

Come fu sacro a lei;

Sia de' tuoi voti e miei

Fido custode ognor.


CONTADINI

Scritti...


ELVINO

Sposi or noi siamo.


AMINA

Sposi!...  Oh! tenera parola!


CONTADINI

...scritti nel ciel già sono...


ELVINO

Cara! nel sen ti posi


(Le dà un mazzetto.)


Questa gentil viola.


AMINA

Puro, innocente fiore!


CONTADINI

Già son scritti nel ciel,

Come nel vostro cor, ecc.


ELVINO

... ei mi rammenti a te.


AMINA

Ah! non ne ha d'uopo il core.


ELVINO

... ei mi rammenti a te. ecc.



CONTADINI

... scritti in ciel,

come nel vostro cor, sì.


AMINA ED ELVINO

Caro/a! Dal dì che univa

I nostri cori un Dio,

Con te rimase il mio,

Il tuo con me restò.


CONTADINI

Scritti in ciel già sono,,

come nel vostro cor, sì.


AMINA

Ah! vorrei trovar parole

A spiegar com'io t'adoro!

Ma la voce, o mio tesoro,

Non risponde al mio pensier,

ah no.


ELVINO

Tutto, ah! tutto in quest'istante

Parla a me del foco ond'ardi:

Io lo leggo ne' tuoi sguardi,

Nel tuo riso lusinghier!

L'alma mia nel tuo sembiante

Vede appien la tua scolpita,

E a lei vola, è in lei rapita

Di dolcezza e di piacer!

Tutto, ah! tutto in quest'istante... ecc.


TERESA, ALESSIO E CONTADINI

Ah! così negli occhi vostri

Core a core...


AMINA

Ah! mio ben! Spiegar nol so.


ELVINO

Tu m'adori?


CONTADINI

... ognor si mostri:

Legga ognor qual legge adesso

L'un nell'altro un sol pensier. Ecc



ELVINO

Dunque m'adori?


AMINA

Ah! la mia voce...


ELVINO

Mio caro bene!...


AMINA

Ah non risponde al mio pensier.

Ah! vorrei trovar parola, ecc

.

ELVINO

Tutto, ah, tutto in quest’istante, ecc



CONTADINI

Ah, così negli occhi vostri

core a core...


ELVINO

Tu m'adori?


AMINA

Spiegar nol so!


ELVINO

Io leggo nel tuo vezzo lusinghier, ecc



CONTADINI

... ognor si mostri, ecc.



AMINA ED ELVINO

Ah, sì!


ELVINO

Domani, appena aggiorni,

Ci recheremo al tempio,

e il nostro imene

Sarà compiuto da più santo rito.


(Odesi suon di sferza e calpestio di cavalli.)


Qual rumore!


CONTADINI

(accorrendo)

Cavalli!


AMINA

Un forestiero.


(Entra Rodolfo accompagnato da due postiglioni)



RODOLFO

(dal fondo)

Come noioso e lungo

Il cammin mi sembrò!


(S 'avanza.)


Distanti ancora dal castel siam noi?


LISA

Tre miglia, e giunti non vi sarete

fuor che a notte oscura,

Tanto alpestre è la via.

Fino a domani qui posar vi consiglio.


RODOLFO

E lo desìo.

Avvi albergo al villaggio?


LISA

Eccovi il mio.


RODOLFO

(esaminando l'osteria)

Quello?


CONTADINI

Quello.


RODOLFO

Ah! lo conosco.


LISA

Voi, signor?


TUTTI

Costui chi fia?


RODOLFO

(Tranne Rodolfo, fra di loro)

Il mulino... il fonte... il bosco...

E vicin la fattoria!...


(À parte)


Vi ravviso, o luoghi ameni,

In cui lieti, in cui sereni

Sì tranquillo i dì passai

Della prima gioventù!

Cari luoghi, io vi trovai, (rip)

Ma quei dì non trovo più!

Vi ravviso, o luoghi ameni, ecc



CONTADINI

(Fra di loro)

Del villaggio è conscio assai:

Quando mai costui vi fu?

Quando mai?


RODOLFO

Ma fra voi, se non m'inganno,

Oggi ha luogo alcuna festa.


CONTADINI

Fauste nozze qui si fanno.


RODOLFO

E la sposa? è quella?


(accennando Lisa)


CONTADINI

(additando Amina)

È questa.


RODOLFO

È gentil, leggiadra molto...

Ch'io ti miri. Oh!... il vago volto!...


Tu non sai con quei begli occhi

Come dolce il cor mi tocchi,

Qual richiami ai pensier miei

Adorabile beltà.

Era dessa, qual tu sei,

Sul mattino dell'età.


LISA

(A parte)

Ella sola è vagheggiata!


ELVINO

(A parte)

Da quei detti è lusingata!


RODOLFO

(fra sé)

Era dessa!... sul mattino... dell'età!...


(ad Amina)


Ch'io ti miri!


CONTADINI

Son cortesi, son galanti

Gli abitanti di città.


RODOLFO

Ah qual volto!

Tu non sai ecc.


LISA

(a parte)

Ella sola è vagheggiata, ecc.



TERESA

Son cortesi, son galante, ecc.


ELVINO

Da quei detti è lusingata, ecc.


RODOLFO

Era dessa, qual tu sei, ecc.


ELVINO

Contezza del paese avete voi, signor?


RODOLFO

Vi fui da giovinetto

Col signor del castello.


