Anna Bolena

Gaetano Donizetti

Za obrovských projevů nadšení obecenstva je v milánském Tetro Carcano uvedena 26.12.1830 premiéra dvouaktové opery Anna Bolena.
 
Osoby a obsazení premiéry:
 
Jindřich VIII., anglický král - Filippo Galli (bas)
Anna Bolena, jeho manželka - Giuditta Pasta (soprán)
Jane Seymour - Elisa Orlandi (soprán)
Lord Richard Percy - Giovanni Battista Rubini (tenor)
Páže Smeton - Enrichetta Laroche (kontraalt)
Lord Rocheford, Annin bratr - Lorenzo Biondi (bas)
Sir Harvey, králův důstojník - Antonio Crippa (tenor)
 
Lombardští šlechtici, kteří převzali Teatro Carcano koncem 20. let, přizvali ke spolupráci dva nejnadanější mladé italské skladatele té doby Vincenza Belliniho a Gaetana Donizettiho. Měli pro tuto scénu každý napsat jednu efektní operu s obtížnými pěveckými party. Oběma se to zdařil náramně, Bellini slavil úspěch s Kapulety a Monteky a Donizetti uvedl na scénu evropskou hvězdu Giudittu Pastu jako nešťastnou královnu Annu Bolenu. Opera rázem proslavila Donizettiho po celém světě a ten tak vystoupil ze stínu Gioacchina Rossiniho a stal se uznávaným operním skladatelem.
 
Premiéře byl v Teatro Carcano přítomen i ruský skladatel Michail Ivanovič Glinka.
 
Libreto napal Felice Romani podle dramat Marie-Joseph de Cheniera: Henri VIII (1791) a Graf Alessandro Ercole Pepoliho: Anna Bolena (1788).
 
 
 

 
1. dějství: Dvořané čekají na zámku Windsor na krále, který opět obrátil své srdce k nové dámě. Je to Jane Seymour, královnina dvorní dáma. Král jí slibuje svatbu a chce zrušit manželství s Annou Boleynovou. V zámeckém parku potkává Lord Rocheford Annina bývalého milence, Lorda Richarda Percyho. Ten byl po Annině svatbě vyhoštěn, ale nyní, poté co královna prosadila milost, by se mohl vrátit. V králově přítomnosti vyjadřuje Percy rozpačité královně nekonečnou vděčnost.
Také páže Smeton miluje královnu. Ukradl jí medailonek a chce ho vrátit právě, když přicházejí Percy a Rocheford. Zatímco se Smeton rychle ukrývá, slyší, jak Rocheford Annu přemlouvá, aby dala Percymu ještě šanci. Percy vyznává Anně svou lásku, ale je odmítnut a chce se proto probodnout. Smeton k němu spěchá, aby zabránil sebevraždě, ale Percy se na něj vrhá.
V tento okamžik se objeví král se svým doprovodem.  Situace je tak kompromitující, že nikdo nevěří Percyho a Smetonovým slibům neviny, ke všemu Smetonovi vypadne medailon. Vděčen za záminku nechává král Rocheforda, Percyho, Smetona i královnu zatknout a v Londýně postavit před soud.
 
2. dějství: Jane vyhledá královnu a radí jí, přiznat vinu. Pokud tím dá králi možnost k novému manželství, může se tím zachránit. Anna ale odmítne, dokonce, i když se dovídá, že její dvorní dáma je právě novou královou favoritkou.
Hervey sděluje soudu, že Smeton učinil doznání, nikdo však neví, že toto bylo vynuceno mučením. Když jsou Anna a Percy předvedeny před krále, pokládá Percy svou pravici na Anninu ruku s tím, že tyto byly zasnoubeny ještě před královninou svatbou s vladařem. Král triumfuje, Anna je odsouzena k smrti za cizoložství. Jane marně prosí o milost.
Také Percy a Rocheford jsou odsouzeni. Odmítají milost, když se dozvědí, že Anna musí zemřít. Anna je vedena na smrt a odpouští všem, kdyby nebesa jí mohli odpustit.
 



LIBRETO




 


ATTO PRIMO


Sinfonia


SCENA PRIMA

Sala nel Castello di Windsor negli appartamenti della Regina.

Il luogo è illuminato.




Vanno e vengono da ogni parte numerose persone;

chi passeggiando discorre; chi si trattiene sedendo, ecc., ecc.


Introduzione


CORO di Cavalieri

sempre sotto voce


CORO I

Né venne il Re?


CORO II

Silenzio.

Ancor non venne.


CORO I

Ed ella?


CORO II

Ne geme in cor, ma simula.


CORO I

Tramonta omai sua stella.


TUTTI

D'Enrico il cor volubile

Arde d'un altro amor.


CORO I

Tutto lo dice.


CORO II

Il torbido

Aspetto del sovrano...


CORO I

Il parlar tronco...


CORO II

Il subito

Irne da lei lontano …


TUTTI

Un acquetarsi insolito

Del suo geloso umor.


INSIEME

Oh! come ratto il folgor

Sul capo suo discese!

Come giustizia vendica

L'espulsa Aragonese!

Fors'è serbata, ahi misera!

Ad onta e duol maggior.


SCENA SECONDA

Giovanna e detti


Sortita


GIOVANNA

Ella di me, sollecita

Più dell'usato, ha chiesto.

Ella... perché?... qual palpito!

Qual dubbio in me si è desto!

Innanzi alla mia vittima

Perde ogni ardire il cor.

Sorda al rimorso rendimi,

O in me ti estingui, amor.


SCENA TERZA

Anna comparisce dal fondo seguitata dalle sue Dame, da Paggi, e da Scuderi.

Tutti le dan luogo, e rispettosamente le fanno corona. Smeton è nel corteggio.

Silenzio.


Scena e Romanza


ANNA

Sì taciturna e mesta

Mai non vidi assemblea...

a Giovanna

Tu stessa un tempo

Lieta cotanto, richiamar non sai

Sul tuo labbro un sorriso!


GIOVANNA

E chi potria

Seren mostrarsi quando afflitta ci vede

La sua Regina?


ANNA

Afflitta, è ver, son io...

Né so perché ... Smania inquieta. ignota,

A me la pace da più giorni invola.


SMETON

(Misera!)


GIOVANNA

(Io tremo ad ogni sua parola.)


ANNA

Smeton dov'è?


SMETON

Regina!


ANNA

A me t'appressa. Non vuoi tu per poco

De' tuoi concenti rallegrar mia Corte,

Finché sia giunto il Re?


GIOVANNA

(Mio cor, respira.)


ANNA

Loco, o Ledi, prendete.


SMETON

(Oh amor, m'inspira.)

siedono tutte. I Cortigiani son collocati qua e là a vari gruppi.

