Demetrio e Polibio
Gioacchino Rossini
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Operní milostné drama ve dvou aktech, libreto napsala Vincenzina Vigano Mombelli podle "Demetria"Pietra Metastasia.
Premiéra opery, kterou autor složil ve svých čtrnácti letech, se konala v Římě v Teatro Valle 18.5.1812.
Osoby a obsazení:
Demetrio/Eumene (tenor) Král syrský - Domenico Mombelli (manžel libretistky)
Polibio (bas) Král Partheru - Ludovico Olivieri
Lisinga (soprán) dcera Polibia - Maria Ester Mombelli
Demetrio/Siveno (konraalt) syn Demetria - Anna Mombelli
LIBRETO
Atto primo
Sala di udienza con trono da un lato.
Scena prima
Grandi del regno, guardie, Polibio e Siveno a’ suoi piedi
Polibio
Mio figlio non sei,
pur figlio ti chiamo,
lo merti, lo bramo
chiamarti cosi!
Grandi del regno, guardie, Polibio e Siveno a’ suoi piedi
Polibio
Mio figlio non sei,
pur figlio ti chiamo,
lo merti, lo bramo
chiamarti cosi!
Siveno
Son grato al tuo dono:
rammento chi sono,
son figlio infelice,
che vive per te.
Son grato al tuo dono:
rammento chi sono,
son figlio infelice,
che vive per te.
Polibio
Sostegno sarai
del regno e di me.
Sostegno sarai
del regno e di me.
Siveno
Se fido ti amai
lo sai, o mio Re.
Se fido ti amai
lo sai, o mio Re.
Polibio
Ti stringo al mio seno.
Ti stringo al mio seno.
Siveno e Polibio
Laccio si caro,
nodo si forte
la sola morte
scioglier potra.
Laccio si caro,
nodo si forte
la sola morte
scioglier potra.
Polibio
Vanne al tempio, o Siveno, e la m’attendi!
Sospiro il dolce istante
di darti del mio amor pegno verace.
Oggi vuo’ che Lisinga
d’indissolubil nodo a te si stringa.
Vanne al tempio, o Siveno, e la m’attendi!
Sospiro il dolce istante
di darti del mio amor pegno verace.
Oggi vuo’ che Lisinga
d’indissolubil nodo a te si stringa.
Siveno
Oh gioia! oh dolce di! Signor, concedi...
Oh gioia! oh dolce di! Signor, concedi...
Polibio
Alzati, appien m’e nota
l’indole del tuo cor con pari affetto
costante a te sara questo mio petto.
Alzati, appien m’e nota
l’indole del tuo cor con pari affetto
costante a te sara questo mio petto.
Siveno
Pien di contento in seno
men volo al caro oggetto,
per te felice appieno
questo mio cor sara.
Che gioia, che momento!
Il cor brillar mi sento,
di piu bramar non so.
(parte)
Pien di contento in seno
men volo al caro oggetto,
per te felice appieno
questo mio cor sara.
Che gioia, che momento!
Il cor brillar mi sento,
di piu bramar non so.
(parte)
Scena seconda
Al suono di bellicosa marcia, Eumene si avanza con doni e seguito; Polibio sale sul trono circondato da’ suoi;
un Parto situa il sedile per l’ ambasciatore
Eumene
Il monarca di Siria al Re de’ Parti
invia salute e pace,
e pegno d’amistade in questi doni.
Da me suo messaggiero
tu non sdegnarli, o Sire,
e fa’ del mio signor pago il desire.
Polibio
E perché meco
si generoso il tuo signor? qual merto?...
E perché meco
si generoso il tuo signor? qual merto?...
Eumene
E a chi noto non e del Re de’ Siri
il magnanimo cor? E a te il dovea
piu che ad altri mostrar.
E a chi noto non e del Re de’ Siri
il magnanimo cor? E a te il dovea
piu che ad altri mostrar.
Polibio
E perché mai?
E perché mai?
Eumene
Per l’alto tuo valor, per tue virtudi,
perché da te brama tal cosa, o Sire,
che gli sta a cuore assai;
né sorprender ti dei;
ma i doni accogli, e ascolta i detti miei.
(siede)
Per l’alto tuo valor, per tue virtudi,
perché da te brama tal cosa, o Sire,
che gli sta a cuore assai;
né sorprender ti dei;
ma i doni accogli, e ascolta i detti miei.
(siede)
Polibio
Parla.
Parla.
Eumene
Nella tua reggia
dell’estinto Minteo trovasi il figlio...
Nella tua reggia
dell’estinto Minteo trovasi il figlio...
Polibio
E che percio?
E che percio?
Eumene
Quel giovinetto
troppo caro e al mio Re; di quel Minteo,
che fin che visse fu delizia sua,
Siveno e figlio, e dell’amato vecchio
questa sola memoria a lui rimane,
e a te coi preghi il chiede.
Quel giovinetto
troppo caro e al mio Re; di quel Minteo,
che fin che visse fu delizia sua,
Siveno e figlio, e dell’amato vecchio
questa sola memoria a lui rimane,
e a te coi preghi il chiede.
Polibio
Egli chiede Siven? vana lusinga;
io troppo l’amo, e del mio amore in pegno
porre lo vuo’ di questo trono a parte,
né sara mai ch’io veggia
allontanar Siven da questa reggia.