TERESA

Oh! il buon signore!

È morto or son quattr'anni!


RODOLFO

E ne ho dolore!

Egli mi amò qual figlio...


TERESA

Ed un figlio egli avea; ma dal castello

Sparve il giovane un dì, né più novella

N'ebbe l'afflitto padre.


RODOLFO

A' suoi congiunti nuova io ne reco

e certa.

Ei vive.


LISA

E quando alla terra natia farà ritorno?


CONTADINI

Ciascun lo brama.


RODOLFO

Lo vedrete un giorno.


(Odesi il suono delle cornamuse che

riducono gli armenti all'ovile.)


TERESA

Ma... il sol tramonta: è d'uopo

Prepararsi a partir.


AMINA, LISA, ELVINO E CONTADINI

Partir?... Partir?...


(Teresa fa che tutti a lei s'avvicinino.)


TERESA

(con gran mistero)

Sapete che l'ora s'avvicina

in cui si mostra il tremendo fantasma.


CONTADINI

E vero, è vero.


RODOLFO

Qual fantasma?


TUTTI

È un mistero, un oggetto d'orror!


RODOLFO

Follie!


CONTADINI

Che dite? Se sapeste, signor...


RODOLFO

Narrate.


CONTADINI

Udite.


A fosco cielo, a notte bruna,

Al fioco raggio d'incerta luna,

Al cupo suono di tuon lontano

Dal colle al pian un'ombra appar.

In bianco avvolta lenzuol cadente,

Col crin disciolto, con occhio ardente,

Qual densa nebbia dal vento mossa,

Avanza, ingrossa, immensa par.


RODOLFO

Ve la dipinge, ve la figura

La vostra cieca credulità.


AMINA E TERESA

Ah! non è fola, non è paura...

... ciascun la vide: è verità.


ELVINO

In verità!


CONTADINI

Dovunque inoltra a passo lento,

Silenzio regna che fa spavento;

Non spira fiato, non move stelo;

Quasi per gelo il rio si sta.

I cani stessi accovacciati,

Abbassan gli occhi, non han latrati.

Sol tratto, tratto da valle fonda

La Strige immonda urlando va.


AMINA, LISA, TERESA, ELVINO

È verità!


RODOLFO

Credulità.


CONTADINI

I cani stessi...

.

RODOLFO

Vorrei vederla,


LISA, TERESA, AMINA ELVINO

Il ciel vi guardi!


RODOLFO

o tosto o tardi...


AMINA, ELVINO

Saria soverchia temerità, saria.


RODOLFO

...Vorrei vederla,

scoprir che fa. ecc.



CONTADINI

... accovacciati, accovacciati,

abbassan gli occhi, non han latrati.


AMINA, LISA, TERESA, ELVINO

Dal ricercarla il ciel vi guardi!

Saria soverchia temerità.


RODOLFO

... o tosto o tardi, ecc.



CONTADINI

Sol tratto, tratto da valle fonda

la strige immonda urlando va,

urlando va.


RODOLFO

... scoprir che fa, ecc.


TUTTI

Vi guardi il ciel! ecc.



RODOLFO

Basta così.

Ciascuno si attenga al suo parer.

Verrà stagione che di siffatte larve

Fia purgato il villaggio.


TERESA

Il ciel lo voglia!

Questo, o signore, è universal desìo.


RODOLFO

Ma del viaggio mio riposarmi vorrei,

se mel concede La mia bella albergatrice.


TUTTI

Buon riposo, signor... Notte felice.


RODOLFO

(Ad Amina)

Addio, gentil fanciulla;

Fino a domani addio...

T'ami il tuo sposo

Come amarti io saprei.


ELVINO

(con dispetto)

Nessun mi vince

In professarle amore...


RODOLFO

Felice te se ne possedi il core!


(Parte con Lisa; il contadini si disperde,

ad eccezione di Amina e Elvino)


AMINA

Elvino!... E me tu lasci Senza un tenero addio?


ELVINO

(con ironia)

Dallo straniero ben tenero l'avesti.


AMINA

È ver: commosso in lasciarmi ei sembrò.

Da quel sembiante ottimo cor traspare...


ELVINO

E cor d'amante.


AMINA

Parli tu il vero o scherzi?...


(con voce tremante)


Qual sorge dubbio in te?


ELVINO

T'infingi invano.

Ei ti stringea la mano,

Ei ti facea carezze...


AMINA

Ebben...


ELVINO

Discare non t'eran esse,

e ad ogni sua parola s'incontravano

i tuoi negli occhi suoi.


AMINA

(con pena)

Ingrato!

e dir mel puoi?...

Occhi non ho né core fuor che per te.

Non ti giurai mia fede?

Non ho l'anello tuo?


ELVINO

(qualcosa svergognato )

Sì..


AMINA

Non t'adoro?

Il mio ben non sei tu?


ELVINO

Sì, ma...


AMINA

Prosegui... Saresti tu geloso?


ELVINO

Ah! sì, lo sono...


AMINA

Di chi?


ELVINO

Di tutti.


AMINA

Ingiusto cor!


ELVINO

Perdono!


Son geloso del zefiro errante

Che ti scherza col crine, col velo;

Fin del sol che ti mira dal cielo,

Fin del rivo che specchio ti fa.


AMINA

Son, mio bene, del zefiro amante,

Perché ad esso il tuo nome confido;

Amo il sol, perché teco il divido,

Amo il rio, perché l'onda ti dà.