Un'arpa è recata a Smeton. Egli preludia un momento, indi canta la seguente Romanza


Deh! non voler costringere

A finta gioia il viso:

Bella è la tua mestizia

Siccome il tuo sorriso.

Cinta di nubi ancora

Bella è così l'Aurora.

La Luna malinconica

Bella è nel suo pallor.


Anna diviene più pensosa. Smeton prosegue con voce più animata ecc.


Chi pensierosa e tacita

Starti così ti mira.

Ti crede ingenua Vergine

Che il primo amor sospira:

Ed obbliato il serto

Ond'è il tuo crin coperto,

Teco sospira, e sembragli

Esser quel primo amor.


ANNA

sorge commossa

Cessa.., deh! cessa...


SMETON

Regina! … oh ciel! …


CORO

(Ella è turbata, oppressa.)


ANNA

(Come, innocente giovane,

Come m'hai scosso il core!

Son calde ancor le ceneri

Del mio primiero amore!

Ah! non avessi il petto

Aperto ad altro affetto

Io non sarei sì misera,

Nel vano mio splendor.)


agli astanti

Ma poche omai rimangono

Ore di notte, io credo.


GIOVANNA

L'alba è vicina a sorgere...


ANNA

Signori, io vi congedo.

È vana speme attendere.

Che omai più giunga il Re.

Andiarn. Seymour.


si appoggia a lei


GIOVANNA

Che v'agita?


ANNA

Legger potessi in me!


Cavatina


Non v'ha sguardo a cui sia dato

Penetrar nel mesto core:

Mi condanna il crudo fato

Non intesa a sospirar.

Ah! se mai di regio soglio

Ti seduce lo splendore.

Ti rammenta il mio cordoglio,

Non lasciarti lusingar.


GIOVANNA

(Alzar gli occhi in lei non oso,

Non ardisco favellar.)


CORO

(Qualche istante di riposo

Possa il sonno a lei recar.)


Anna parte accompagnata da Seymour e dalle ancelle.

L'adunanza si scioglie a poco a poco.

La scena si sgombra, e non rimane dei lumi che una gran lampada, la quale rischiara la sala.


SCENA QUARTA




Giovanna ritorna dagli appartamenti della regina. Essa è agitata.


Scena e Duetto


GIOVANNA

Oh! qual parlar fu il suo!

Come il cor mi colpì! - Tradita forse,

Scoperta io mi sarei? Sul mio sembiante

Avria letto il misfatto? - Ah no; mi strinse

Teneramente al petto;

Riposa ignara che il serpente ha stretto.

Potessi al men ritrarre

Da questo abisso il piede; e far che il tempo

Corso non fosse. - Ahi! la mia sorte è fissa,

Fissa nel Cielo come il dì supremo.

è battuto ad una porta segreta

Ecco, ecco il Re!...

va ad aprire


SCENA QUINTA

Enrico, e detta


ENRICO

Tremate voi?...


GIOVANNA

Sì, tremo.


ENRICO

Che fa colei?


GIOVANNA

Riposa.


ENRICO

Non io.


GIOVANNA

Riposo io forse? - Ultimo sia

Questo colloquio nostro … ultimo, o Sire;

Ve ne scongiuro …


ENRICO

E tal sarà. Vederci

Alla faccia del sole omai dobbiamo:

La terra e il cielo han da saper ch'io v'amo.


GIOVANNA

Giammai, giammai … Sotterra

Vorrei celar la mia vergogna.


ENRICO

È gloria

L'amor d'Enrico … Ed era tal per Anna

Agli occhi pur dell' Inghilterra intera.


GIOVANNA

Dopo l'imene ci l'era …

Dopo l'imene solo.


ENRICO

E in questa guisa

M'ama Seymour?


GIOVANNA

E il Re così pur m'ama?


ENRICO

Ingrata, e che bramate?


GIOVANNA

Amore, e fama.


ENRICO

Fama! Sì: l'avrete, e tale

Che nel mondo egual non fia:

Tutta in voi la luce mia,

Solo in voi si spanderà.

Non avrà Seymour rivale,

Come il sol rival non ha.


GIOVANNA

La mia fama è a' piè dell'ara:

Onta altrove è a me serbata:

E quell'ara è a me vietata,

Lo sa il Cielo, il Re lo sa.

Ah! s'è ver che al Re son cara,

L'onor mio pur caro avrà.


ENRICO

risentito

Sì … v'intendo.


GIOVANNA

Oh Cielo! e tanto

È in voi sdegno?


ENRICO

È sdegno e duolo.


GIOVANNA

Sire!...


ENRICO

Amate il Re soltanto.


GIOVANNA

Io!...


ENRICO

Vi preme il trono solo.

Anna pure amor m'offrìa,

Vagheggiando il soglio inglese...

Ella pure il serto ambìa

Dell'altera Aragonese …

L'ebbe alfin, ma l'ebbe appena.

Che sul crin le vacillò.

Per suo danno, per sua pena.

D'altra donna il cor tentò.


GIOVANNA

Ah! non io, non io v'offrìa

Questo cor a torto offeso …

Il mio Re me lo rapìa;

Dal mio Re mi venga reso.

Più infelice di Bolena,

Più da piangere sarò.

Di un ripudio avrò la pena,

Né un marito offeso avrò.


Giovanna s'allontana piangendo


ENRICO

Tu mi lasci?


GIOVANNA

Il deggio.


ENRICO

Arresta.


GIOVANNA

Io non posso.


ENRICO

Arresta: il voglio.

Già l'altar per te si appresta:

Avrai sposo e scettro e soglio.


GIOVANNA

Cielo!... ed Anna?


ENRICO

lo l'odio...


GIOVANNA

Ah! Sire ...


ENRICO

Giunto è il giorno di punire.


GIOVANNA

Ah! qual colpa?


ENRICO

La più nera.

Diemmi un cor che suo non era...

M'ingannò pria d'esser moglie:

Moglie ancora ni'ingannò.


GIOVANNA

E i suoi nodi?


ENRICO

Il Re li scioglie.


GIOVANNA

Con qual mezzo?


ENRICO

Io sol lo so.


GIOVANNA

Ah! qual sia cercar non oso …

Nol consente il core oppresso …

Ma sperar mi sia concesso

Che non fia di crudeltà.

Non mi costi un regio sposo

Più rimorsi, per pietà!


ENRICO

Rassicura il cor dubbioso,

Nel tuo Re la mente acqueta...

Ch'ei ti vegga omai più lieta

Dell'amor che sua ti fa.

La tua pace, il tuo riposo

Pieno io voglio, e tal sarà.


Enrico parte dalla porta segreta; Giovanna s'inoltra negli appartamenti


SCENA SESTA

Parco nel Castello di Windsor.

È giorno.




Percy e Rochefort da varie parti.