Egli chiede Siven? vana lusinga;
io troppo l’amo, e del mio amore in pegno
porre lo vuo’ di questo trono a parte,
né sara mai ch’io veggia
allontanar Siven da questa reggia.
Eumene
Ma rifletti che neghi al Re di Siria,
che il mio sovran possente
cio che ottener non puo con dolci inchieste
egli avra colla forza e col suo brando.
Ma rifletti che neghi al Re di Siria,
che il mio sovran possente
cio che ottener non puo con dolci inchieste
egli avra colla forza e col suo brando.
Polibio
Sia pur possente d’armi
il Re de’ Siri; quel de’ Parti ha petto
che non trema a’ perigli
quando il diritto il mova;
ei crede suo Siven, te ingiusto crede.
Sia pur possente d’armi
il Re de’ Siri; quel de’ Parti ha petto
che non trema a’ perigli
quando il diritto il mova;
ei crede suo Siven, te ingiusto crede.
Eumene
E non ebbe Siven forse i natali
del mio Re nella reggia?
E non ebbe Siven forse i natali
del mio Re nella reggia?
Polibio
E nudrito, ed istrutto
non venne poi nella mio corte?
E nudrito, ed istrutto
non venne poi nella mio corte?
Eumene
(alzandosi)
Dunque?
(alzandosi)
Dunque?
Polibio
(alzandosi)
Dunque Siven non cedo;
queste porta al tuo Re libere note,
faccia poi cio che piu gli aggrada e puote.
(alzandosi)
Dunque Siven non cedo;
queste porta al tuo Re libere note,
faccia poi cio che piu gli aggrada e puote.
Eumene
Pensaci, o Sire, e guarda
che non t’abbia a pentir...
Pensaci, o Sire, e guarda
che non t’abbia a pentir...
Polibio
(scende dal trono)
Ti accheta, audace;
E che? dovro pentirmi
di mia ragion che si m’assiste e giova?
(scende dal trono)
Ti accheta, audace;
E che? dovro pentirmi
di mia ragion che si m’assiste e giova?
Eumene
Non assiste ragion i sensi tuoi,
ma ben chiami ragion cio che tu vuoi.
Non assiste ragion i sensi tuoi,
ma ben chiami ragion cio che tu vuoi.
Polibio
Non cimentar lo sdegno,
che accendi nel mio petto
(tutto mi fa sospetto)
Vanne, ritorna al Re.
Non cimentar lo sdegno,
che accendi nel mio petto
(tutto mi fa sospetto)
Vanne, ritorna al Re.
Eumene
Parto per or, ma solo
lungi da questo regno;
il tuo rifiuto indegno
fatale a te sara.
Parto per or, ma solo
lungi da questo regno;
il tuo rifiuto indegno
fatale a te sara.
Polibio
Non piu, superbo, taci.
Non piu, superbo, taci.
Eumene
Avvampo di furor.
Avvampo di furor.
Eumene e Polibio
Gia serpe nel mio seno
il piu crudel veleno
per tormentarmi il cor.
Gia serpe nel mio seno
il piu crudel veleno
per tormentarmi il cor.
Eumene
Ma pensa ben...
Ma pensa ben...
Polibio
Pensai.
Pensai.
Eumene
E l’ira sua?
E l’ira sua?
Polibio
Nol temo.
Nol temo.
Eumene
Paventerai, lo spero,
il mio deluso Re.
Paventerai, lo spero,
il mio deluso Re.
Eumene e Polibio
Odio, furor, dispetto
io provo in tal cimento;
nel rimirarlo sento
tutte le furie in me.
(partono da lati opposti)
Odio, furor, dispetto
io provo in tal cimento;
nel rimirarlo sento
tutte le furie in me.
(partono da lati opposti)
Magnifico tempio con ara, e trono da un lato.
Scena terza
Siveno, sacerdoti e popolo; indi Polibio seguito da Grandi del regno, in fine Lisinga
Siveno
O di Polibio sudditi fedeli,
amati Parti,
la vostra vista oh quanto mi consola!
Voi oggi dunque testimon sarete
delle mie fauste nozze: oh bella sorte!
Lisinga, oh dolce sposa...
Polibio
Figlio.
Figlio.
Siveno
Ah, signore e padre!
Ah, signore e padre!
Polibio
Diletto figlio, vieni a questo seno.
Diletto figlio, vieni a questo seno.
Siveno
Eccomi, o padre: or son felice appieno.
Eccomi, o padre: or son felice appieno.
(Nel mentre che si canta il coro, Polibio sale sul trono)
Coro
Nobil gentil donzella,
in si ridente giorno
arrida a te d’intorno
pace, riposo, amor.
Nobil gentil donzella,
in si ridente giorno
arrida a te d’intorno
pace, riposo, amor.
Lisinga
Deh! fate, amici Dei, che in tal momento
lieta respiri ogn’alma
di gioia, di piacer e di contento.
Alla pompa gia m’appresso
or superba di mia sorte
nel vederti a me consorte
coll’amor del genitor.
Deh! fate, amici Dei, che in tal momento
lieta respiri ogn’alma
di gioia, di piacer e di contento.
Alla pompa gia m’appresso
or superba di mia sorte
nel vederti a me consorte
coll’amor del genitor.