Amo il sol, ecc



ELVINO

Ah! perdona all'amore il sospetto!


AMINA

Ah! per sempre....

...Ah! per sempre sgombrarlo dei tu.


ELVINO

Sì, per sempre.


AMINA

E il prometti?


ELVINO

Il prometto.


AMINA

Mai più dubbi?


ELVINO

Mai più dubbi.


AMINA

Timori mai più?


ELVINO

Timori mai più.


AMINA

Ah!


ELVINO

Ah! Mio bene!


AMINA

Mio bene!


AMINA ED ELVINO

Ah!!! sì mio bene!

Ah! costante nel tuo, nel mio seno

Sia la fede (rip) che amore avvalora!

E sembiante a mattino sereno

Per noi sempre la vita sarà.

Mio bene!

E sembiante a sereno mattino

per noi sempre la vita sarà, ecc.



(Si allontanano.)


AMINA

(sempre con crescente tenerezza)

Mio caro, addio!


ELVINO

Mia cara, addio!


(Si avvicinano.)


A me pensa.


AMINA

E tu ancora.


AMINA ED ELVINO

(abbracciandosi)

Pur nel sonno il mio cor ti vedrà. ecc.

Addio

Pur nel sonno ecc

Addio! Addio!


(Partono .)


Scena Seconda



(Stanza nell'osteria. Di fronte una finestra:

da un lato porta d'ingresso: dall'altro un

gabinetto. Avvi un sofà, un tavolino e un

letto grande ed ampio. Rodolfo è solo;

Lisa entra poi)




RODOLFO

Davver, non mi dispiace

D'essermi qui fermato:

il luogo è ameno, l'aria eccellente,

gli uomini cortesi, amabili le donne

oltre ogni cosa.

Quella giovine sposa È assai leggiadra...

E quella ostessa? È un po' ritrosa,

ma mi piace anch'essa.


(Si bussa alla porta)


Eccola: avanti, avanti,

Mia bella albergatrice.


LISA

(Entrando)

Ad informarmi Veniva io stessa

se l'appartamento va a genio al signor Conte.


RODOLFO

Al signor Conte!


(Fra sè)


Diamine! son conosciuto!


LISA

Perdonate, Ma il Sindaco lo accerta,

e a farvi festa

Tutto il villaggio aduna.

Io ringrazio fortuna

Che a me prima di tutti ha conceduto

Il favor di offrirvi il mio rispetto.


RODOLFO

Nelle belle mi piace un altro affetto.

E tu sei bella, o Lisa, bella davvero...


LISA

Oh! il signor Conte scherza.


RODOLFO

No, non ischerzo:

e questi furbi occhietti

Quanti cori han sorpresi e ammaliati?


LISA

No, non conosco finora innamorati.


RODOLFO

Tu menti, o bricconcella.

Io ne conosco...


LISA

(avvicinandosi)

Ed è?...


RODOLFO

Se quel foss'io, che diresti, o carina?


LISA

Io... che direi?...

Signor... nol crederei.

In me non è beltà degna di tanto...

Un merito ho soltanto:

Quello di un cor sincero.


RODOLFO

E questo è molto


(Strepito alla finestra.)


Ma qual rumore ascolto?


LISA

(A parte)

Mal venga all'importuno!


RODOLFO

Donde provien?


LISA

Che non mi vegga alcuno.


(Fugge e nella fretta perde il fazzoletto;

Rodolfo lo raccoglie e lo getta sul sofà.

Si spalanca la finestra. Comparisce Amina:

è coperta di una semplice veste bianca. Ella

dorme: è sonnambula; e s'avanza lentamente

in mezzo alla stanza.
)


RODOLFO

Che veggio?

Saria questo il notturno fantasma?

Ah! non m'inganno...

Quest'è la villanella

Che dianzi agli occhi miei parve sì bella.


AMINA

Elvino!... Elvino!...


RODOLFO

Dorme.


AMINA

Non rispondi?


RODOLFO

È sonnambula.


AMINA

(con sorriso scherzoso)

Geloso Saresti ancora dello straniero?

Ah parla!...  Sei tu geloso?


RODOLFO

Deggio destarla?


AMINA

(con pena)

Ingrato! a me t'appressa...

Amo te solo, il sai...


RODOLFO

Destisi.


AMINA

(tenera)

Prendi... La man ti stendo...

un bacio imprimi in essa,

Pegno di pace.


RODOLFO

(cambiando dell'opinione)

Ah! non si desti...

Alcun a turbarmi non venga

in tal momento.


(Rodolfo va a chiudere la finestra.)


LISA

(dal gabinetto)

Amina!... O traditrice!


(Parte non veduta. -

L'aspetto di Amina mostrasi lieto.)


RODOLFO

(correndo ad Amina, si arresta)

Oh ciel!... che tento?


AMINA

(sogna il momento della cerimonia)

Oh come lieto il popolo

Che al tempio ne fa scorta!


RODOLFO

In sogno ancor quell'anima

È nel suo bene assorta.


AMINA

Ardon le sacre tede.


RODOLFO

Essa all'altar si crede!


AMINA

Oh madre mia, m'aita;

Non mi sostiene il piè!


RODOLFO

No, non sarai tradita,

Alma gentil, da me.


AMINA

Oh madre mia! Oh madre mia!...