Recitativo e Cavatina


ROCHEFORT

incontrandosi

Chi veggo?. . . In Inghilterra

Tu, mio Percy?


si abbracciano


PERCY

Mi vi richiama, amico,

D'Enrico un cenno … E al suo passaggio offrirmi,

Quando alla caccia ei mova, è mio consiglio.

Dopo sì lungo esiglio

Respirar l'aura antica e il ciel natio,

Ad ogni core è dolce, amaro al mio.


ROCHEFORT

Caro Percy! mutato

Il duol non t'ha così, che a ravvisarti

Pronto io non fossi.


PERCY

Non è duolo il mio

Che in fronte appaia: raunato è tutto

Nel cor profondo. - lo non ardisco, o amico,

Della tua suora avventurar inchiesta...


ROCHEFORT

Ella è Regina... Ogni sua gioia è questa.


PERCY

E il ver parlò la fama? …

Ella è infelice? … Il Re mutato? …


ROCHEFORT

E dura

Un cor contento mai?


PERCY

Ben dici … ei vive

Privo di speme come vive il mio.


ROCHEFORT

Sommesso parla.


PERCY

E che temer degg'io?

Da quel dì che, lei perduta,

Disperato in bando andai,

Da quel dì che il mar passai,

La mia morte cominciò.

Ogni luce a me fu muta,

Dai viventi mi divisi.

Ogni terra ov' io m'assisi

La mia tomba mi sembrò.


ROCHEFORT

E venisti a far peggiore

Il tuo stato a lei vicino?


PERCY

Senza mente, senza core,

Cieco io seguo il mio destino.

Pur talvolta, in duol sì fiero,

Mi sorride nel pensiero

La certezza che fortuna

I miei mali vendicò.


odensi suoni di caccia


ROCHEFORT

Già la caccia si raduna …

Taci: alcuno udir ti può.


SCENA SETTIMA

Escono da varie parti drappelli di cacciatori: tutto è movimento in fondo alla scena.

Accorrono Paggi, Scudieri, de genti armate di picche, ecc., ecc.


CORO

Olà! veloci accorrano

I paggi, gli scudieri …

I veltri si dispongano …

S'insellino i destrieri …

Più che giammai sollecito

Esce stamane il Re.


PERCY

Ed Anna anch'ella! …


ROCHEFORT

Acquetati.

Forse con lui non è.


PERCY

Ah così ne' dì ridenti

Del primier felice amore.

Palpitar sentiva il core

Nel doverla riveder.

Di que' dolci e bei momenti,

Ciel pietoso, un sol mi rendi;

Poi la vita a me riprendi,

Perch' io mora di piacer.


CORO

Si appressa il Re: schieratevi …

Al Re si renda onor.


SCENA OTTAVA

Tutti gli astanti si dispongono in due file. Rochefort trae seco in disparte Percy.

Entra Enrico, e passa in mezzo alle file. In questo mentre gli si presenta Anna in mezzo alle sue Damigelle.

Percy a poco a poco si colloca in modo da esser veduto da Enrico.

Hervey e Guardie.


Scena e Quintetto


ENRICO

Desta sì tosto, e tolta

Oggi al riposo?


ANNA

In me potea più forte

Che il desìo del riposo

Quel di vedervi. Ornai più dì son corsi

Ch'io non godea del mio Signor l'aspetto.


ENRICO

Molte mi stanno in petto

E gravi cure … Pur mia mente ognora

A voi fu volta: né un momento solo

Da voi ritrassi il mio vegliante sguardo.

Voi qua. Percy!


ANNA

(Ciel! chi vegg'io... Riccardo!)


ENRICO

Appressatevi.


PERCY

(Io tremo.)


ENRICO

Pronto ben foste...


PERCY

Un solo istante, o Sire,

Che indugiato io mi fossi a far palese

Il grato animo mio, sana sembrato

Errore ad altri, a me sembrò delitto.

La man che me proscritto

Alla patria ridona e al tetto antico,

Devoto io bacio …


ENRICO

Non la man d'Enrico.

Dell'innocenza vostra.

Già da gran tempo securtà mi diede

Chi, nudrito con voi, con voi cresciuto.

Conosce della vostra alma il candore.

Anna alfin …


PERCY

Anna! …


ANNA

(Non tradirmi, o core!)


PERCY

Voi, Regina … E fia pur vero

Che di me pensier vi prese?


ANNA

Innocente … il regno intero

Vi credette … e vi difese …


ENRICO

E innocente io vi credei,

Perché tal sembraste a lei …

Tutto il regno, a me il credete,

V'era invan mallevador.


PERCY

Ah, Regina!

si prostra a' suoi piedi e le bacia la mano


ANNA

Oh Dio! Sorgete.


ROCHEFORT

(Ei si perde!)


ENRICO

con la massima indifferenza

Hervey.


HERVEY

Signor.


Percy si appressa a Rochefort. Enrico si trattiene dal lato opposto con Hervey.

Anna è nel mezzo, sforzandosi di celare il suo turbamento.


ANNA

(Io sentii sulla mia mano

La sua lagrima corrente …

Della fiamma più cocente

Si diffonde sul mio cor.)


PERCY

a ROCHEFORT

(Ah! pensava a me lontano,

Me ramingo non soffrìa;

Ogni affanno ml core obblìa,

Io rinasco, io spero ancor.)


ROCHEFORT

a Percy

(Ah! che fai! ti frena, insano,

Ogni sguardo è in te rivolto;

Hai palese, hai scritto in volto

Lo scompiglio del tuo cor.)


ENRICO

ad Hervey

(A te spetta il far che vano

Non riesca il grande intento;

D'ogni passo, d'ogni accento

Sii costante esplorator.)


HERVEY

ad Enrico

(Non indarno il mio Sovrano

In me fida il suo disegno:

Io sarò, mia fé ne impegno,

De' suoi cenni esecutor.)


CORO

(Che mai fia? sì mite e umano

Oggi il Re, sì lieto in viso?

Mentitore è il suo sorriso,

E foriero del furor.)


ENRICO

a Percy colla massima bontà

Or che reso ai patrii lidi.

E assoluto appien voi siete,

In mia Corte, fra i più fidi,

Spero ben che rimarrete.


PERCY

Mesto, o Sire, per natura,

Destinato a vita oscura …

Mal saprei …


ENRICO

interrompendolo

No, no, lo bramo.

Rochefort, lo affido a te.

Per la caccia omai partiamo …

con disinvoltura

Anna, addio.


ANNA

s'inchina

(Son fuor di me.)


I corni danno il segnale della caccia. Tutti si movono, e si formano in varie schiere.


TUTTI

Questo dì per noi/voi spuntato

Con sì lieti e fausti auspici,

Dai successi più felici

Coronato splenderà.


PERCY, ANNA

(Ah! per me non sia turbato

Quando in ciel tramonterà.)


ENRICO

(Altra preda amico fato

Ne' miei lacci guiderà.)