Polibio
Dell’ara v’appressate, o figli al piede,
eterno qui vi unisca amore e fede.
Dell’ara v’appressate, o figli al piede,
eterno qui vi unisca amore e fede.
Lisinga e Siveno
(dinanzi all’ara)
Questo cor ti giura amore,
mia speranza, mio tesoro.
Per te sol, che tanto adoro,
si, fedel ognor saro.
(dinanzi all’ara)
Questo cor ti giura amore,
mia speranza, mio tesoro.
Per te sol, che tanto adoro,
si, fedel ognor saro.
Siveno
Caro bene.
Caro bene.
Lisinga
Sposo amato...
Sposo amato...
Lisinga e Siveno
Questo cor ti giura amore,
mia speranza, mio tesoro.
Per te sol, che tanto adoro,
si, fedel ognor saro.
Questo cor ti giura amore,
mia speranza, mio tesoro.
Per te sol, che tanto adoro,
si, fedel ognor saro.
Siveno
Si, mia vita, sarai
sempre com’or tu sei
la delizia, il piacer de’ giorni miei.
Si, mia vita, sarai
sempre com’or tu sei
la delizia, il piacer de’ giorni miei.
Lisinga
E se di questo petto
la pura fé, l’affetto
o scemarsi, o cangiar potessi mai
mi detesti il tuo cor quant’io t’amai.
E se di questo petto
la pura fé, l’affetto
o scemarsi, o cangiar potessi mai
mi detesti il tuo cor quant’io t’amai.
Polibio
(scendendo dal trono)
Figli non piu: felici in questo giorno
alfin voi siete. Io sento
compita la mia gioia in tal momento.
(scendendo dal trono)
Figli non piu: felici in questo giorno
alfin voi siete. Io sento
compita la mia gioia in tal momento.
Lisinga
Se per te liena io sono
deggio vivere a te.
Se per te liena io sono
deggio vivere a te.
Siveno
Indivisi gli affetti
con lei serbo, o signor. M’avrai nel regno
genero, figlio, difensor, sostegno.
Indivisi gli affetti
con lei serbo, o signor. M’avrai nel regno
genero, figlio, difensor, sostegno.
Polibio
Ah cari figli...
Ah cari figli...
Lisinga
Padre, sospiri?...
Padre, sospiri?...
Siveno
Forse pentito sei!
Forse pentito sei!
Polibio
No, v’ingannate.
Altra cagion di duol m’agita il seno.
No, v’ingannate.
Altra cagion di duol m’agita il seno.
Lisinga
Parla, che mai t’affanna?
Parla, che mai t’affanna?
Polibio
Demetrio, de’ Siri Re potente,
a me spedi messaggio e ricchi doni,
e mi chiede Siveno...
Demetrio, de’ Siri Re potente,
a me spedi messaggio e ricchi doni,
e mi chiede Siveno...
Siveno
O ciel!
O ciel!
Lisinga
Lo spera invano...
Lo spera invano...
Polibio
E’ questa, o figli, sol del mio dolore
l’aspra cagione che mi strazia il core.
E’ questa, o figli, sol del mio dolore
l’aspra cagione che mi strazia il core.
Siveno
No, non temer, si vil non e Siveno,
io primo l’armi impugnero.
No, non temer, si vil non e Siveno,
io primo l’armi impugnero.
Lisinga
Nel campo
formidabil saro con lui ognora,
dolce mi fia per voi la morte ancora.
Sempre teco ognor contenta
t’amero mia dolce speme.
Stringe amor le mie catene.
Non temer: avrem vittoria
e la Persia esultera.
Nel campo
formidabil saro con lui ognora,
dolce mi fia per voi la morte ancora.
Sempre teco ognor contenta
t’amero mia dolce speme.
Stringe amor le mie catene.
Non temer: avrem vittoria
e la Persia esultera.
Siveno
Si mio ben, quest’alma amante
per voi sol respirera.
Si mio ben, quest’alma amante
per voi sol respirera.
Polibio
Piu fatale e fiero istante
no, di questo non si da.
Piu fatale e fiero istante
no, di questo non si da.
Lisinga
(Qual eccesso di tormento
vo soffrendo, oh Dio! nel core.)
Goderemo in sen d’amore
la piu gran felicita.
(Qual eccesso di tormento
vo soffrendo, oh Dio! nel core.)
Goderemo in sen d’amore
la piu gran felicita.
Siveno
(Non turbar si bell’ardore,
giusto cielo, per pieta.)
(Non turbar si bell’ardore,
giusto cielo, per pieta.)
Polibio
(Sono oppresso dal timore,
vacillando il cor mi va.)
(Sono oppresso dal timore,
vacillando il cor mi va.)
(Parte Lisinga con i Grandi del regno)
Siveno
Che pensi, o padre! e non seguiam Lisigna?
Che pensi, o padre! e non seguiam Lisigna?
Polibio
Figlio, non sai quanto il mio cor tormenti
di perderti il timor.
Figlio, non sai quanto il mio cor tormenti
di perderti il timor.
Siveno
Deh cessa, o padre,
da si tristi pensier: di questo giorno
non perturbar la gioia.