RODOLFO

No, no, da me No, no, da me...


AMINA

Ah! Deh! m'aita,

ah! Deh! Oh, madre mia...

Non mi sostiene il piè.


RODOLFO

... ah nol sarai da me!


(Amina sogna che il sacro ministro

le domanda il giuramento d'amore. -

Amina alza la destra.)


AMINA

Cielo, al mio sposo io giuro

Eterna fede e amor!


RODOLFO

Giglio innocente e puro,

Conserva il tuo candor!


AMINA

Elvino!... alfin sei mio!


RODOLFO

Fugassi.


AMINA

Elvino!... già tua son io.


RODOLFO

Ah se...


AMINA

Abbracciami. Oh! contento

Che non si può spiegar!


RODOLFO

...più resto, io sento

La mia virtù mancar.


AMINA

Oh! Contento ecc



RODOLFO

... già sento

la mia virtù mancar.


AMINA

Elvino!... Abbracciami.

Alfin sei mio, alfin sei mio


(Rodolfo va per uscire dalla porta:

ode rumore di gente; parte per la

finestra donde è venuta Amina, e la

chiude. Ella, sempre dormendo,

si corica sul sofà.)


CONTADINI

(di dentro)

Osservate. L'uscio è aperto.

Senza strepito inoltriam.

Tutto tace: ei dorme certo.

Lo destiam, o nol destiam?

Perché no? ci vuol coraggio.

Presentarsi, o uscir di qua.

Dell'ossequio del villaggio

Malcontento ei non sarà.

Dell'ossequio del villaggio, ecc.

Avanziam.


(Entrano i contadini)


Ve', ve'! mirate,

A dormir colà s'è messo.

Appressiam.


(Si accorgono di Amina,

e tornano indietro.)


Ah! fermate:

Non è desso, non è desso, no.

Al vestito, alla figura,

È una donna... donna, sì.


(reprimendo le risa)


È bizzarra l'avventura.

è bizzarra, è bizzarra.

Una donna, Una donna!

Come entrò? che mai fa qui?


ELVINO

(di dentro)

E menzogna.


CONTADINI

Alcun s'appressa.


(Lisa, Elvino e Teresa entrano

di corsa
)


LISA

(Ad Elvino, additando Amina)

Mira e credi agli occhi tuoi.


ELVINO

(Seguendo Lisa)

Cielo! Amina!


TERESA E CONTADINI

(Entrano)

Amina! dessa!


AMINA

(svegliandosi)

Dove son?... chi siete voi?


(vedendo Elvino)


Ah! mio bene!


(Corre a lui.)


ELVINO

(respingendola)

Va'! traditrice!...


AMINA

Io!!...


ELVINO

Ti scosta.


AMINA

Oh! me infelice!

Che feci io mai?


ELVINO

E ancor lo chiedi?...


CONTADINI

Dove sei tu ben lo vedi.


AMINA

Qui!... perché?... chi mi v'ha spinta?...


ELVINO

(con rabbia concentrata)

Il tuo core ingannator.


AMINA

(si getta nelle braccia della madre)

Madre! oh! madre!


(Teresa si copre il volto colle mani)



ELVINO

Va, va, spergiura!


LISA E CONTADINI

Ah! sei convinta!


AMINA

Oh! me infelice! Che feci io mai?

Oh mio dolor!

D'un pensiero e d'un accento

Rea non son, rea non son

né il fui giammai.

Ah! se fede in me non hai,

Mal rispondi a tanto amor.


ELVINO

Voglia il cielo che il duol ch'io sento

Tu provar, tu provar non debba mai!


(Disperato)


Ah! tel mostri s'io t'amai (rip)

Questo pianto del mio cor.


AMINA

Ah mel credi, ah! rea non sono.

Mel credi, rea non sono

nè il fui giammai,

Ah! Se fede in me non hai

mal rispondi a tanto amor.


CONTADINI

(ad Amina)

Il tuo nero tradimento

è palese e chiaro assai.


ELVINO

Traditrice! Da me ti scosta!

Spergiura!


AMINA

Ah, mel credi! Ah, rea non sono!

Sventurata!


LISA

(Ad Amina)

Il tuo nero tradimento

è palese e chiaro assai.


TERESA

(difendendo Amina)

Deh! l'udite un sol momento:

Il rigor eccede omai.


CONTADINI

In qual cor,

in qual cor più, ah!...


ELVINO

Ah, tel dica se io t'amai

questo pianto del mio core, ecc.


LISA, TERESA

In qual cor fidar più mai,

se quel cor fu mentitor? ecc.


CONTADINI

... se quel cor, se quel cor fu

mentitor?


ELVINO

Voglia il cielo,

voglia il cielo che il mio tormento

tu provar,

tu provar non debba mai!

Ah, tel dica s'io t'amai

questo pianto

questo pianto del mio core, ecc.



AMINA

Ah, se fede non hai, in me non hai,

mal rispondi a tanto amor, ecc.


LISA, TERESA

In qual cor fidar più mai, ecc.


CONTADINI

Il tuo nero tradimento,


(In questo frattempo, Teresa ha raccolto

sul sofà il fazzoletto di Lisa, e lo ha posto

al collo di Amina.)




AMINA

D'un pensiero, d'un pensiero,

d'un accento rea non sono,

rea non sono nè il fui giammai, ecc.

Ah! Se fede non hai, in me non hai,

ah se fede in me non hai,

mal rispondi a tanto amor, ecc.