Anna parte collw Damigelle. Enrico con tutto il seguito dei Cacciatori.

Rochefort trae seco Percy da un' altra parte.


SCENA NONA

Gabinetto nel Castello che mette all'interno delle stanze di Anne.

Smeton solo.


Scena e Cavatina


SMETON

È sgombro il loco … Ai loro uffici intente

Stansi altrove le ancelle … e dove alcuna

Me qui vedesse, ella pur sa che in quelle

Più recondite stanze, anco talvolta

Ai privati concenti Anna m'invita.

si cava dal seno un ritratto

Questa da me rapita

Cara immagine sua, ripor degg'io

Pria che si scopra I' ardimento mio.

Un bacio ancora, un bacio.

Adorate sembianze … Addio, beltade

Che sul mio cor posavi,

E col mio core palpitar sembravi.

Ah! parea che per incanto

Rispondessi al mio soffrir;

Che ogni stilla del mio pianto

Risvegliasse un tuo sospir.

A tal vista il core audace,

Pien di speme e di desir,

Ti scoprìa l'ardor vorace

Che non oso a lei scoprir.

va per entrare nell'appartamento

Odo romor … Si appressa

A queste stanze alcun … troppo indugiai …


si cela dietro una cortina


SCENA DECIMA

Anna e Rochefort


Finale I


ANNA

Cessa … tropp'oltre vai …

Troppo insisti, o fratello …


ROCHEFORT

Un sol momento

Ti piaccia udirlo: alcun periglio, il credi,

Correr non puoi... bensì lo corri, e grave,

Se fai col tuo rigore

Che il duol soverchi ogni ragione in lui.


ANNA

Lassa! e cagion del suo ritorno io fui!

Ebben … mel guida, e veglia

Attento sì che a noi non giunga alcuno

Che a me fedel non sia.


ROCHEFORT

Riposa in me.


parte


SCENA UNDICESIMA

Anna, e Smeton nascosto


SMETON

affacciandosi guardingo

(Né uscir poss'io'? … Che fia?)


ANNA

Debole io fui … dovea

Ferma negar … non mai vederlo … Ahi! vano

Di mia ragion consiglio;

Non ne ascolta la voce il cor codardo.


SCENA DODICESIMA

Percy ed Anna


ANNA

Eccolo! ... io tremo!... io gelo!


PERCY

Anna! …


ANNA

Riccardo!

Sien brevi i detti nostri,

Cauti, sommessi. - A rinfacciarmi forse

Vieni la fé tradita? Ammenda, il vedi,

Ampia ammenda ne feci: ambiziosa,

Un serto io volli, e un serto ebb'io di spine.


PERCY

lo ti veggo infelice, e l'ira ha fine.

La fronte mia solcata

Vedi dal duolo: io tel perdono; io sento

Che, a te vicino, de' passati affanni

Potrei scordarmi, come, giunto a riva,

Il naufrago nocchiero i flutti obblìa.

Ogni tempesta mia

In te s'acqueta, vien da te mia luce...


ANNA

Misero! e quale speme or ti seduce?

Non sai che moglie io sono? …

Che son regina? …


PERCY

Oh! non lo dir. Nol debbo,

Nol so saper. Anna per me tu sei,

Anna soltanto. Ed io non son l'istesso

Riccardo tuo? … quel che t'amò cotanto …

Quel che ad amare t'insegnò primiero?...

E non t'abborre il Re …


ANNA

Mi abborre, è vero.


Duetto nel Finale I


PERCY

S'ei t'abborre, io t'amo ancora,

Qual t'amava in basso stato;

Meco obblìa di sposo ingrato

II disprezzo ed il rigor.

Un amante che t'adora

Non posporre a rio Signor.


ANNA

Ah! non sai che i miei legami,

Come sacri, orrendi sono …

Che con me s'asside in trono

Il sospetto ed il terror! …

Ah! mai più, se è ver che m'ami,

Non parlar con me d'amor.


PERCY

Ahi! crudele!


ANNA

Forsennato!

Fuggi, va … ten fo preghiera.


PERCY

No, giammai.


ANNA

Ne oppone il fato

Invincibile barriera.


PERCY

lo la sprezzo.


ANNA

In Inghilterra

Non ti trovi il nuovo albôr.


PERCY

Ah! cadavere sotterra

Ei mi trovi … o teco ancor.


ANNA

Per pietà del mio spavento,

Dell'orrore in cui mi vedi,

Cedi ai preghi, al pianto cedi.

Ci divida e terra e mar.

Cerca altrove un cor contento,

Cui non sia delitto amar.


PERCY

Al tuo piè trafitto e spento

Io cadrò, se tu lo chiedi;

Ma ch'io resti mi concedi

Solamente a sospirar.

Presso a te mia fia contento

Il soffrire ed il penar.


ANNA

risoluta

Parti, il voglio. Alcun potria

Ascoltarti in queste mura.


PERCY

Partirò … ma dimmi pria,

Ti vedrò? … prometti … giura.


ANNA

No. Mai più.


PERCY

Mai più! Sia questa

Mia risposta al tuo giurar.


snuda la spada per trafiggersi


ANNA

gettando un grido

Ah! che fai! spietato!


SCENA TREDICESIMA

Smeton e detti


SMETON

Arresta!


ANNA

Giusto Ciel!


PERCY

Non ti appressar.


vogliono scagliarsi uno contro l'altro


ANNA

Deh! fermate … io son perduta:

Giunge alcuno … io più non reggo.


si abbandona sovra una sedia


SCENA QUATTORDICESIMA

Rochefort accorrendo spaventato, e detti


ROCHEFORT

Ah! sorella...


SMETON

Ella è svenuta.


ROCHEFORT

Giunge il Re.


SMETON e PERCY

Il Re!!


SCENA QUINDICESIMA

Enrico, Hervey, e detti


ENRICO

Che veggo?

Destre armate in queste porte!

In mia reggia nudi acciar!

Olà. guardie.


SCENA SEDICESIMA




Alla voce del Re accorrono i Cortigiani, le Dame, i Paggi e i Soldati.

Indi Giovanna Seymour.


PERCY

Avversa sorte!


CORO

Che mai fu?


SMETON e ROCHEFORT

Che dir? che far?


un momento di silenzio


ENRICO

Tace ognuno, è ognun tremante!

Qual misfatto or qui s'ordìa?

lo vi leggo nel sembiante

Che compiuta è l'onta mia:

Testimonio è il regno intero

Che costei tradiva il Re.


SMETON

Sire... ah! Sire... non è vero.

Io lo giuro al vostro piè.


ENRICO

Tanto ardisci! - Al tradimento

Già sì esperto, o giovinetto?


SMETON

Uccidetemi s'io mento;

Nudo, inerme io v'offro il petto.


gli cade il ritratto di Anna


ENRICO

Qual monile?