E’ giusto il ciel, né di sinistro evento
con noi crudel sara: ch’anzi difesa
vorra farsi al mio uopo, e assister pronto
al mio benefattor... lo spero...
Deh cessa, o padre,
da si tristi pensier: di questo giorno
non perturbar la gioia.
E’ giusto il ciel, né di sinistro evento
con noi crudel sara: ch’anzi difesa
vorra farsi al mio uopo, e assister pronto
al mio benefattor... lo spero...
Polibio
Ascolti
i nostri voti il Cielo,
e per gaudio comune in dolci modi
renda sempre piu saldi i vostri nodi.
(Partono)
Ascolti
i nostri voti il Cielo,
e per gaudio comune in dolci modi
renda sempre piu saldi i vostri nodi.
(Partono)
Gran piazza con veduta del palazzo reale.
Scena quarta
Eumene con seguito
Coro
Andiamo taciti
a lento passo,
regni il silenzio,
lungi il timor.
Scena quarta
Eumene con seguito
Coro
Andiamo taciti
a lento passo,
regni il silenzio,
lungi il timor.
Eumene
Amici, omai propizia appieno
mi si mostri la sorte,
e tutto ho gia disposto:
servi, custodi, ognuno
mi guadagnai coll’oro,
altro non manca ormai
che unione ed ardire: or ben sentite,
l’opera dividiam; e voi in prima
per questa parte entrate, e voi per quella,
e al limitar delle reali stanze
aspettatemi tutti;
io frattanto co’ miei
attendero il momento;
il Ciel a noi dara forza e ardimento.
All’alta impresa tutti
andiam con alma forte.
Del vostro Re la sorte
da noi dipendera.
Amici, omai propizia appieno
mi si mostri la sorte,
e tutto ho gia disposto:
servi, custodi, ognuno
mi guadagnai coll’oro,
altro non manca ormai
che unione ed ardire: or ben sentite,
l’opera dividiam; e voi in prima
per questa parte entrate, e voi per quella,
e al limitar delle reali stanze
aspettatemi tutti;
io frattanto co’ miei
attendero il momento;
il Ciel a noi dara forza e ardimento.
All’alta impresa tutti
andiam con alma forte.
Del vostro Re la sorte
da noi dipendera.
Coro
Del nostro Re la sorte
il ciel proteggera.
Del nostro Re la sorte
il ciel proteggera.
Eumene
Clemente ciel, che ai miseri
sola speranza sei,
seconda i voti miei,
non farmi palpitar.
Da mille affanni oppressa
l’alma mi sento in petto;
Ah! figlio mio diletto
quanto mi fai penar!
Clemente ciel, che ai miseri
sola speranza sei,
seconda i voti miei,
non farmi palpitar.
Da mille affanni oppressa
l’alma mi sento in petto;
Ah! figlio mio diletto
quanto mi fai penar!
Coro
Il suo verace affetto
quanto lo fa penar!
Il suo verace affetto
quanto lo fa penar!
Eumene
L’ora fatal s’appressa,
compagni non temete;
se fidi a me sarete,
valor trionfera.
L’ora fatal s’appressa,
compagni non temete;
se fidi a me sarete,
valor trionfera.
Coro
Numi, se giusti siete,
per noi trionfera.
(Partono tutti)
Numi, se giusti siete,
per noi trionfera.
(Partono tutti)
Gabinetto reale con alcova e sofa. Notte.
Scena quinta
Lisinga in atto di riposarsi, indi Eumene da una porta laterale seguito da’ suoi, tutti armati e con faci ardenti
Lisinga
Mi scende sull’alma
un dolce sopore;
io poso; ma il core
posar piu non sa.
Scena quinta
Lisinga in atto di riposarsi, indi Eumene da una porta laterale seguito da’ suoi, tutti armati e con faci ardenti
Lisinga
Mi scende sull’alma
un dolce sopore;
io poso; ma il core
posar piu non sa.
Eumene
Fermatevi.
Io sol m’inoltrero. Contento io sono;
il ciel mi porge l’opportuna sorte;
ecco Siven nel sonno immerso; vieni,
mia diletta speranza...
Fermatevi.
Io sol m’inoltrero. Contento io sono;
il ciel mi porge l’opportuna sorte;
ecco Siven nel sonno immerso; vieni,
mia diletta speranza...
Lisinga
E quale ardir! pieta, soccorso, aita...
E quale ardir! pieta, soccorso, aita...
Eumene
Ingannato mi son; oh rabbia!
Non sei tu quel che cerco;
ma se non sei Siveno,
vieni meco per lui ostaggio almeno.
Ingannato mi son; oh rabbia!
Non sei tu quel che cerco;
ma se non sei Siveno,
vieni meco per lui ostaggio almeno.
Lisinga
Ohime, crudel, che tenti,
ah vile traditore...
Ohime, crudel, che tenti,
ah vile traditore...
Eumene
Mi segui, o il mio furore
tutto su te cadra.
Mi segui, o il mio furore
tutto su te cadra.
Lisinga
Mi lascia.
Mi lascia.
Eumene
Invan lo speri.
Invan lo speri.
Lisinga
Sposo, tradito sei...
Sposo, tradito sei...
Eumene
Ardir, amici miei...
Ardir, amici miei...
(Incendiano da varie parti.)
Lisinga
Padre soccorso, oh Dio!
Salvami per pieta.