Ah!


ELVINO

Voglia il cielo,

voglia il ciel che il mio tormento

tu provar, tu provar non debba mai!

Ah! tel dica s'io t'amai,

questo pianto, questo pianto del mio cor, ecc.


LISA, TERESA

In qual cor fidar più mai, ecc.


CONTADINI

....È palese, ecc.


ELVINO

Non più nozze.


CONTADINI

Non più nozze.


ELVINO

Sconoscente, io t'abbandono...


AMINA

Oh! crudo istante!

Deh! m'udite! Deh! m'udite!

io rea non son, non son,

Nume amico all'innocenza,

svela tu la verità.


ELVINO

Va!

La tua voce orror mi fa.

Togli a me, sì, la tua presenza:

La tua voce orror mi fa.


TERESA

Se favor nessun t'ottiene,

questo seno chiuso a te non resterà,

sventurata, il sen materno

chiuso a te, no, non resterà, ecc.


LISA, ALESSIO, CONTADINI

Non più imene:

sprezzo, infamia a lei conviene.

Di noi tutti all'odio eterno,

al rossore la rea vivrà.


AMINA

Deh! M'ascolta...


ELVINO

Sconoscente!


AMINA

... io rea non sono.


ELVINO

Ingrato core!


AMINA ED ELVINO

Non è questa, ingrato core,

Non è questa la mercede

Ch'io sperai per tanto amore,

Che aspettai per tanta fede...

Ah! m'hai tolta in un momento

Ogni speme di contento...

Ah! penosa rimembranza

Sol di te mi resterà.

Ah! penosa rimembranza

sì!


AMINA

Ingrato! Ingrato!


ELVINO

Va! Va!

Non è questa, ingrato core, ecc.


TERESA

In qual cor più fidar

se quel cor fu mentitor?

Se favor nessuno t'ottiene, ecc.

No, no, sventurata,

il sen materno al men ti resterà.

In qual cor più fidar, ecc.

Ah, sfortunata,

questo sen ti resterà.

Vieni, sventurata, il sen materno

ti resterà, ecc.


LISA, ALESSIO E CONTADINI

In qual cor, ecc.

Di noi tutti all'odio eterno,

al rossor la rea vivrà.

In qual cor più fidar, ecc.

No, non più nozze, non più imene:

sprezzo, infamia a lei conviene,

all'odio eterno, al rossor

al rossor, la rea vivrà, ecc.


AMINA

Ah! Madre mia, pietà, pietà, ecc.


TERESA

Ah! Vieni a me,

ah, vieni a me, ecc.


LISA, ELVINO, CONTADINI

Ingrata, va, ingrata, va, ecc.


(Tutti escono minacciando Amina:

ella cade fra le braccia di Teresa.)


ATTO SECONDO



(Boscaglia).


Scena Prima.


(Un gruppo dei contadini, sulla via

pel castello, si ferma sul sentiero
).


CONTADINI

Qui la selva è più folta ed ombrosa.

Qui posiamo vicini al ruscello.

Lunga ancora, scoscesa, sassosa

È la via che conduce al castello.

Sempre tempo per giungere avremo,

Pria che sorga dal letto il signore.

Riflettiam! Riflettiam!

Quando, quando giunti saremo,

Che direm per toccare il suo cor?...


Eccellenza!... direm con coraggio...

Signor Conte... la povera Amina

Era dianzi l'onor del villaggio,

Il desìo d'ogni villa vicina,

D'ogni villa era dianzi l'onor.

Ad un tratto è trovata dormente

Nella stanza che voi ricettò...

Difendetela, s'ella è innocente,

Aiutatela, s'ella fallò.

A tai detti, a siffatti argomenti...

Ei si mostra commosso, convinto:

Noi preghiamo, insistiam riverenti...

Ei ci affida, ei promette,

abbiam vinto!...

Consolati al villaggio torniamo:

In due passi, in due salti siam qua.

Consolati (ecc.) Sì! Sì!

Alla prova!... da bravi! partiamo...

La meschina protetta sarà, ecc.


(Partono.)


AMINA

(entrando, molto abbassata, con Teresa)

Reggimi, o buona madre;

a mio sostegno sola rimani tu.


TERESA

Fa' core.

Il Conte dalle lagrime tue

sarà commosso. Andiamo...


AMINA

Ah! no... non posso:

Il cor mi manca e il piè.

Vedi? Siam noi presso il poder d'Elvino.

Oh! quante volte sedemmo insieme

di questi faggi all'ombra,

Al mormorar del rio!

L'aura che spira Dei giuramenti nostri

anco risuona...

Gli obliò quel crudele!

ei m'abbandona!


TERESA

Esser non puote, il credi,

Ch'ei più non t'ami.

Afflitto è forse anch'esso,

Afflitto al par di te...

Miralo: ei viene,

Solitario e pensoso...


AMINA

A lui mi ascondi...

rimaner non oso.


Vedi, o madre...

è afflitto e mesto...

Forse... ah! forse ei m'ama ancor.


ELVINO

(Non vedendo le due donne)

Tutto è sciolto:

Più per me non v'ha conforto.

Il mio cor per sempre è morto

Alla gioia ed all'amor.


AMINA

(si avvicina ad Elvino)

M'odi, Elvino...


ELVINO

(si scuote)

Tu... e tant'osi?...


AMINA

Deh!... ti calma...