SMETON

Oh Ciel!


ENRICO

Che vedo!

Al mio sguardo appena il credo!

Del suo nero tradimento

Ecco il vero accusator.


PERCY e ANNA

Oh! angoscia!


SMETON e ROCHEFORT

Oh! mio spavento!


ANNA

rinviene

Ove sono? … Oh mio Signor!


Si avvicina ad Enrico: egli è fremente.

Tacciono tutti e abbassano gli occhi.


ANNA

In quegli sguardi impresso

Il tuo sospetto io vedo;

Ma, per pietà Io chiedo,

Non condannarmi, o Re.

Lascia che il core oppresso

Torni per poco in sé.


ENRICO

Del tuo nefando eccesso

Vedi in mia man la prova.


Il lagrimar non giova;

Fuggi lontan da me.

Poter morire adesso

Meglio sarà per te.


PERCY

(Cielo! un rivale in esso,

Un mio rival felice!

E me l'ingannatrice

Volea bandir da sé?

Tutta ti sfoga adesso,

Ira del fato, in me.)


GIOVANNA

(All'infelice appresso

Poss'io trovarmi, o Cielo!

Preso d'orror, di gelo,

Come il mio cor non è?

Spense il mio nero eccesso

Ogni virtude in me.)


SMETON e ROCHEFORT

(Ah! l'ho perduta io stesso,

Colma ho la sua sventura!

Il giorno a me si oscura,

Non mi sostiene il piè.

Poter morire adesso

Meglio sarìa per me.)


Finale Il


ENRICO

In separato carcere

Tutti costor sian tratti.


ANNA

Tutti? ... deh! Sire...


ENRICO

Scostati!


ANNA

Un detto sol...


ENRICO

Ritratti!

Non io, sol denno i giudici

La tua discolpa udir.


ANNA

Giudici! - ad Anna!!


PERCY, SMETON, ROCHEFORT

Ahi! misera.


GIOVANNA e CORO

(È scritto il suo morir!)


ANNA

(Ah! segnata è la mia sorte,

Se mi accusa chi condanna.

Ah! di legge sì tiranna

Al poter succumberò.

Ma scolpata dopo morte,

E assoluta un dì sarò.)


ENRICO

(Sì, segnata è la tua sorte.

Se un sospetto aver poss'io.

Chi divide il soglio mio

Macchia in terra aver non può.

Mi fia pena la tua morte,

Ma la morte a te darò.)


PERCY, GIOVANNA, SMETON, ROCHEFORT

(Ah! segnata è la mia sorte;

A sfuggirla ogni opra è vana:

Arte in terra, o forza umana.

Mitigarla omai non può.

Nel mio core è già la morte,

E la morte ancor non ho.)


CORO

(Ah! di quanti avversa sorte

Mali afflisse il soglio inglese,

Un funesto in lui non scese

Pari a quello che scoppiò.

Innocenza ha qui la morte

Che il delitto macchinò.)


 


ATTO SECONDO

Gabinetto che mette alle stanze ov 'è custodita Anna


SCENA PRIMA

Damigelle di Anna. Guardie alle porte.


Introduzione


CORO di Damigelle

Oh! dove mai ne andarono

Le turbe adulatrici,

Che intorno a lei venivano

Ne' giorni suoi felici!

Seymour, Seymour medesima,

Da lei si allontanò.

Ma noi per sempre, o misera,

Sempre con te saremo,

O il tuo trionfo apprestisi,

O il tuo disastro estremo.

Pochi il destin, ma teneri

Cori per te lasciò.

Eccola … afflitta e pallida,

Move a fatica il piede.


Esce Anna; tutte le vanno intorno. Ella siede ecc.


SCENA SECONDA

Anna e dette, indi Hervey con soldati


CORO di Damigelle

Regina! … rincoratevi,

Nel Ciel ponete fede.

Hanno confin le lagrime,

Perir virtù non può.


ANNA

O mie fedeli, o sole

A me rimaste nella mia sventura

Consolatrici, ogni speranza, è vero,

Posta è nel Cielo, in lui soltanto … In terra

Non v'ha riparo per la mia ruina.

esce Hervey

Che rechi, Hervey?


HERVEY

Regina!! …

Duolmi l'amaro incarco a cui m'elegge

Il Consiglio de' Pari.


ANNA

Ebben? favella.


HERVEY

Ei queste ancelle appella

Al suo cospetto.


CORO

Noi!!


ANNA

Nel suo proposto

È dunque fermo il Re! Tanta al cor mio

Ferita ei recherà?...


HERVEY

Che dir poss'io?


ANNA

Piegar la fronte è forza

Al regale voler, qualunque ei sia.

Dell'innocenza mia

Voi testimoni siate …

Tenere amiche …


CORO

Oh! dì funesta!


ANNA

abbracciandole

Andate.


Le ancelle partono con Hervey.


SCENA TERZA

Anna, indi Giovanna Seymour


Scena e Duetto


ANNA

(partite le ancelle, alza le mani al cielo, si prostra, e dice)


Dio, che mi vedi in core,

Mi volgo a te … Se meritai quest'onta

Giudica tu.


siede e piange


GIOVANNA

Piange l'afflitta … ahi! come

Ne sosterrò lo sguardo?


ANNA

Ah! sì: gli affanni

Dell'infelice aragonese inulti

Esser non denno, e a me terribil pena

Il tuo rigor destina …

Ma terribile è troppo …


GIOVANNA

si appressa piangendo; si prostra a suoi piedi, e le bacia la mano

O mia Regina!


ANNA

Seymour! … a me ritorni! …

Non mi obliasti tu? … Sorgi … Che veggo?

Impallidisci! … tremi? … A me tu rechi

Nuova sventura forse?


GIOVANNA

Orrenda … estrema! …

Gioia poss'io recarvi? Ah! … no … m'udite.

Tali son trame ordite,

Che perduta voi siete. Ad ogni costo

Vuol franti il Re gli sciagurati nodi

Che vi stringono a lui … La vita almeno …

Se non il regio nome …

La vita almen, deh! voi salvate!


ANNA

E come?

Spiegati.


GIOVANNA

In dirlo io tremo…

Pur dirlo io deggio. Il confessarvi rea,

Dal Re vi scioglie e vi sottragge a morte.


ANNA

Che dici tu?


GIOVANNA

La sorte

Che vi persegue, altro non lascia a voi

Mezzo di scampo.


ANNA

E consigliar mel puoi!! …

Tu, mia Seymour!! …


GIOVANNA

Deh! per pietà …


ANNA

Ch'io compri

Coll'infamia la vita?


GIOVANNA

E infamia e morte

Volete voi? … oh Ciel! cedete …

Ve ne consiglia il Re … ve ne scongiura

La sciagurata che l'amor d'Enrico

Ha destinata al trono.