Padre soccorso, oh Dio!
Salvami per pieta.
Siveno e Polibio
(vedendo il passo impedito dal fuoco)
Stelle, che veggio, o Dei,
oh nero tradimento!
(vedendo il passo impedito dal fuoco)
Stelle, che veggio, o Dei,
oh nero tradimento!
Eumene
Or piu le furie sento
per lor tu trema ancor.
Or piu le furie sento
per lor tu trema ancor.
Lisinga
Barbaro, orror mi fai,
mostro di crudelta.
Barbaro, orror mi fai,
mostro di crudelta.
Eumene
La pena pagherai
col giusto mio rigor.
La pena pagherai
col giusto mio rigor.
Siveno, Polibio e Coro
(crescendo sempre il fuoco)
Ovunque e chiuso il passo,
piu scampo a noi non resta.
Numi, che pena e questa,
che notte di terror?
(crescendo sempre il fuoco)
Ovunque e chiuso il passo,
piu scampo a noi non resta.
Numi, che pena e questa,
che notte di terror?
Lisinga ed Eumene
Che fiera angoscia e questa.
mi si divide il cor.
Che fiera angoscia e questa.
mi si divide il cor.
Lisinga
Se voi ancor mi udite,
le voci mie seguite;
il cor mancar mi sento,
io moro... che dolor!
(sviene fra le braccia di Eumene)
Se voi ancor mi udite,
le voci mie seguite;
il cor mancar mi sento,
io moro... che dolor!
(sviene fra le braccia di Eumene)
Eumene
Si compia; omai venite,
l’ardire mio seguite;
in si fatal cimento
trionfi il mio valor.
(conducendo via Lisinga)
Si compia; omai venite,
l’ardire mio seguite;
in si fatal cimento
trionfi il mio valor.
(conducendo via Lisinga)
Polibio
Guardie, deh! mi seguite,
da questa parte, udite...
ancor sua voce sento
che lacera il mio cor.
Guardie, deh! mi seguite,
da questa parte, udite...
ancor sua voce sento
che lacera il mio cor.
Siveno
Miei fidi, ohime! sentite!
Non v’e piu tempo, udite...
questo e crudel tormento
che lacera il mio cor.
Miei fidi, ohime! sentite!
Non v’e piu tempo, udite...
questo e crudel tormento
che lacera il mio cor.
Coro
Tutto ci fa spavento;
ah salvati, signor.
Tutto ci fa spavento;
ah salvati, signor.
Atto secondo
Gabinetto reale
Scena prima
Grandi del regno, indi Polibio, poi Siveno
Coro
Ah che la doglia amara
si legge nel suo volto,
in qual periglio e avvolto,
misero genitor!
Polibio
Ove la cara figlia
involata sara; per ogni intorno
la cerco, e non la trovo;
dove il perfido, oh Dio,
avra tratta Lisinga?
O figlia mia, o solo mio diletto,
per te mille tormenti io sento in petto.
Come sperar riposo,
dove trovar la figlia?
Di voi chi mi consiglia;
misero, che faro?
Nel rammentar quel perfido
avvampo di furore,
il vile traditore
per le mie man morra.
Ove la cara figlia
involata sara; per ogni intorno
la cerco, e non la trovo;
dove il perfido, oh Dio,
avra tratta Lisinga?
O figlia mia, o solo mio diletto,
per te mille tormenti io sento in petto.
Come sperar riposo,
dove trovar la figlia?
Di voi chi mi consiglia;
misero, che faro?
Nel rammentar quel perfido
avvampo di furore,
il vile traditore
per le mie man morra.
Siveno
Venite, o fidi miei,
Lisinga a liberar.
Venite, o fidi miei,
Lisinga a liberar.
Polibio
L’indegno, ove s’asconde
da te scoperto fu?
L’indegno, ove s’asconde
da te scoperto fu?
Siveno
Tutto m’e noto, o padre.
Tutto m’e noto, o padre.
Polibio
Oh sorte qual momento!
Tutte le furie io sento
per vendicarmi ancor.
Oh sorte qual momento!
Tutte le furie io sento
per vendicarmi ancor.
Polibio, Siveno e Coro
Si voli dunque a lei;
a noi rendete, o Dei,
Lisinga per pieta.
(partono)
Si voli dunque a lei;
a noi rendete, o Dei,
Lisinga per pieta.
(partono)
Luoghi remoti poco lungi dalla citta.
Scena seconda
Eumene, che conduce Lisinga scortato da’ suoi, indi Siveno e Polibio con loro seguito
Lisinga
Dove vuoi trarmi,
perfido traditor?
Eumene
Alta cagion m’induce
di qui celarti...
Alta cagion m’induce
di qui celarti...
Lisinga
Crudel, t’intendo, dal diletto sposo,
dal mio buon genitor strappar mi vuoi,
e trarmi forse...
Crudel, t’intendo, dal diletto sposo,
dal mio buon genitor strappar mi vuoi,
e trarmi forse...
Eumene
No, non temer; amo Siveno;
e in te la sposa sua
so rispettar.
No, non temer; amo Siveno;
e in te la sposa sua
so rispettar.
Lisinga
A lui dunque mi guida.
A lui dunque mi guida.
Eumene
Non lo sperar...
Non lo sperar...