ELVINO

Va'! spergiura!


AMINA

Credi...

Colpa alcuna in me non è.


ELVINO

Tu m'hai tolto ogni conforto.


AMINA

Sono innocente.


ELVINO

Va!...


AMINA

Io tel giuro...


ELVINO

Va!...


AMINA

... Colpa alcuna in me non è.


ELVINO

ingrata!


(amaramente)


Pasci il guardo e appaga l'alma

Dell'eccesso de' miei mali:

ah, il più triste de' mortali

Sono, o cruda, e il son per te.

Pasci il guardo, o cruda,

e appaga l'alma, ecc.


VOCI  DEI CONTADINI

(si intendono le proprie voci fuori della scena)

Viva il Conte!


ELVINO

(per uscire)

Il Conte!


AMINA

Ah! t'arresta.


ELVINO

No: si fugga.


AMINA

Per pietade! 



ELVINO

Va'! mi lascia.


CONTADINI

(entrano in scena molto felici)

Buone nuove!

Dice il Conte ch'ella è onesta,

sì, che è innocente, che è innocente,

e a noi già move.


ELVINO

Egli! oh! rabbia!


AMINA, TERESA E CONTADINI

Ah! placa l'ira...


ELVINO

Ebben: si fugga.


CONTADINI

Dice il Conte...


AMINA, TERESA

No; T'arresta


ELVINO

L'ira mia più fren non ha.


CONTADINI

... ch'ella è onesta...

... ch'è innocente...


AMINA, TERESA

Ah! Per pietà!


ELVINO

(Le toglie l'anello ad Amina.)

Va, spergiura!


CONTADINI

... e a noi già vien, ecc.


AMINA

(piangendo)

Ah! il mio anello... oh! madre!...


(Teresa sostiene Amina quasi spirante.)


CONTADINI

(ad Elvino)

Mira!... Mira!

A tal colpo morirà. Crudel!


ELVINO

(si presenta ad Amina vivamente commosso)

Ah! perché non posso odiarti,

Infedel, com'io vorrei!

Ah! del tutto ancor non sei

cancellata, cancellata dal mio cor.

Possa un altro, ah! possa amarti

Qual t'amò quest'infelice!

Altro voto, o traditrice,

Ah! Non temer,

Non temer dal mio dolor, ecc.


CONTADINI

Ah! crudel, pria di lasciarla,

Vedi il Conte, al Conte parla.

Ei di rendere è capace

A te pace, a lei l'onor, ecc...

... a lei l'onore.


ELVINO

Non v'ha conforto!

... Ah! Perchè non posso odiarti, ecc.


CONTADINI

Ah! Crudel, pria di lasciarla, ecc.


ELVINO

Ah, perchè non posso odiarti, ecc.


CONTADINI

Ei di rendere è capace

a te pace, a lei l'onor...


ELVINO

Ah! Perchè non poso odiarti,

infedel, com'io vorrei,

cancellata dal mio cor...

... sì, dal mio cor, ecc.



CONTADINI

... a te renderà e a lei l'onor, ecc.


(Elvino parte disperato. -

Teresa tragge seco Amina da un'altra parte.)




Scena Seconda



(Villaggio come nell'Atto primo.

In fondo al Teatro si scorge il mulino di

Teresa: un torrente ne fa girare la ruota.
)


LISA

(Ad Alessio)

Lasciami: aver compreso assai dovresti

che mi sei noioso.


ALESSIO

Non isperar che sposo Elvin ti sia.

Dell'onestà d'Amina

Sarà convinto in breve, e allora...


LISA

E allora tu mi sarai

più rincrescioso ancora.


ALESSIO

Deh! Lisa, per pietà... cambia consiglio,

Non mi trattar così.

Che far d'un uomo che ti sposa

soltanto per dispetto?


LISA

Mi è più caro d'un sciocco,

io te l'ho detto.


ALESSIO

No, non lo sposerai.

Porrò sossopra tutto il villaggio:

invocherò del Conte l'autorità,

pria ch'io sopporti in pace

D'esser da te schernito in questa guisa.


CONTADINI

(di dentro)

Lisa è la sposa.


LISA E ALESSIO

Che?...


CONTADINI

(di dentro)

La sposa è Lisa.


(sortendo)


(a Lisa)


A rallegrarci con te veniamo,

Di tua fortuna ci consoliamo.

A te fra poco, d'Amina in loco,

La man di sposo Elvin darà.


LISA

De' lieti auguri a voi son grata,

Con gioia io veggo che son amata;

De' lieti auguri, ecc.

E la memoria del vostro amore

Giammai dal cor non m'uscirà,

no, giammai, ah no, ecc.....


CONTADINI

La bella scelta...


ALESSIO

(fra sè, rattristato dalle notizie)

Qual uom

da tuono..


CONTADINI

... a tutti è cara...


LISA

... giammai dal core non m'uscirà...


ALESSIO

... colpito io sono, colpito io sono.


CONTADINI

Ciascun ti loda, t'esalta a gara,

Ognun ti prega prosperità. Ah! Sì


ALESSIO

Parole il labbro

trovar non sa ,

no, non sa.


LISA

... ah! No.

De' lieti auguri, ecc.


CONTADINI

Prosperità, ecc.



(Elvino entra)


LISA

(Ad Elvino)

E fia pur vero, Elvino,

Che alfin dell'amor tuo degna mi credi?