ANNA

Oh! chi è costei?

La conosci? favella. - Ardire ell'ebbe

Di consigliarmi una viltà?... Viltade

Alla Regina sua!! … parla: chi è dessa?


GIOVANNA

singhiozzando

Un'infelice …


ANNA

E tal facea me stessa.

Sul suo capo aggravi un Dio

Il suo braccio punitore.


GIOVANNA

Deh! mi ascolta.


ANNA

Al par del mio

Sia straziato il vil suo cuore.


GIOVANNA

Ah! perdono!


ANNA

Sia di spine

La corona ambita al crine;

crescendo con furore; Giovanna a poco a poco si smarrisce ecc.

Sul guancial del regio letto

Sia la veglia ed il sospetto …

Fra lei sorga e il reo suo sposo

Il mio spettro minaccioso …

E la scure a me concessa,

Più crudel, le neghi il Re.


GIOVANNA

Ria sentenza! … io moro … ah! cessa!

Deh! pietà, pietà … di me!


prostrandosi, e abbracciando le ginocchia d'Anna


ANNA

Tu!! … Che ascolto?


GIOVANNA

Ah! sì, prostrata

E al tuo piè la traditrice.


ANNA

Mia rivale!!


GIOVANNA

Ma straziata

Dai rimorsi … ed infelice.


ANNA

Fuggi … fuggi …


GIOVANNA

Ah! no: perdono:

Dal mio cor punita io sono …

crescendo con passione. Anna a poco a poco s'intenerisce

Inesperta … lusingata …

Fui sedotta ed abbagliata …

Amo Enrico, e ne ho rossore …

Mio supplizio è questo amore …

Gemo e piango, e dal mio pianto

Soffocato amor non è.


ANNA

Sorgi … ah! sorgi … È reo soltanto

Chi tal fiamma accese in te.

l'alza e l'abbraccia

Va, infelice, e teco reca

Il perdono di Bolena;

Nel mio duol furente e cieca

T'imprecai terribil pena …

La tua grazia or chiedo a Dio,

E concessa a te sarà.

Ti rimanga in questo addio

L'amor mio, la mia pietà.


GIOVANNA

Ah! peggiore è il tuo perdono

Dello sdegno ch'io temea.

Punitor mi lasci un trono

Del delitto ond'io son rea.

Là mi attende un giusto Iddio

Che per me perdon non ha.

Ah! primiero è questo addio

Dei tormenti che mi dà.


Anna rientra nelle sue stanze. Giovanna parte affittissima.


SCENA QUARTA

Vestibolo che mette alla sala ov'è adunato il Consiglio.

Le porte sono chiuse, e tutti gl'ingressi son custoditi dalle guardie.




Coro di Cortigiani, indi Hervey


Coro, Scena e Terzetto


CORO I

Ebben? dinanzi ai giudici

Quale dei rei fu tratto?


CORO II

Smeton.


CORO I

Ha forse il giovane

Svelato alcun misfatto? …


CORO II

Ancor l'esame ignorasi:

Chiuso tutt'ora egli è.


TUTTI

Ah! tolga il Ciel che il debole

Ed inesperto core

Sedur si lasci o vincere

Da speme o da timore;

Tolga ch'ei mai dimentichi

Che accusatore è il Re.

si apron le porte: esce Hervey

Ecco, ecco Hervey.


HERVEY

ai soldati che parlano

Si guidino

Anna e Percy.


CORO

circondandolo

Che fia?


HERVEY

Smeton parlò.


CORO

L' improvido

Anna accusata avrìa?


HERVEY

Colpa ei svelò che fremere,

Ed arrossir ne fe'.

Ella è perduta.


CORO

Ahi! misera!

(Accusatore è il Re.)


SCENA QUINTA

Enrico, Hervey e coro


HERVEY

Scostatevi … il Re giunge …

il Coro si ritiro

E dal Consesso

Chi vi allontana?


ENRICO

Inopportuna or fôra

La mia presenza. Il primo colpo è sceso;

Chi lo scagliò si asconda.


HERVEY

Oh! come al laccio

Smeton cadea!


ENRICO

Nel carcer suo ritorni

Il giovin cieco, e a creder segua ancora,

Finché sospesa è l'ora

Della vendetta mia, d'aver salvata

D'Anna la vita. - Ella si appressa …


HERVEY

E quinci

Vien condotto Percy fra' suoi custodi.


ENRICO

per uscire

Si eviti.


SCENA SESTA

Anna e Percy da parte opposta in mezzo alle guardie.

Enrico ed Hervey


ANNA

da lontano

Arresta, Enrico.

Enrico vuol partire

Anna avvicinandosi con dignità


Arresta … e m'odi.


ENRICO

Ti udrà il Consiglio.


ANNA

A' piedi tuoi mi prostro;

Svenami tu, ma non espormi, o Sire,

All'onta d'un giudizio: il regio nome

Fa che in me si rispetti.


ENRICO

Hai rispettato,

Il regio grado tu? Moglie d'Enrico

Ad un Percy scendevi.


PERCY

che si era fermato in disparte a queste parole si avanza

E tu di questo

Dispregiato Percy non isdegnasti

Farti rivale … e a lui l'amante hai tolta.


ENRICO

Fellone! e ardisci? …


PERCY

Il ver parlarti: ascolta.

Sarò fra poco innanzi

A tribunal più santo e più tremendo

Che il tuo non sia. Giuro per quello … io giuro,

Ch'ella non ti offendea … che me scacciava,

Che all'audace mia speme ardea di sdegno …


ENRICO

Dell'amor suo più degno

Un vil paggio rendeva … Egli il confessa …

E cento adduce testimoni …


ANNA

con forza

Cessa.

A questa iniqua accusa

Mia dignità riprendo, ed altamente

Di Smeton seduttor te, Sire, io grido.


ENRICO

Audace donna!! …


ANNA

lo sfido

Tutta la tua potenza. Ella può darmi

Morte, ma non infamia. E mio delitto

L'aver posposto al trono un nobil core

Come il cor di Percy, l'aver creduta

Felicità suprema

L'esser di un re consorte.


PERCY

Oh! gioia estrema!

No, così turpe affetto

Tu non nudrivi … io ne son certo; e lieto

Con tal certezza il mio destino attendo …

Ma tu vivrai … sì, tu vivrai.


ENRICO

Che intendo?

Ambo morrete, o perfidi:

Chi può sottrarvi a morte?


PERCY

Giustizia il può …


ANNA

Giustizia!! …

Muta è d'Enrico in Corte.


ENRICO

Ella a tacersi apprese

Quando sul trono inglese

Ceder dovette il loco

Una regina a te.

Ma parlerà fra poco …


PERCY

E tu l'ascolta, o Re.

Se d'un tradito talamo

Dessi vendetta al dritto,

Soltanto il mio si vendichi …

Esso nel Cielo è scritto.