Lisinga
Dunque m’uccidi.
Dunque m’uccidi.
Siveno
(dentro le scene)
Qui s’asconde quell’empio.
(dentro le scene)
Qui s’asconde quell’empio.
Polibio
Ov’e l’indegno? mora.
Ov’e l’indegno? mora.
Lisinga
Deh mi salvate...
Deh mi salvate...
Eumene
Miralo, nella destra ha il ferro ancora.
Donami omai Siveno
o le trafiggo il petto.
(in atto di uccidere Lisinga)
Miralo, nella destra ha il ferro ancora.
Donami omai Siveno
o le trafiggo il petto.
(in atto di uccidere Lisinga)
Polibio
(prendendo Siveno per mano)
Gl’immergo il ferro in seno,
pria di donarlo a te.
(prendendo Siveno per mano)
Gl’immergo il ferro in seno,
pria di donarlo a te.
Eumene
Dunque la figlia mora...
Dunque la figlia mora...
Polibio
T’arresta, o qui lo sveno.
T’arresta, o qui lo sveno.
Eumene
Crudel, che tenti, oh Dei!
Crudel, che tenti, oh Dei!
Polibio
L’ira non so frenar.
L’ira non so frenar.
Lisinga
Passami pure il core,
ma placa il genitore;
tel chiedo per pieta.
Passami pure il core,
ma placa il genitore;
tel chiedo per pieta.
Siveno
Passami pure il core,
ma placa il suo furore;
tel chiedo per pieta.
Passami pure il core,
ma placa il suo furore;
tel chiedo per pieta.
Eumene
(vedendo la medaglia che tiene al collo)
Qual segno, o Dei! mio figlio.
(vedendo la medaglia che tiene al collo)
Qual segno, o Dei! mio figlio.
Polibio
Come! suo padre sei?
Come! suo padre sei?
Eumene
(cambiandosi i figli)
Ecco la figlia tua.
Rendimi il figlio mio.
Giuro amistade e fé.
(cambiandosi i figli)
Ecco la figlia tua.
Rendimi il figlio mio.
Giuro amistade e fé.
Polibio ed Eumene
(abbracciando Polibio Lisinga ed Eumene Siveno)
Figlio/a qual gioia io provo,
or che tu salvo/a sei...
piu viver non potrei,
caro/a senza di te.
(abbracciando Polibio Lisinga ed Eumene Siveno)
Figlio/a qual gioia io provo,
or che tu salvo/a sei...
piu viver non potrei,
caro/a senza di te.
Lisinga e Siveno
Padre, qual gioia provo
or che placato sei!
Piu cari i lacci miei
saranno ognor con te.
Padre, qual gioia provo
or che placato sei!
Piu cari i lacci miei
saranno ognor con te.
Eumene
Figlio?
Figlio?
Siveno
Oh Dio!
Oh Dio!
Lisinga
Siveno a noi ritorna.
Siveno a noi ritorna.
Siveno
Lisinga, oh padre amato.
Lisinga, oh padre amato.
Eumene
Io solo a te son padre.
Io solo a te son padre.
Lisinga e Siveno
Il/mi diede a me/lei in consorte.
Il/mi diede a me/lei in consorte.
Polibio
A lui son padre e Re.
A lui son padre e Re.
Eumene
Non piu, da lui ti scosta.
Non piu, da lui ti scosta.
Lisinga e Siveno
Deh pensa al tuo periglio.
Deh pensa al tuo periglio.
Polibio
Meco vivrai col figlio!
Meco vivrai col figlio!
Eumene
Mai questo non sperar.
Mai questo non sperar.
Polibio ed Eumene
All’armi, o fidi miei.
D’ira s’accende il petto
la mia vendetta affretto
piu non mi so frenar.
All’armi, o fidi miei.
D’ira s’accende il petto
la mia vendetta affretto
piu non mi so frenar.
(Eumene co’ suoi separano Lisinga da Siveno e partono. Polibio da delle disposizioni per non essere sorpreso e Siveno s’abbandona sopra un sasso.)
Lisinga e Siveno
Tu mi dividi, o Dei!
dal caro amato oggetto.
Squarciar mi sento il petto,
che barbaro penar!
Tu mi dividi, o Dei!
dal caro amato oggetto.
Squarciar mi sento il petto,
che barbaro penar!
Scena terza
Eumene e Siveno
Eumene
Vieni, caro, al mio sen.
Siveno
Ov’e Lisinga?
Dov’e il mio Re? dov’e il mio padre?
Ov’e Lisinga?
Dov’e il mio Re? dov’e il mio padre?
Eumene
Mi abbraccia, io ti son padre,
e se piu certo vuoi
essere del vero che ti dico, o figlio,
(accennando le medaglie che tiene al collo)
fissa su questi segni attento il ciglio.
Mi abbraccia, io ti son padre,
e se piu certo vuoi
essere del vero che ti dico, o figlio,
(accennando le medaglie che tiene al collo)
fissa su questi segni attento il ciglio.
Siveno
Oh Dio!
Oh Dio!
Eumene
Sappi che padre tuo non fu Minteo,
ed io tuo genitor
a lui ti consegnai nel rio tumulto
quando Trifone di Denmetrio il regno
tutto struggere volea.