ELVINO

Sì, Lisa. Si rinnovi Il bel nodo di pria:

l'averlo sciolto

Perdona a un cor sedotto

Da mentita virtù.


LISA

Perdono tutto.

Ora che a me ritorni

Più non penso al passato: altro non veggo

Che il ridente avvenir che alfin mi aspetta.


ELVINO

(prendendo la mano a Lisa)

Vieni: tu, mia diletta, mia compagna sarai.

Il sacro rito già nel tempio si appresta.

Non si ritardi.


CONTADINI

Andiam.


RODOLFO

(entrando stretto)

Elvino, t'arresta.


LISA

(Fra sè)

Il Conte!


ALESSIO

(Fra sè, essendo tranquillizzato)

A tempo ei giunge.


RODOLFO

Ove t'affretti?


ELVINO

Al tempio.


RODOLFO

Odimi prima.

Degna d'amor, di stima

È Amina ancor: io della sua virtude,

Come de' pregi suoi,

Mallevador esser ti voglio.


ELVINO

Voi!! Signor!...

Signor Conte, agli occhi miei

Negar fede non poss'io.


RODOLFO

Ingannato, illuso sei:

Io ne impegno l'onor mio.


ELVINO

Nella stanza a voi serbata

Non la vidi addormentata?


RODOLFO

La vedesti, Amina ell'era...

Ma svegliata non v'entrò.


LISA, ELVINO E CONTADINI

Come dunque? In qual maniera?


RODOLFO

Tutti udite.


CONTADINI, LISA ED ELVINO

Udiamo un po'.


RODOLFO

V'han certuni che dormendo

Vanno intorno come desti,

Favellando, rispondendo

Come vengono richiesti,

E chiamati son sonnambuli

Dall'andar e dal dormir.


LISA E CONTADINI

E fia vero? e fia possibile?


RODOLFO

Un par mio non può mentir.


ELVINO

No, non fia: di tai pretesti

La cagione appien si vede.


RODOLFO

Sciagurato! e tu potresti

Dubitar della mia fede?


ELVINO

(senza badare a Rodolfo,

prende la mano di Lisa)


Vieni, o Lisa.


LISA

Andiam.


CONTADINI

Andiam.

A tai fole non crediamo.

No, non crediamo.

Un che dorme e che cammina!

No, non è, non si può dar.


TERESA

(Guardando dalla finestra del mulino)

Piano, amici; non gridate;

Dorme alfin la stanca Amina:

Ne ha bisogno, poverina,

Dopo tanto lagrimar...


CONTADINI

Sì, tacciamo, ah! sì, tacciam,

Tacciamo...


TERESA

... ne ha bisogno, ecc.


CONTADINI

Tacciamo, tacciamo.


TERESA

(spiegandosi ciò che succede)

Lisa! Elvino!... che vegg'io?

Dove andate in questa guisa?


LISA

A sposarci.


TERESA

Voi! gran Dio!

E la sposa... è Lisa?...


ELVINO

È Lisa.


LISA

Sì, e lo merto: io non fui colta

Sola mai, di notte in volta;

Né trovata io fui rinchiusa

Nella stanza di un signor.


TERESA

Menzognera! a questa accusa

Più non freno il mio furor.


(Facendo vedere il fazzoletto di Lisa)


Questo vel fu rinvenuto

Nella stanza del signore.


CONTADINI

Di chi è mai?... chi l'ha perduto?


TERESA

(accennando Lisa)

Ve lo dica il suo rossore.


(Elvino lascia la mano di Lisa mortificato.)


ELVINO E CONTADINI

Lisa!


TERESA

Lisa!.

Il signor Conte mi smentisca se lo può.


LISA

(Fra sè, svergognata)

Io non oso alzar la fronte!


CONTADINI

Che pensar, che dir non so.


ELVINO

(da sé, molto dolente)

Lisa mendace anch'essa!

Rea dell'istesso errore!

Spento è nel mondo amore,

Più fe', più onor, (rip)

no, no non v'ha.


TERESA

(da sé)

In quella fronte impressa...

...Chiara è la colpa e certa.

Soffra: pietà non merta

Chi altrui negò (rip) negò pietà.


ELVINO

Rea dell'istesso errore, ecc.


LISA

(da sé)

Cielo! a tal colpo oppressa,


ELVINO

Rea, mendace anch'essa.


LISA

... voce non trovo e tremo.

Quanto al mio scorno estremo

La mia rival godrà!


TERESA

Chiara è la colpa e certa, ecc.


ELVINO

Più fè, più onor non v'ha, ecc....

... no, no, non v'ha!


TERESA, RODOLFO

In quella fronte ecc.


LISA

Voce non trovo, e tremo, ecc.


ELVINO

Mendace anch'essa, ecc.


TERESA, RODOLFO

... chiara è la colpa e certa, ecc.


LISA

... la mia rival godrà, ah godrà,

ah quanto, ah quanto ne godrà, ecc.


ELVINO

... più fè, più onor non v'ha, ecc.


TERESA, RODOLFO

... chi altrui negò pietà, ecc.


ALESSIO E CONTADINI

Ah, che pensar, pensar non so...


ELVINO

(a Rodolfo)

Signor?... che creder deggio?

Ella pur mi tradì!


RODOLFO

Quel ch'io ne pensi

Manifestar non vo'. Sol ti ripeto,

Sol ti sostengo, che innocente è Amina,

Che la stessa virtù offendi in essa.