Sposi noi siam.


ENRICO

Voi sposi!! …


ANNA

Ah! che di' tu?


ENRICO

Tant' osi?


PERCY

Riprendo i dritti miei:

Ella sia resa a me.


ENRICO

E sposa sua tu sei! …


ANNA

titubante

Io …


PERCY

Puoi negarlo? …


ANNA

(Ahimè! …)


PERCY

Fin dall'età più tenera

Tu fosti mia, lo sai;

Tu mi lasciasti; io, misero,

Anche infedel t'amai.

Quel che mi t'ha rapita

Ti toglie onore e vita …

Le braccia io t'apro, io voglio

Renderti vita e onor.


ANNA

Ah! del tuo cuor magnanimo

Qual prova a me tu dai!

Perisca il dì che, perfida,

Te peI crudel lasciai!

M'ha della fé tradita

Il giusto Ciel punita …

Io non trovai nel soglio

Altro che affanno e orror.


ENRICO

(Chiaro è l'inganno inutile,

Chiara la trama assai …

Ma, coppia rea, non credere

Ch'io ti smentisca mai …

Dall'arte tua scaltrita

Tu rimarrai punita …

Più rio ne avrai cordoglio,

Strazio ne avrai maggior.)


Al Consiglio sien tratti, o custodi.


ANNA

Anco insisti?


PERCY

Il Consiglio ne ascolti.


ENRICO

Va; confessa gli antichi tuoi nodi:

Non temer ch'io li voglia disciolti.


ANNA

Ciel! Ti spiega … furore represso

Più tremendo sul volto ti sta.


ENRICO

Coppia iniqua! l'inganno tuo stesso

Sull'odiato tuo capo cadrà.

Salirà d'Inghilterra sul trono

Altra donna più degna d'affetto;

Abborrito, infamato, reietto

Il tuo nome, il tuo sangue sarà.


ANNA e PERCY

Quanto, ahi quanto! è funesto il tuo dono

Altra donna giammai non apprenda!

L'Inghilterra mai più non intenda

L'empio strazio che d'Anna si fa!


Anna e Percy partono fra soldati


SCENA SETTIMA

Enrico, indi Giovanna Seymour


Scena ed Aria


ENRICO

Sposa a Percy pria che ad Enrico ell'era!

Sposa a Percy!! Non mai; menzogna è questa

Onde sottrarsi alla tremenda legge

Che la condanna mia colpevol moglie.

E sia pur ver: la coglie

Legge non men tremenda … e la sua figlia

Ravvolge anch'essa nella sua ruina.


GIOVANNA

Sire …


ENRICO

Vieni, Seymour … tu sei Regina.


GIOVANNA

Ah! Sire … il mio rimorso

Mi guida al vostro piè.

per prostrarsi


ENRICO

la solleva

Rimorso! …


GIOVANNA

Amaro,

Estremo, orrendo. - Anna vid'io … l'intesi …

Il suo pianto ho sul cor, Di lei pietade

E in un di me … Del suo morir cagione

Esser non vo', né posso … Ultimo addio

Abbia il mio Re.


ENRICO

Più che il tuo Re son io:

L'amante io son, l'amante

Ch'ebbe i tuoi giuri, e che fra poco all'ara

Altri ne avrà più sacri.


GIOVANNA

Ah! non gli avessi

Mai proferiti que' funesti giuri

Che mi han perduta! Ad espiarli, o Sire,

Ne andrò in remoto asilo ove non giunga

Vivente sguardo, ove de' miei sospiri

Non oda il suono altri che il Ciel...


ENRICO

Deliri?

E donde in te sì strano

Proposto, o donna? E speri tu, partendo,

Anna far salva? lo più l'abborro adesso,

L'abborro or più che sì ti affligge e turba.

Che a spegner giunge il tuo medesmo amore.


GIOVANNA

Ah! non è spento … Ei mi consuma il core!

Per questa fiamma indomita

Alla virtù preposta …

Per quegli amari spasimi,

Pel pianto che mi costa …

Odi la mia preghiera …

Anna per me non pera …

Innanzi al ciclo e agli uomini

Rea non mi far di più.


ENRICO

Stolta! non sai …

si apron le porte delle sale

Ma, frenati:

Sciolto è il Consiglio.


GIOVANNA

Ah! m'odi …


ENRICO

severamente

Frenati.


Seymour rimane afflittissima


SCENA OTTAVA

Hervey con gli Sceriffi che portano la sentenza del Consiglio:

accorron da tutte le parti i Cortigiani e le Dame, ecc.


HERVEY

I Pari unanimi

Sciolsero i regi nodi …

Anna, infedel consorte,

È condannata a morte,

E seco ognun che complice

E istigator ne fu.


CORO

A voi, supremo Giudice,

Sommessa è la sentenza.

Unica speme ai miseri

È la real clemenza:

I Re pietosi immagine

Sono del Ciel quaggiù.


ENRICO

Rifletterò: giustizia

Prima è dei Re virtù.


prende la sentenza dalle mani degli Sceriffi.

Giovanna si avvicina ad Enrico con dignità. Il Coro si arresta in lontananza.


GIOVANNA

Ah! pensate che rivolti

Terra e Cielo han gli occhi in voi;

Che ogni core ha i falli suoi

Per dovere altrui mercé.

La pietade Enrico ascolti,

Se al rigore è spinto il Re.


ENRICO

Basta: uscite, e ancor raccolti

Siano i Pari innanzi a me.


CORO

La pietade Enrico ascolti,

Se al rigore è spinto il Re.


partono. Enrico entra nella sala del Consiglio


SCENA NONA

Atrio nelle prigioni della Torre di Londra.

Il fondo e le porte sono occupate da soldati.




Percy scortato dalle guardie, indi Rochefort


<b<=""b="">


PERCY

Tu pur dannato a morte,

Tu di niun fallo reo?


ROCHEFORT

Fallo mi è grave

L'esser d'Anna fratello.


PERCY

Oh! in qual ti trassi

Tremendo abisso!


ROCHEFORT

lo meritai cadervi,

Io che da cieca ambizIon sospinto,

Anna sedussi ad aspirare al soglio.


PERCY

Oh! amico … al mio cordoglio

Il tuo s'aggiunge. Ah! se sperarti salvo

Potessi ancor, men dolorosa e amara

La morte mi farìa questa speranza.


ROCHEFORT

Dividiamci da forti … alcun s'avanza.


SCENA DECIMA

Hervey, e detti


HERVEY

A voi di lieto evento

Nunzio son io. Vita concede ad ambi

Clemente il Re.


PERCY

Vita a noi soli! ed Anna? …


HERVEY

La giusta sua condanna

Subir dev'ella.