Per me Minteo ti trasse di periglio
qual figlio suo; ma pur di me sei figlio.
Sappi che padre tuo non fu Minteo,
ed io tuo genitor
a lui ti consegnai nel rio tumulto
quando Trifone di Denmetrio il regno
tutto struggere volea.
Per me Minteo ti trasse di periglio
qual figlio suo; ma pur di me sei figlio.
Siveno
Perdon ti chiedo, o padre,
pieta del mio lamento;
per lor morir mi sento
senza poter morir.
Perdon ti chiedo, o padre,
pieta del mio lamento;
per lor morir mi sento
senza poter morir.
Eumene
Ah! ti consoloa, o figlio,
e tutto spera in me.
Ah! ti consoloa, o figlio,
e tutto spera in me.
Siveno
Se leghi i nostri cuori
sollevi le mie pene,
felice col mio bene
ognor saro per te.
(Partono.)
Se leghi i nostri cuori
sollevi le mie pene,
felice col mio bene
ognor saro per te.
(Partono.)
Sala d’udienza con tavolino e sedie.
Scena quarta
Grandi del regno, indi lisinga che si siede in atto di dolore, poi Polibio
Lisinga
Io piu sposo non ho, per man d’un empio
egli mi fu rapito;
barbara sorte!
Dammi, o Cielo crudel, dammi la morte.
Polibio
Figlia, fa’ cor, di qua non lungi Eumene
attendato fermossi...
Figlia, fa’ cor, di qua non lungi Eumene
attendato fermossi...
Lisinga
Lascia che io l’armi impugni...
Lascia che io l’armi impugni...
Polibio
Come! giovane donna?...
Come! giovane donna?...
Lisinga
Lasciami o padre andar, il Cielo rende
forte colui che la ragion difende.
Lasciami o padre andar, il Cielo rende
forte colui che la ragion difende.
Polibio
Ebben tu mi precedi,
incoraggisci i tuoi; il Cielo aita
conceda a tutti; egli ti renda ardita.
(parte)
Ebben tu mi precedi,
incoraggisci i tuoi; il Cielo aita
conceda a tutti; egli ti renda ardita.
(parte)
Lisinga
Se fidi siete,
se meriti pieta una sventurata
vendicatemi voi; meco vi prega
l’amato padre mio, da mostro infame
sgombrate alfine questo regno; a voi
lo chiede il vostro onore,
il pianto della patria e il mio dolore.
Superbo, ah! tu vedrai
se abbasserai l’orgoglio.
Or vendicar mi voglio,
indegno traditor.
Se fidi siete,
se meriti pieta una sventurata
vendicatemi voi; meco vi prega
l’amato padre mio, da mostro infame
sgombrate alfine questo regno; a voi
lo chiede il vostro onore,
il pianto della patria e il mio dolore.
Superbo, ah! tu vedrai
se abbasserai l’orgoglio.
Or vendicar mi voglio,
indegno traditor.
Coro
S’uccidera...
S’uccidera...
Lisinga
Lo sposo.
Lo sposo.
Coro
Ah si cadra...
Ah si cadra...
Lisinga
L’altero.
Pieta desti lo sposo,
del mio dolor pieta.
L’altero.
Pieta desti lo sposo,
del mio dolor pieta.
Coro
Per noi non v’e periglio...
Per noi non v’e periglio...
Lisinga
Vendetta vi chiedo
son tutta furore;
m’uccide il dolore
mi sento mancar.
Quel mostro, quell’empio
si vada a svenar.
Vendetta vi chiedo
son tutta furore;
m’uccide il dolore
mi sento mancar.
Quel mostro, quell’empio
si vada a svenar.
Coro
Si vada, si corra,
si compia lo scempio.
Quel mostro, quell’empio
sapremo svenar.
(Partono.)
Si vada, si corra,
si compia lo scempio.
Quel mostro, quell’empio
sapremo svenar.
(Partono.)
Accampamento a vista della citta.
Scena quinta
Guardie accampate, Eumene dalla sua tenda, indi Siveno e Lisinga seguita da’ suoi
Eumene
Ove ando? che mai feci!
Dunque parti mio figlio:
Ei sol piangeva nel comun contento.
Lascia, diceva, che a Polibio vada;
di ritornar ti giuro con Lisinga,
o mi vedrai morire a’ piedi tuoi.
Si crudel non sara con suo periglio
ch’ei stesso voglia privarmi del figlio.
Ah padre incauto! al pianto suo cedesti.
Ingiustissimi Dei, se mel togliete,
voi alle fure mie lo renderete.
Folle che dico?
Che fo, con chi mi sdegno? il reo son io.
Misero me!... ahi che vacillo, oh Dio.
Lungi dal figlio amato
mi si divide il core,
conforto al mio dolore
di voi chi mi dara?
Scena quinta
Guardie accampate, Eumene dalla sua tenda, indi Siveno e Lisinga seguita da’ suoi
Eumene
Ove ando? che mai feci!
Dunque parti mio figlio:
Ei sol piangeva nel comun contento.
Lascia, diceva, che a Polibio vada;
di ritornar ti giuro con Lisinga,
o mi vedrai morire a’ piedi tuoi.
Si crudel non sara con suo periglio
ch’ei stesso voglia privarmi del figlio.
Ah padre incauto! al pianto suo cedesti.