ELVINO

Chi fia che il provi?


RODOLFO

Chi? Mira: ella stessa.


(Amina esce da una finestra del mulino;

ella passeggia, dormendo, sull'orlo del tetto.

Sotto di lei la ruota del mulino che gira

velocemente, minaccia di frangerla se

pone un piede in fallo. Tutti si volgono

a lei spaventati. Elvino è trattenuto

da Rodolfo
)


CONTADINI

Ah!


RODOLFO

Silenzio: un sol passo,

Un sol grido l'uccide.


TERESA

Oh figlia!


ELVINO

Oh Amina!


(Tutti con voce repressa finché

non si svegli Amina)


CONTADINI

Scende...


TUTTI

Bontà divina,

Guida l'errante pie'!


(Amina giunge presso alla ruota camminando

sopra una trave mezzo fradicia che

piega sotto di lei.)


Trema... vacilla...


(Si spezza la trave sotto il piede di Amina.)


Ahimè!...


(Amina si rimette e giunge sulla riva)


RODOLFO

Coraggio... è salva!


TUTTI

È salva!...


(Amina, dormendo,  si avanza in mezzo al palco.

Silenzio universale.)




AMINA

Oh!... se una volta sola rivederlo io potessi,

anzi che all'ara Altra sposa ei guidasse!...


RODOLFO

(ad Elvino)

Odi?


TERESA

A te pensa,

Parla di te.


AMINA

Vana speranza!...

Io sento suonar la sacra squilla...

Al tempio ei move...

Ah! l'ho perduto...

e pur... rea non son io.


CONTADINI

Tenero cor!


AMINA

(inginocchiandosi)

Gran Dio, Non mirar il mio pianto:

io gliel perdono.

Quanto infelice io sono Felice ei sia...

Questa d'un cor che more è l'ultima preghiera...

Ah sì... Questa d'un cor, ecc.


CONTADINI

Oh detti! oh amore!


AMINA

(si guarda la mano come

cercando l'anello di Elvino)


L'anello mio... l'anello...

Ei me l'ha tolto...

Ma non può rapirmi

L'immagin sua...

Sculta... ella è qui, qui... nel petto.


(Si toglie dal seno i fiori ricevuti da Elvino.)


Né te d'eterno affetto

Tenero pegno, o fior...

né te perdei...

Ancor ti bacio...ancor ti bacio

ma... inaridito sei.

Ah! non credea mirarti

Sì presto estinto, o fiore;

Passasti al par d'amore,

Che un giorno sol durò.

Che un giorno sol, ah sol durò.


(Piange sui fiori.)


ELVINO

Io più non reggo...


AMINA

Passasti al par d'amore...


ELVINO

...Più non reggo a tanto duolo.


AMINA

...Che un giorno, che un giorno sol durò.

Potria novel vigore

Il pianto mio recarti...

Ma ravvivar l'amore

Il pianto mio, ah no, no  non può.

Ah non credea, ...

Passasti al par d'amor, ecc.


ELVINO

No, più non reggo.


AMINA

E s'egli a me tornasse!...

Oh! torna, Elvino.


RODOLFO

(ad Elvino)

Seconda il suo pensier.


AMINA

A me t'appressi? Oh gioia!

L'anello mio mi rechi?


RODOLFO

(ad Elvino)

A lei lo rendi.


(Elvino rimette l'anello ad Amina.)


AMINA

Ancor son tua: tu sempre mio... M'abbraccia,


(Rodolfo fa avvicinare Teresa ad Amina.)


Tenera madre... io son felice appieno!


(Elvino è prostrato ai piedi di Amina,

e Teresa l'abbraccia.)


RODOLFO

De' suoi diletti in seno

Ella si desti.


CONTADINI

Viva Amina! Viva ancor!


AMINA

(svegliandosi)

Oh! ciel! ...

Ove son io?... che veggo?...


(Si copre gli occhi.)


Ah! per pietà, Non mi svegliate voi!


ELVINO

(Ad Amina, con gran passione)

No: tu non dormi...

Il tuo sposo, il tuo amante è a te vicino.


AMINA

Oh! gioia!... oh! gioia!...

io ti ritrovo, Elvino!


TERESA, ELVINO, RODOLFO,

ALESSIO E CONTADINI


Vanne al tempio,

Innocente e a noi più cara,

Bella più del tuo soffrire,

Vieni al tempio e a pie' dell'ara

Incominci il tuo gioir.

Ah! Vanne al tempio, vanne, vanne!


AMINA

Ah! non giunge uman pensiero

Al contento ond'io son piena:

A' miei sensi io credo appena;

Tu m'affida, o mio tesor.

Ah mi abbraccia, e sempre insieme

Sempre uniti in una speme,

Della terra in cui viviamo

Ci formiamo un ciel d'amor.


CONTADINI

Vieni, vieni, vieni al tempio

e ad piè dell'ara...

Ah, vieni al tempio...

Innocente, e a noi più cara,

bella più del tuo soffrir,

vieni!


AMINA

Ah! Sì!

Ah, non giunge uman pensiero

Al contento ond'io son piena:

A' miei sensi io credo appena;

Tu m'affida, o mio tesor.

Ah mi abbraccia, e sempre insieme

Sempre uniti in una speme,

ah, della terra in cui viviamo

Ci formiamo un ciel d'amor! ecc.

 
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