PERCY

E me sì vile ci tiene

Che viver voglia, io reo, quando ella more,

Ella innocente! A lui ritorna, e digli

Ch'io ricusai l'obbrobrioso dono.


HERVEY

Che ascolto?

a Rochefort

Voi?


ROCHEFORT

Pronto al supplizio io sono.

si getta nelle braccia di Percy


PERCY

Vivi tu, te ne scongiuro,

Tu men tristo, e men dolente;

Cerca un suolo in cui securo

Abbia asilo un innocente;

Cerca un lido in cui vietato

Non ti sia per noi pregar.

Ah! qualcuno il nostro fato

Resti in terra a lagrimar.


ROCHEFORT

Oh! Percy! dite men forte,

Men costante non son io.


HERVEY

Risolvete.


ROCHEFORT

Udisti …


PERCY e ROCHEFORT

Morte.


HERVEY

Sian divisi.


PERCY e ROCHEFORT

Amico! … addio.


PERCY

Nel veder la tua costanza

Il mio cor si rasserena;

Non temea che la tua pena,

Non soffria che il tuo soffrir.

L'ultim'ora che s'avanza

Ambidue sfidar possiamo,

Ché nessun quaggiù lasciamo

Né timore, né desir.


si danno un addio e partono fra soldati


SCENA UNDICESIMA

Escono le Damigelle di Anna dalla prigione ov' essa è rinchiusa.


Coro


CORO

Chi può vederla a ciglio asciutto,

In tanto affanno, in tanto lutto,

E non sentirsi spezzare il cor?

Or muta e immobile qual freddo sasso;

Or lungo e rapido studiando il passo;

Or trista e pallida com'ombra in viso;

Or componendosi ad un sorriso:

In tanti mutasi diversi aspetti,

Quanti in lei sorgono pensieri e affetti

Nel suo delirio, nel suo dolor.

Chi può vederla a ciglio asciutto,

In tanto affanno, in tanto lutto,

E non sentirsi spezzare il cor?


SCENA DODICESIMA

Anna dalla sua prigione. Si presenta in abito negletto, e col capo scoperto; si

avanza lentamente, assorta in profondi pensieri. Silenzio universale.

Le Damigelle la circondano vivamente commosse.

Ella le osserva attentamente; sembra rasserenarsi.


Scena ed Aria Finale


ANNA

Piangete voi? donde tal pianto? … È questo

Giorno di nozze. Il Re mi aspetta … è acceso,

Infiorato l'altar. - Datemi tosto

Il mio candido ammanto; il crin m'ornate

Del mio serto di rose …

Che Percy non lo sappia - il Re l'impose.


CORO

Oh! memoria funesta!


ANNA

Oh! chi si duole?

Chi parlò di Percy? … Ch'io non lo vegga;

Ch'io m'asconda a' suoi sguardi. - È vano - Ei viene …

Ei m'accusa … ei mi sgrida. Oh! mi perdona …

Infelice son io. Toglimi a questa

Miseria estrema … Tu sorridi? … oh gioia! …

Non fia, non fia che qui deserta io moia!

Al dolce guidami

Castel natìo,

Ai verdi platani,

Al queto rio

Che i nostri mormora

Sospiri ancor.

Colà, dimentico

De' corsi affanni.

Un giorno rendimi

De' miei prim' anni.

Un giorno solo

Del nostro amor.


CORO

Chi può vederla a ciglio asciutto,

In tanto affanno, in tanto lutto,

E non sentirsi spezzare il cor?


SCENA TREDICESIMA




Odesi suon di tamburi. Si presentano le guardie. Hervey e Cortigiani.

Anna si scuote.


ANNA

Qual mesto suon? … che vedo? …

Hervey! le guardie? …


le osserva attentamente; rinviene dal suo delirio


HERVEY

alle guardie

Ite, e dal carcer loro

Sian tratti i prigionieri.


ANNA

atterrita

Oh! in quale istante

Del mio delirio mi riscuoti, o Cielo!

A che mai mi riscuoti? …


SCENA ULTIMA

Escono da varie prigioni Rochefort, Percy, e poi ultimo Smeton


ROCHEFORT e PERCY

Anna!


ANNA

Fratello! …

E tu, Percy! … per me, per me morite!


SMETON

avanzandosi, si prostra a' piedi d'Anna

Io solo, io vi perdei … me maledite …


ANNA

Smeton! …

si ritira come sbigottita: e si copre il volto col manto


PERCY

Iniquo!


SMETON

Ah! sì … Io son … ch'io scenda

Con tal nome fra l'ombre. Io mi lasciai

Dal Re sedurre - Io v'accusai credendo

Serbarvi in vita; ed a mentir mi spinse

Un insano desire, una speranza

Ch'io tenni in core un anno intier repressa.

Maleditemi voi …


ANNA

Smeton! … Ti appressa.

Sorgi - che fai? Ché l'arpa tua non tempri?

Chi ne spezzò le corde?


Smeton è sempre in ginocchio; ella lo alza


ROCHEFORT

Anna!


PERCY

Che dici?


DONZELLE

Ritorna a vaneggiar.


ANNA

Un suon sommesso

Tramandan esse come il gemer tronco

Di un cor che more … egli è il mio cor ferito

Che l'ultima preghiera al Ciel sospira.

Udite tutti.


ROCHEFORT, PERCY, SMETON

Oh! rio martir!


CORO

Delira.


ANNA

Cielo, a' miei lunghi spasimi

Concedi alfin riposo.

E questi estremi palpiti

Sian di speranza almen.


TUTTI

L'estremo suo delirio

Prolunga, o Ciel pietoso.

Fa che la sua bell'anima

Di te si desti in sen.


silenzio




odonsi colpi di cannone in lontano e suonar di campane.

Anna rinviene a poco a poco


ANNA

Chi mi sveglia? ove sono? che sento?

Suon festivo? che fia? favellate.


CORO

Acclamata dal popol contento

È Regina …


ANNA

Tacete … cessate.

Manca, ahi! manca a compire il delitto

D'Anna il sangue, e versato sarà.


si abbandona fra le braccia delle Damigelle


TUTTI

Ciel! risparmia al suo core trafitto

Questo colpo a cui regger non sa.


ANNA

Coppia iniqua, l'estrema vendetta

Non impreco in quest'ora tremenda;

Nel sepolcro che aperto m'aspetta,

Col perdono sul labbro si scenda,

Ei m'acquisti clemenza e favore

Al cospetto d'un Dio di pietà.

sviene


TUTTI

Sventurata! … ella manca … ella more!


Si presentano gli Sceriffi a prendere i prigionieri.

Rochefort, Smeton e Percy vanno loro incontro, e, additando Anna, esclamano


TUTTI

Immolata una vittima è già!

 
© Ascolti.cz, ascolti@ascolti.cz
Počítadlo přístupů...Počet návštěv: 149 485
Design: MyFlower's design