Ingiustissimi Dei, se mel togliete,
voi alle fure mie lo renderete.
Folle che dico?
Che fo, con chi mi sdegno? il reo son io.
Misero me!... ahi che vacillo, oh Dio.
Lungi dal figlio amato
mi si divide il core,
conforto al mio dolore
di voi chi mi dara?
Coro
Da’ fine al tuo timore,
il figlio tornera.
Da’ fine al tuo timore,
il figlio tornera.
Eumene
Amici, a voi son grato,
pieta del mio tormento,
io solo avro il contento
s’ei fido a noi verra.
Amici, a voi son grato,
pieta del mio tormento,
io solo avro il contento
s’ei fido a noi verra.
Lisinga e Coro
(guardando dentro le scene)
Eumene scellerato
trafitto al suol cadra.
(guardando dentro le scene)
Eumene scellerato
trafitto al suol cadra.
Eumene
Stelle! tradito io sono.
Perfido figlio indegno
tu preverai lo sdegno
del cieco mio furor.
Stelle! tradito io sono.
Perfido figlio indegno
tu preverai lo sdegno
del cieco mio furor.
Lisinga
Si sveni il traditore...
Si sveni il traditore...
Siveno
(inginocchiandosi)
Eccoti il petto, il cor.
(inginocchiandosi)
Eccoti il petto, il cor.
Lisinga
(le cade il ferro)
Tu stesso mi disarmi?
(le cade il ferro)
Tu stesso mi disarmi?
Siveno
Difendo il padre mio...
Difendo il padre mio...
Eumene
Or vinto alfin son io
dal tuo figliale amor.
Ah figli miei diletti,
venite a questo seno.
Io vostri dolci affetti
io stesso paghero.
Or vinto alfin son io
dal tuo figliale amor.
Ah figli miei diletti,
venite a questo seno.
Io vostri dolci affetti
io stesso paghero.
Lisinga e Siveno
Padre mio, a questi detti
grato il cor ti giura affetto...
Padre mio, a questi detti
grato il cor ti giura affetto...
Eumene
A Polibio ognun si affretti
i miei sensi a riportar.
A Polibio ognun si affretti
i miei sensi a riportar.
Lisinga e Siveno
Se con noi lo stringi al petto
il suo cor giubilera.
Se con noi lo stringi al petto
il suo cor giubilera.
Eumene
Voi sarete, o cari oggetti,
la mia sol felicita.
(parte con Lisinga e Siveno)
Voi sarete, o cari oggetti,
la mia sol felicita.
(parte con Lisinga e Siveno)
Cori
Oh qual gioia, qual diletto
or la Persia/Siria provera.
Oh qual gioia, qual diletto
or la Persia/Siria provera.
Scena sesta
Tutti si pongono in ordinanza per marciare cantando il coro, dopo del quale Eumene, Lisinga e Siveno con essi s’incamminano
verso la citta. Rimangono tutti sospesi incontrandosi con Polibio e di lui seguito
Cori
Festosi al Re si vada
ad apportar la pace,
s’accenda ormai la face
per cosi bella union.
Polibio
Oh Ciel, che miro! Lisinga la figlia
in amista col rapitor messaggio!
Oh Ciel, che miro! Lisinga la figlia
in amista col rapitor messaggio!
Eumene
Non rapitor son io, non son messaggio.
Ma sotto queste spoglie
in tal mentita guisa
il Monarca di Siria omai ravvisa.
Non rapitor son io, non son messaggio.
Ma sotto queste spoglie
in tal mentita guisa
il Monarca di Siria omai ravvisa.
(Siveno cogli Assiri s’inginocchiano formando tutti un quadro generale.)
Polibio
Tu il Monarca?
Tu il Monarca?
Lisinga
Del mio Siven tu il padre?
Del mio Siven tu il padre?
Siveno
Mia Lisinga, qual gioia!
Mia Lisinga, qual gioia!
Eumene
Si, Demetrio son io: timor m’indusse
spoglie a mentir, per riaver il figlio,
dubitando di lui se nato io fossi;
or tutti cari egualmente mi siete;
e se t’e grado
meco d’unirti in amistade eterna,
ogni passato evento
dimentica, o Polibio, e tutto dona
al mio paterno amor. La nostra fede
con piu tenaci nodi ora si stringa;
Siven viva felice con Lisinga.
Si, Demetrio son io: timor m’indusse
spoglie a mentir, per riaver il figlio,
dubitando di lui se nato io fossi;
or tutti cari egualmente mi siete;
e se t’e grado
meco d’unirti in amistade eterna,
ogni passato evento
dimentica, o Polibio, e tutto dona
al mio paterno amor. La nostra fede
con piu tenaci nodi ora si stringa;
Siven viva felice con Lisinga.
Tutti
Quai moti al cor io sento
di gioia e di contento!
Alfin al sen ti stringo,
oggetto del mio amor.
Quai moti al cor io sento
di gioia e di contento!
Alfin al sen ti stringo,
oggetto del mio amor.
Cori
Piu felice e grato istante
no, di questo non si da.
D’un amore si costante
la memoria restera.
Piu felice e grato istante
no, di questo non si da.
D’un amore si costante
la memoria restera.

Domenico Mombelli, hlavní představitel a manžel libretistky